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Review: Real Techniques Starter Set

11 Jan

Ciao! / Hello!
Dopo tanto chiacchierare, una recensione su cui sto lavorando da quest’estate: lo Starter Set di Real Techniques. Buona lettura!
PRIMA DI INIZIARE: Ho creato una pagina FB per il blog. Se vi va ‘piacetela” ;)

After all this blabbing, finally a review about something I’ve been testing since last summer: Real Techniques Starter Set.
BEFORE I START: I created a FB fan page for my blog. I’ll be glad if you ‘like’ the page ;)

Per le info generali su Real Techniques e sui pennelli (dimensioni, costruzione eccetera) vi rimando a questo post.

Info sul set: consta di cinque pezzi e viene venduto, come il Core ed il Basic, all’interno di una confezione che può essere utilizzata per portarli in viaggio (utilissima quando si sta via pochi giorni o quando si decide di portarsi pochi pennelli in vacanza).
Quasi tutti i pennelli si comportano bene al test di Rae Morris (vedi sempre il post introduttivo), tranne il Brows e il Pixel-Point Eyeliner che hanno una minore resistenza, a mio parere perché le setole sono contenute in un manico troppo largo.
Ho dovuto riscontrare che le setole di alcuni pennelli non sono tagliate perfettamente ma tuttavia questo non mi ha creato problemi.
Riflessione: il set si chiama ‘Starter’. È davvero un set per principianti? Yeah, but no, but yeah, direbbe Vicky Pollard. Nel senso che effettivamente i pennelli di cui è composto sono quelli di cui chi è agli inizi dovrebbe aver bisogno, non tutti però: l’accent brush secondo me è un pennello per chi già vuole spingersi “oltre”. Al suo posto ci vorrebbe un pennello da ombretto che so, a lingua di gatto, diverso sia dallo shader venduto singolarmente che da quello contenuto nel set Travel Essentials, in quanto il Base Shadow, come dirò poi, non può essere paragonato ai classici pennelli da applicazione dell’ombretto.

Basic Info: it’s a 5 pieces set sold in a black case that is handy and useful for short travels and whenever you choose to carry very few things on holiday.
All the brushes have quite firm bristles, but Brows and Pixel-Point Eyeliner Brush are less stiff, due to the fact the bristles are in a too large ferrule. This is more evident in Brows Brush.
Not all the bristles are perfectly cut but I didn’t find this being relevant in their performance.
Some thoughts: set is called ‘Starter’, but: is it a starter kit for real? Yeah, but no, but yeah, as Vicky Pollard would say. Why did Sam put the Accent Brush and did not think of a flat stiff oval shading brush, different from the one sold individually and the one in Travel Essentals Kit? It’d have had more sense in a set designed for starters. Moreover, the Base Shadow, as I’m gonna to tell you, isn’t comparable to classic shading brushes.

Prezzo/Price: £ 20,99 (around €25) on love-makeup.

BASE SHADOW BRUSH
Forma: apparentemente somiglia al famosissimo 217 di MAC, ma è più piatto, un pochino più largo e con la punta tagliata a triangolo.
Shape: similar to the outrageously famous MAC 217, but thinner and slightly larger and with a triangular tip.

Uso: ottimo per stendere il colore in poche passate sulla palpebra mobile se si ha un occhio abbastanza grande, ci si riesce anche su occhi più piccoli, ma per questi ultimi trovo sia più indicato per stendere uno strato lieve di un colore chiaro o neutrale su tutto l’occhio oppure, sfruttando la punta e tenendo la mano leggera, per sfumare in maniera precisa.
Quando ho preso il set speravo che il Base Shadow potesse affiancare ed essere un equivalente sintetico del MAC 217 (di cui ne comprerei altri due, non mi venissero scrupoli etici al riguardo che ovviamente all’epoca in cui l’ho preso non avevo). Questa speranza è stata disattesa dopo le prime prove perché, nonostante non sia affatto male come pennello da sfumatura e sia anzi piuttosto preciso, sul mio occhio non funziona altrettanto bene come il 217: richiede una mano più leggera e di caricare molto meno prodotto, altrimenti è un disastro. In generale, è meno preciso del 217.

Use: good for applying colour in few strokes on medium-large spaced lids. It’s a bit too wide for the small ones, imho and if you have small eyes you will consider to use it to put a light sweep of a neutral colour all over the eye (lid+browbone). Or, you can use the tip of this brush to blend quite precisely: I suggest you to this kind of job with a light hand.
When I bought the set I hoped this would have become a synthetic dupe for my MAC 217 (I love that brush and I would buy other two if they weren’t made of goat hair): it wasn’t so. After the first attempts of using Base Shadow as a blending brush I was disappointed to see that it doesn’t work on me. I mean, it’s ok, but not as precise and neat as 217. It requires to be absolutely light-handed and to not load up too much product in order to have a good result.

Giudizio complessivo: è un buon pennello per applicazioni rapide e leggere dell’ombretto sulle palpebre, ultimamente lo uso quasi più spesso dello Shading Brush di RT!

Overall assessment: it’s a good brush for apply eyeshadows quickly and for putting a soft wash of colour. I’m currently using it more often than Real Techniques Shading Brush!

DELUXE CREASE BRUSH
Forma: è una versione più cicciotta dei classici crease brush (pennelli da piega). Morbido e denso, ma piuttosto resistente.
Nel paragrafo seguente capirete perché l’ho messo a paragone col MAC 224 e non con il 219 o altri crease brush…

Shape: it’s a bigger version of classic crease brush. Fluffy and soft, but quite firm. I decided to compare it with MAC 224 instead of other crease brushes: you’re gonna read why in the following lines.

Uso: è un pennello estremamente versatile. Sfuma molto bene e in maniera morbida, ma più precisa rispetto al 224 di MAC, probabilmente perché più denso. Si comporta egregiamente per stendere una passata veloce di colore e per illuminare sotto l’arco sopraccigliare. Per chi ha gli occhi piccoli è più indicato per stendere un po’ di colore sulla palpebra piuttosto che per sfumare.
È assolutamente favoloso anche per stendere e sfumare il correttore nel contorno occhi e tutti i prodotti cremosi.

Use: very versatile brush! It blends so well, more precisely than MAC 224 brush does (maybe because RT is more dense) but as soft as this one. It’s awesome also for putting of quick wash of colour all over the eye and for highlighting the brow bone. Small eyed people would appreciate it for the second purpose, rather than blending, as it’s very big.
It’s wonderful also for apply and blend concealer under the eyes and for all creamy products in general.

Giudizio complessivo: mi piace moltissimo, è il mio preferito del set e vale tutti gli altri. Se lo vendessero singolo ne comprerei altri tre!

Overall assessment: I love this brush. It’s definitely my favourite of these five and it’s worth the purchase of the entire set. I’d buy other three if it was individually sold.

ACCENT BRUSH
Forma: piccolissimo, davvero minuto, per darvi un’idea pensate alle unghiette dei neonati. È sottile e rigido, seppur le setole siano morbide.

Shape: think about babies fingernails. It’s the tinies brush I have, stiff and thin, though the bristles are soft enough and they don’t tingle.

Uso: ottimo per creare un punto luce nell’angolo interno, soprattutto con una polvere o un pigmento bagnato. Essendo sottile è molto indicato per stendere il colore all’attaccatura delle ciglia sia inferiori che superiori ed è meraviglioso come smudger dato che sfuma in maniera estremamente precisa a differenza dei più famosi smudger a lunetta (come il 14 di Sephora ed il 214 di MAC).
Il 228 di MAC, con cui l’ho messo a confronto, è più spesso e a mio avviso più indicato per stesure molto circostanziate dei colori come nei make-up arcobaleno, ma meno preciso per tutti questi compiti qui elencati, quindi sono due pennelli, seppure concettualmente simili, complementari per quanto riguarda l’utilizzo pratico.

Use: great for highlighting the inner corner, in particular with a wet eyeshadow or loose pigment. Being such thin, is perfect for applying colour along both the upper and lower lash line and it’s absolutely amazing for smudging work: unlike the half-moon shaped smudgers (as Sephora black n.14 and MAC 214), the Accent Brush smudges very precisely.
In the photos I compared the Accent Brush with MAC 228: this last one is thicker and more appropriate for applying many colours in small areas, as in rainbow make-up looks. On the contrary, it’s not precise enough for the super-duper-detailed work Accent Brush does. So, even if they are quite similar, they are in fact complementary.

Giudizio complessivo: mi piace molto, è piuttosto versatile e recentemente l’ho usato assai di frequente. Non è un pennello per principianti, secondo me, ma chi ha esigenze più particolari o sta cominciando ad averne potrebbe apprezzarlo moltissimo.

Overall assessment: I like this brush very much. It’s versatile and recently I used it very often. In my opinion it’s not a brush for starters but people that are challenging theirselves, or are about to do it, would like it a lot.

PIXEL-POINT EYELINER
Forma: è quella di un classico pennello da eyeliner, ma più spessa e con la punta decisamente più stondata.

Shape: it’s like a classic eyeliner brush, but more dense and with a rounder tip.

Uso: va detto: bisogna essere abituati ad anni di applicazione dell’eyeliner per riuscire a fare una riga non eccessivamente spessa. Tuttavia, pucciandolo nell’eyeliner in gel la punta si compatta un po’ e con mano leggera e un po’ di manualità si riesce ad ottenere una riga abbastanza sottile. Ci tengo a precisare che, a causa della mia forma degli occhi, raramente faccio righe sottili (e preferisco usare la matita a questo scopo, perché così risulta molto meno netta), ma al contrario tendo comunque ad inspessire il tratto per rendere i miei occhi meno appallati. Però è innegabile che il rischio di far danni è in agguato e che ci vuole un po’ di pazienza.
Detto questo, non l’ho usato molte volte. Tenete però conto che da quando mi è arrivato il set ho usato raramente l’eyeliner in gel e ho usato il mio solito 208 di MAC perché l’applicazione è più veloce. Peraltro il Pixel-Point mi è rimasto macchiato di eyeliner blu-verde, caso raro fra i pennelli sintetici che si solito si puliscono molto facilmente.

Use: okay. You have to be able to draw a quite fine line with this brush, and that’s basically a combination of manual skill and experience. However, when you dip the brush into gel-liner, the tip becomes more compact and with a bit of light hand and a lot of patience you’ll be able to draw quite fine lines. I have to say that, due to my slightly rounded eyeshape, I never do fine lines with gel-liners (the few times I do, I want it to be soft and so I use an eye pencil) and I go for thicker application. Anyway, you have to be very careful when you use the Pixel-Point or you’re easily gonna mess up everything.
Said that, I’m being honest: I didn’t use this brush many times. I haven’t use a lot gel eyeliners since the arrival of the set, but I almost always preferred my MAC 208 to the RT one. And, quite bad fact, after some deep cleansing the Pixel-Point brush is still stained with blue-green eyeliner.

Giudizio complessivo: lo promuovo con riserva. Non è male, ma non è nemmeno particolarmente degno di nota. Si salva per un pelo dallo status di sòla, ecco.

Overall assessment: passed with minimum grade. It’s neither bad neither noteworthy: it’s very close to be a fail, to be completely honest.

BROWS BRUSH
Forma: abbastanza sottile. Per capirci, è decisamente più fine di quello di Estée Lauder (NB. da che ho visto sul sito non è più in vendita), mentre è abbastanza simile al 208 di MAC. La larghezza e il taglio sono invece paragonabili a quello di Estée Lauder (che è in setole naturali).

Shape: quite thin, more than Estée Lauder n.15 (which isn’t sold anymore), quite close to MAC 208. Width and angle are, on the other hand, similar to Estée Lauder brush.

Uso: l’ho scartato subito per l’eyeliner perché troppo largo e non abbastanza sottile. L’ho usato una volta sola per dar conferma della mia convinzione e così è stato. Per le sopracciglia non sarebbe male, non fosse che le setole “ballano” un po’ dentro al manico, quindi ci vuole una mano superferma e bisogna tenerla a circa 1/3 del manico.

Use: as I received the set I immediately decided it was too wide for eyeliner application and a tad too thick. I gave it a try once but the result was that I confirmed my initial idea. It’d be nice for eye brows, but the bristles tend to move too much as there are some empty space in the ferrule (=it’s larger than bristles’ width), so you have to use it with a very steady hand in order to have a good application.

Giudizio complessivo: l’ho usato pochissimo. A parte che di norma faccio le sopracciglia o con la matita o con il Brow Set di MAC, quando uso l’ombretto -NB. ho trovato quello perfetto per me, appena mi arriva il full size faccio la recensione- preferisco sempre quello di Estée Lauder perché, pur avendo le setole più morbide, è più preciso dato che le setole non ballano dentro al manico. È l’unico pennello del set che boccio. Spero di ricredermi in futuro.

Overall assessment: I used this brush very few times. I tend to fill and give shape to my brows with brow pencils or MAC Brow Set, but when I use an eyeshadow -I found the perfect one for me, review will come when it arrives- I prefer the Estée Lauder one. It has softer bristles but, still, is more precise as they don’t move inside the ferrule. It’s the only brush of the set I declare to be a fail, but I hope to change my mind someday.

CONCLUSIONI
Nonostante non tutti i suoi componenti mi soddisfino appieno, il set mi piace e uso molto spesso tre pennelli su cinque. Tuttavia, trovo che il set viso sia molto meglio costruito rispetto a questo, che ha dei punti deboli non trascurabili. Forse è un problema mio perché non sono riuscita a trovare il modo di impiegare degnamente i pennelli che mi lasciano un po’ perplessa. Tuttavia, considerato il prezzo del set, il giudizio complessivo è sostanzialmente positivo.

CONCLUSIONS
I like the set even I’m not equally satisfied of its components: I use more than often three of the five brushes included. However, I reckon that Core Collection Set is way better conceived than this, which has some evident weak spots. Maybe it’s me, but I didn’t find a proper way to use the two brushes I’m a bit disappointed about. My final judgement, though, is basically positive, because of the quite low price of the set.

See ya! x

Review: Pennelli Real Techniques – parte seconda

8 Jul

Eccoci alla seconda parte della recensione dei pennelli Real Techniques: dopo la prima dedicata ai pennelli singoli, mi occuperò qui del set viso, la Core Collection.
Il set è costituito da quattro pennelli contenuti in un astuccio nero piuttosto pratico per i viaggi. A mio avviso sono pennelli poco adatti a chi ha appena cominciato a truccarsi, perché hanno delle forme (e delle ideali funzioni) piuttosto particolari e specifiche, come vedrete fra poco.
Per il resto, valgono le stesse cose dette per gli altri pennelli e non starò a ripetermi: manico solido ma non lungo, impugnatura salda, setole in taklon morbide ma resistenti assieme. Tutti e quattro i pennelli rispondono bene al test di Rae Morris (vedi sempre il post introduttivo).
Ecco tutti i pennelli, uno per uno. Essendo parte di un set, ho cambiato leggermente la scheda. A “perché l’ho acquistato” ho sostituito “utilizzi che gli ho trovato”, ed a “Lo consiglio?” ho preferito un “giudizio complessivo”.
Prima che mi dimentichi. Il prezzo del set (che vale per tutti i set Real Techniques) è di £ 18,99, ovvero poco più di € 21.

BUFFING BRUSH
Ecco, per questo pennello si pone un problema: non ho niente con cui paragonarlo, il che dimostra ulteriormente che ho un numero limitato di pennelli (mamma, so che non lo leggerai mai, ma se per caso capiti qui, sappilo: HO POCHI PENNELLI). L’unico confronto possibile coi pennelli che posseggo potrebbe essere col mini-kabuki di Sigma, ma sono due tipologie di pennello molto diverse, sia per la forma sia per le possibili funzioni, quindi ho lasciato perdere.
Il diretto rivale è l’F82 di Sigma (che, da quanto mi sembra dalle foto in giro, ha le setole un pochino più corte), ma potrebbe esser loro accostato il Glossy Amplify di Neve il quale,  da che ho visto in rete, ha le setole un po’ più lunghe. In generale, il concetto è quello di un kabuki a manico lungo e le setole più densamente unite.
Si potrebbe anche azzardare un confronto col 109 di MAC, non tanto per la forma (il MAC, setole naturali a parte, ha la testa piatta ed è anche meno denso) quanto per i possibili usi e relativi risultati. Non posseggo nemmeno questo, manco a dirlo.
Insomma, spero che le foto vi bastino a inquadrare questo pennello.
Utilizzi che gli ho trovato: inizialmente ho destinato il buffing brush a sfumare fard* e la polvere da sculpting (ma sì, il fard apposta per scolpire il viso, è che fa figo dire “polvere da sculpting”) dato che mi sembrava che col contour brush restassero troppo netti.
Poi, dopo anni di tentennamenti, ho finalmente deciso di provare un fondotinta minerale, ed ecco che il Buffing brush è diventato Indispensabile! Imprescindibile! Formidabile! Lavora bene il prodotto e, essendo abbastanza stretto, riesce a raggiungere anche i punti più piccoli dove c’è bisogno di maggior precisione. Avendo il naso piccolo (no, non dite “invidia”. Non sto a spiegare, ma vi dico solo che le mie foto di profilo sono VERBOTEN), patisco sempre il fatto che pennelli con una testa troppo larga non mi consentano di stendervi bene il fondo, ed è per questo che per il liquido ho sempre preferito la spugnetta**. È anche per questo che mi son trovata bene con lo stippling di RT di cui vi ho parlato nel post prima.
Giudizio complessivo: è veramente un ottimo pennello, senza dubbio uno dei motivi principali che potrebbe spingere ad acquistare il set. Mi dicono nei commenti al post precedente che si comporta in maniera eccellente anche col fondo liquido: se si è attirati anche dagli altri pennelli del set probabilmente si potrebbe far a meno dello stippling. Forse è il pennello di questo set che può risultare meno intimidante e più utilizzabile per chi è alle prime armi proprio perché può assolvere alla funzione (abbastanza basilare) di stendere il fondotinta, minerale incluso.

CONTOUR BRUSH

Lo so che è evidente la differenza: il MAC ha setole più lunghe e una forma più stretta e marcatamente a goccia. Se si possiede pennelli di questa forma e si è maniache come me, si farà di tutto per far sì che resti perfettamente a punta. Sul MAC 165 tengo sempre su un brush guard. Il Real Techniques mi consente di evitarmelo dato che bastano le dita e le setole si rimettono a posto. C’è da dire però che, appunto, quest’ultimo è decisamente più tondeggiante.È inutile dire che il Real Techniques, oltre al prezzo (il MAC costa 35 euro. Sì. 35. Il mio pensiero quando ho visto il RT è stato “fosse uscito quest’inverno mi sarei risparmiata 35 euro”), differisce dal 165 MAC in quanto utilizzabile anche con prodotti in crema. Cioè, anche il MAC in teoria, ma ha setole così morbide e delicate che farlo sarebbe usargli violenza.
Sono ambedue pennelli che garantiscono un’applicazione precisa ma leggera al tempo stesso, il che è l’ideale soprattutto se si ha una pelle chiara come la mia e scolpire il viso non deve equivalere a trasformarsi in un Cherokee, ma anche per mettere l’illuminante senza diventare un faro nella notte (o una palla da discoteca, a seconda, io preferisco il primo, è più bella come immagine). Il RT essendo leggermente più arrotondato e più corto sfuma di più e più facilmente.
Utilizzi che gli ho trovato: scolpire il viso e illuminante, ma non solo. Lo sto usando quotidianamente per il fard, dato che, non avendo io la minima distinzione fra gote e resto della guancia (non mi sono capitati solo i geni buoni della famiglia, purtroppo), necessito di un’applicazione precisa quasi al millimetro, cosicché oltre a mettere un po’ di colore io riesca a costruire anche (una parvenza di) gote.
È un uso strettamente legato alle mie esigenze personali, in quanto una persona dotata di zigomi e con delle guance più normali lo troverà sicuramente troppo piccolo per mettere il fard, e anzi potrebbe trovarlo troppo piccolo anche per scolpire il viso e ritenere più indicati pennelli tipo quello angolato, per esempio.
Giudizio complessivo: questo è l’esempio di pennello senza il quale una persona che si trucca da poco o che semplicemente si trucca poco limitandosi a poche cose base può tranquillamente fare senza. Per quel che mi riguarda, mi ha risolto un’infinità di problemi, quindi lodi lodi lodi. No, non è un messaggio subliminale ma non troppo e non ricevo compensi o sono in alcun modo affiliata al comune di Lodi (e soprattutto all’Ospedale Maggiore, Maggiore Ospedale).

POINTED FOUNDATION BRUSHSì, la vostra reazione è la reazione di chiunque: come accipigna faccio a stendere il fondotinta con un pennello così minuscolo? Ok che per fare un lavoro fatto bene non serve un pennello grande ma un grande pennello, ma non esageriamo: con questo cosino qua ora che finisco tutta la faccia s’è fatta notte.
Penso che nessuna abbia seriamente deciso di usarlo per lo scopo che recita impresso sul manico, dopo averlo provato una volta. Ho letto e visto video in cui alcuni dicono di usarlo per mettere il fondotinta nei punti più piccoli, come contorno del naso e contorno occhi. SRSLY? Voi usereste (e sporchereste) un pennello solo per fare dei ritocchini?
È il motivo per cui vi cambio pietra di paragone e sostituisco il (valido) pennello SS190, ora F60, di Sigma con l’SS194 (attuale F70), anche se l’ideale sarebbe avere l’F65. Ci siete arrivate da sole credo: il Puntuto da Fondotinta Pennello (posso abbreviare in PFB? Sì, ho deciso che posso) come pennello da fondotinta è un po’ una sòla (scusa Sam), mentre è valido, validissimo come pennello da correttore. Oltre alla dimensione, a renderlo particolarmente adatto allo scopo ha infatti il fatto di essere molto piatto e consente quindi di stendere una quantità sufficiente, ma non esagerata, di prodotto. La lunghezza e la larghezza lo rendono però più adatto ad applicare il correttore non tanto in punti precisi quanto su aree abbastanza estese come quella del contorno occhi, senza concentrare il prodotto in un punto ma stendendolo uniformemente.

Vien da sé che gli
Utilizzi che gli ho trovato: sono in realtà un utilizzo unico e solo e cioè stendere il correttore nella zona contorno occhi. So che molte usano le dita e anch’io l’ho sempre preferito, ma il mio correttore (Full Cover di MUFE, prima o poi ne parlerò) è troppo denso e chiede d’esser lavorato velocemente prima che si asciughi. Col pennello mi si creano molte meno pieghette, anche. Insomma costituiscono una coppia perfetta!
Giudizio complessivo: altro caso di pennello che, se non si hanno particolari esigenze o se non si ha un viso minuto, può risultare superfluo e poco utilizzabile. Lo vedo bene nel kit di un professionista, meno in quello della persona comune che sta iniziando a truccarsi o che è soddisfatta della sua routine e dei pennelli che possiede già, dato che dubito potrebbe trovare un utilizzo per esso (poi magari mi sbaglio eh!).

DETAILER BRUSHIl confronto è chiaramente obbligato: si tratta di un pennello da correttore di precisione, per dettagli minimi. È la metà sia in lunghezza che in spessore del Sigma e quindi trattiene meno colore, garantendo un’applicazione più leggera e naturale, oltre che appunto più precisa. Può essere utilizzato anche come pennello per le labbra.Veniamo alle dolenti note. Oddio, non così dolenti, nel senso che questo povero pennello non ha dimostrato nessun difetto. Il punto è che, non avendo io che occasionali brufoletti che durano una giornata e poi spariscono, non ho particolari motivazioni che mi portino a volerlo utilizzare per il suo scopo originario.
Non sto dicendo che non sia un pennello valido, sicuramente lo è, perché la forma e la sezione sottile sono ottimali allo scopo di effettuare correzioni in aree piccole o molto circoscritte o, ad esempio, a riempire le labbra senza uscire dal contorno.Utilizzi che gli ho trovato: ho fatto una prova con un Lip Tar di OCC. Nessun problema con la stesura, che risulta agevole, ma ho dovuto lavarlo due volte prima di eliminare traccia del Lip Tar; va bene che i Lip Tar macchiano tantissimo, ma per evitare di rovinare e tingerlo permanentemente preferisco lasciar perdere. Dovrei provare con i rossetti normali, questo sì.
Al momento è assieme ai pennelli occhi. Spero di trovargli un possibile uso in quest’area, ma ancora non sono pervenuta a grandi conclusioni.
Giudizio complessivo: rimandato a settembre (o ottobre, novembre, insomma a quando ci saremo capiti).

* vedi post introduttivo

**e ai colori pastello ho sempre preferito il nero, ma quella è un’altra storia.

Vi ringrazio per l’attenzione e la pazienza e spero di esservi stata utile. Ringrazio anche mia sorella per avermi dato una mano con le foto nel post precedente (le unghie azzurre sono le sue, le mie non potrebbero mai essere così lunghe).
Se avete ulteriori dubbi e domande non esitate a scriverle nei commenti!

Alla prossima.

PS. Se nessuna ha niente da obiettare continuerò ad infilare citazionismo musicale da tre soldi all’interno dei post. So che tre quarti della roba sarà sconosciuta ai più e creerà ulteriori dubbi sulla di me persona, ma fa nulla. In caso qualcosa dovesse piacevolmente colpirvi fatemi sapere.

Review: Pennelli Real Techniques – parte prima

6 Jul

Bene, ci siamo. Dopo avervi detto in generale notiziole più o meno utili sui pennelli Real Techniques, possiamo tuffarci fra i pennelli. Comincerò coi pennelli singoli e dedicherò poi il post successivo alla Core Collection (il set viso). Preparate il pop-corn!

SHADING BRUSH
Classico pennello con la punta arrotondata per l’applicazione dell’ombretto. Rispetto al 239 di MAC (sopra, nella foto) risulta più piccolo ma anche più cicciotto, come si vede dal foto-confronto.

Tuttavia, questo spessore non lo rende meno preciso del blasonato rivale e non causa la dispersione del colore nelle setole come avviene in pennelli da ombretto ugualmente fluffy, neppure nel caso di ombretti in polvere libera o minerali. Lo rende invece utilizzabile anche per sfumare il colore in maniera abbastanza precisa, facendo molta meno fatica di quanta la si farebbe utilizzando il 239 per lo stesso scopo.
Perché l’ho acquistato: uso tantissimo il 239. Per evitare di lavarlo ogni due-tre giorni (e quindi usurarlo troppo) mi sono sempre rivolta al metodo strofina-e-strofina sul dorso della mano, ma nel caso di colori molto intensi o diversi fra loro, purtroppo non è sufficiente. Almeno uno shading in più mi serviva, quanto meno così uno lo sporco con una certa gamma di colori e l’altro con un altra e non faccio danni.
Non l’ho ancora provato con gli ombretti in crema, sia perché ne ho uno (un Creaseless di Benefit che probabilmente è pure scaduto) sia perché sono sempre della scuola ditino e passa la paura.
Prezzo: £ 6,99 su love-makeup.co.uk (poco meno di € 8)
Lo consiglio? Se vi serve un pennello (o uno in più) di questo tipo e state già ordinando qualcosa dal sito, sì. Nel senso, a me piace molto e lo ricomprerei, ma ordinare solo questo magari no.

STIPPLING BRUSH
Qui lo vedete raffrontato a due duo-fibre classici ma con forma differente (quello di Sigma è quello più comunemente usato per il fondo e quello di Sephora per il fard*). So che per rendere il confronto più utile dovrei includere anche il 130 di MAC (e fac-simili) e il flat-top di Sigma (F80), ma come ho già detto, ho un numero contenuto di pennelli, e ovviamente non posseggo né l’uno né l’altro.
Ora, a parte la palese differenza nella lunghezza delle setole, e a parte la composizione delle stesse, ovvero totalmente sintetiche nel caso di RT e mix di naturali (nere) e sintetiche (bianche, specifico per quei pochi che non lo sapessero) per gli altri due, credo si possa vedere con questo raffronto quella che a me sembra la differenza sostanziale: la densità.
(L’ordine da sx è sempre: Sephora, Real Techniques, Sigma)
Altra cosa che mi preme portare alla vostra attenzione, la diversa flessibilità delle setole. Farò una dimostrazione pratica utilizzando l’utilissimo test di Rae Morris di cui nel post introduttivo.
(L’ordine da sx è sempre: Sephora, Real Techniques, Sigma)
Sostanzialmente: lo stippling RT, pur essendo più denso e morbido, è però più rigido. Cosa significa? Due cose: quando si stende il fondo, sia che usiate la tecnica più propriamente dello stippling (quindi picchiettando), sia che vi troviate meglio con piccoli movimenti circolari o a distribuirlo con una mano più energica (tipo fondo minerale, per intenderci), il fatto che le setole si pieghino limitatamente fa sì che si sporchi davvero solo la capoccia o comunque il fondo non coli oltre il primo terzo delle setole. Inoltre, l’effetto finale sarà sempre e comunque quel simil-airbrushed, realmente naturale che avreste sempre voluto ottenere con gli altri duo-fibre ma che nei fatti non si verificava.
Perché l’ho acquistato (e considerazioni varie): per il motivo di cui sopra. Poi magari sono io che non so usare i duo-fibre, ma allora perché con questo riesco a stendere il fondo effettivamente come se usassi l’aerografo?
Altra cosa fichissima per le pigre come me. Ho detto che le setole sintetiche sono una pezza clamorosa per il lavaggio perché perfino nella succursale del deserto del Sahara che è casa mia i pennelli ci mettono come minimo 10 ore ad asciugarsi. Lo stippling, chiaramente, ci mette mezza giornata abbondante. Però: come ho già detto, essendo il taklon una fibra sintetica stupenda (ecco scienziati, piuttosto che vivisezionare animali e pensare a dove piazzare centrali nucleari, create soluzioni per una vita  cruelty free), una volta finito di utilizzare il pennello le setole non si separano e non si seccano come avviene con gli altri stippling, ma restano dense come in origine. Il che significa che il pennello può essere utilizzato una seconda volta prima di lavarlo.
Io l’ho usato anche per il primer HD di MUFE. Stende bene anche quello. Potrei provare col fard* in crema, ma temo sempre i pennelli troppo rotondi sulle mie guance che necessitano di venir create dal nulla.
Prezzo: £ 10,99 su love-makeup.co.uk (circa € 12,10)
Lo consiglio? Secondo voi posso sconsigliarvelo, dopo questa spatafiata?

POWDER BRUSH
È grosso. Con grosso non intendo che ha un manico ed una base larga che rende difficoltoso metterlo nel mio porta pennelli e che, ho fatto le prove in vista della prossima partenza, mi costringe a metterlo nella tasca just-in-case del mio brush roll (per chi non sapesse com’è fatto il mio brush-roll). È grosso perché ha una testa ENORME. Potete vederlo anche voi.
Ora, il Sigma con cui l’ho messo a confronto ha perso un’infinità di peli nel giro di un anno e mezzo, quindi probabilmente è un po’ come paragonare la chioma di un bambino a quella di suo nonno (sempre che suo nonno non ricorra a ridicoli trapianti come certi Nani che tutti conosciamo, beninteso), ma comunque anche nei suoi giorni migliori non era così pieno.
Questione cento (e passa) setole di morbidezza: è soffice come e quanto il Sigma, senza però lasciare una cascata di peli al suo passaggio.
Ultima cosa, come anche gli altri pennelli non s’impregna di prodotto. Il che significa che incipriarvi non equivarrà ad infarinarvi e rendervi pronte per la frittura.
Perché l’ho acquistato: in realtà non ne ho acquistato uno solo, ma due. Quello che vedete in foto è il mio, ce n’è un altro che è di mia sorella ed è decisamente più sporco. Nei mesi precedenti avevo ceduto a lei il Sigma per utilizzare il kabukino sempre di Sigma, con cui mi trovavo meglio per mettere la cipria HD. Anche lui è altrettanto affetto da calvizie, però, quindi s’era reso necessario per ambedue un pennello da cipria serio.
Ah, ho piacevolmente scoperto che si comporta benissimo anche con la cipria minerale.
Prezzo: £ 10,99 su love-makeup (circa € 12,10)
Lo consiglio? Assolutamente sì. Anche mia sorella ve lo consiglia.

Stay tuned per la seconda puntata!

*vedi sempre il post introduttivo

Review: Pennelli Real Techniques – Introduzione

5 Jul

Chiedo scusa se sono passati un po’ di giorni ma mi appresto ad affrontare una recensione seria ed articolata e non son cose che si fanno in poco tempo. Cara Christine from temptaliadotcom, prima o poi mi dovrai spiegare come accidenti fai a sfornare tutte quelle recensioni dettagliate quotidianamente. Il tuo typical schedule mi puzza assai.

Bando ai miei deliri. Finalmente vi parlo di loro, di ciò che in US pare vada a ruba (e te credo, a momenti li regalano col 3×2 o “add one dollar and get it for free”) e che invece da noi in Europa e soprattutto da noi in Italia pare siamo veramente in poche ad aver fra le nostre mani: i pennelli Real Techniques dell’amatissima, genialissima, super -issima Samantha Chapman.
[Sam, if you're reading this by chance, I want you to know that you're a badass.]
Mi vedo costretta a dividere la recensione in tre parti, una introduttiva e due sui pennelli, perché il mio acquisto è stato, come dire, sostanzioso. Il mio kit da viso era infatti composto dal set viso base di Sigma, che avevo però progressivamente ceduto quasi del tutto a mia sorella. Sostanzialmente, questo era il mio kit viso prima che decidessi di fidarmi di Sam: mini-kabuki Sigma, pennello classico da fondo Sigma, pennello da correttore Sigma, 129 e 165 di MAC (fard* e contouring). Inoltre, col mio progressivo diventare spaccamaroni come quasi tutti i vegetariani/animalisti, l’idea di utilizzare setole animali, seppur si dice ottenute dalla spazzolatura (uhm?) non mi sconquifera più di tanto.
Risultato, ho acquistato quattro (uno doppio) pennelli singoli e un set, il Core Collection, cioè quello viso. È per questo che per snellire il tutto dividerò in due la recensione:
PRIMA PARTE -> Pennelli Singoli
SECONDA PARTE -> Core Collection

Qualche informazione generale
Sam ha sviluppato una linea di pennelli con una compagnia americana, il che spiega perché in USA sono venduti negli Ulta (catena di negozi simile a Boots e Superdrug. Sto pensando ad un equivalente italiano… Diciamo un Acqua e Sapone un po’ più figo?) e in Europa siano reperibili solo tramite il negozio online UK love-makeup.co.uk ad un prezzo maggiorato per via delle tasse d’importazione.
Esistono tre set (uno viso, uno occhi e uno da viaggio/indispensabili/basic che più basic non si può) e sette pennelli singoli (facciamo sei, uno è uno spazzolino da sopracciglia e separa ciglia-killer come quello di Sephora). Il manico colorato indica la diversa funzione: viola per gli occhi, giallo per la base del viso, rosa per il finish.
Il manico è quasi interamente in metallo, ricoperto da una guaina di gomma in fondo, il che scongiura l’eventualità che parte metallica e setole si separino dal manico: questo però non significa che i pennelli possono esser lavati ed asciugati a testa in su!
I pennelli possono apparire molto corti a chi è abituata a MAC, ma anche a Sigma. Personalmente, avere un manico più corto significa non sbattere contro lo specchio del bagno e maggior maneggevolezza in generale. Forse, per l’uso su altri, un manico più lungo è preferibile.
Le setole sono 100% sintetiche e sono in taklon: sono morbide, ma hanno un’ottima resistenza, e consentono di utilizzare sia prodotti in polvere che in crema. Pulendole bene su un fazzoletto di carta o simili possono essere riutilizzate anche subito perché, essendo più lisce del pelo naturale,  trattengono meno prodotto e non s’incollano troppo assieme. Unico neo: l’asciugatura richiede molto tempo, soprattutto quando come, nei pennelli più grossi, sono tante e densamente concentrate. Anche a casa mia, dove il microclima è vicino a quello desertico, nel senso di caldo e secco, i tempi sono comunque lunghi.

Criteri di valutazione
Essendo io sottoscritta non una make-up artist ma una persona qualsiasi che si colora la faccia, a quanto pare abbastanza bene e sicuramente non passando molto inosservata, qualsiasi cosa che dirò sarà relativo unicamente alle mie esperienze pregresse ed attuali.
Ho ricevuto i pennelli poco meno di due mesi fa circa e da lì li ho usati quasi ogni giorno. L’entusiasmo che si potrà leggere qua e là è frutto della soddisfazione data dall’utilizzo e non dalla gioia dell’iterazione continua del Natale data dall’apertura del pacchetto, oltre che dal confronto con sòle o insoddisfazioni precedenti.
Un test, più “scientifico”, per valutare la qualità arriva direttamente da Rae Morris che nella sezione dedicata ai pennelli del suo Make-up: the ultimate guide (qui la mia review, per chi se la fosse persa) spiega come capire se un pennello meriti o no l’acquisto:
Quando acquisti un pennello, mettilo in equilibrio sulla sua punta. Tieni il pennello in verticale sul dorso della tua mano, con le setole all’ingiù, e fai rimbalzare leggermente il pennello per testare la forza delle setole. Le setole devono solo leggermente piegarsi: se si aprono o si schiacciano completamente il pennello sarà troppo difficile da utilizzare e il trucco andrà da tutte le parti -tranne dove vorrai metterlo-.**
In questa recensione lo si vedrà applicato praticamente in un caso, ma ci tengo comunque a dire che tutti i pennelli Real Techniques in mio possesso superano tutti la prova.

Ok, siamo pronti credo.
State pronti perché la prima parte arriva (quasi) subito.

* Io son (sufficientemente) vecchia e ho iniziato a truccarmi e ad usare (in maniera comica com’è ovvio che sia) il fard quando lo si chiamava fard. La mia UK-filia può al massimo spingermi a usare il termine blusher. Ma blush, assolutamente no. Non ce la posso fare.

** La traduzione è mia, dato che il libro è in inglese. Era inutile specificarlo vero?

Articolo su MAC Cosmetics Italia Blog

21 Dec

Ciao a tutte/i,

chiedo scusa per l’assenza ma sono stata travolta dalle lezioni e dallo studio. Gli esami di gennaio incombono, purtroppo. Prometto che non trascurerò troppo il blog!
Vi segnalo questo articolo che ho scritto per il blog di MAC Italia, cui seguiranno altre due puntate, tutte dedicate agli Shader brush, ovvero i pennelli per l’applicazione dell’ombretto.
A fra pochissimo con nuovi post!

Hi there,
I’m sorry for the prolongued absence: I had a lot to do at university. I promise you I’m going yo write more often!
I wrote an article for MAC Cosmetics Italia blog which is going to be the first part of a “trilogy” about shader brushes: it is obiviously in Italian, so here is the translation and the photos!

I’m starting this overview of MAC Shader Brushes by the most famous of them, the 239.
239 brush has a flat, rounded tip and white hair (they’re made by goat): the tip is medium size, not too big, not too tiny, just the same size of the lid, which it means it suits even small lidded eyes.
Bristles are dense and quite solid, so they take a good amount of product, but without the unpleasant effect of trapping it all into theirselves, as many of similar shader do because of their fluffiness. Because of that, there’s only a minimum part of shadow which remained on the bristles.


There are two fundamental applications 239 ensures you: the first one is intense, by packing the colour, the second one is more subtle, and it can be gained by blending the eyeshadow while applying. I use both, according to the effect i intend to reach: choice is only on your taste.
Quick tip: if you’re going to use three or more different colours, you have only one shader (as I have) and you don’t like instant brush cleansers (as I don’t), don’t be panic. After you used both sides of the brush, clean it off simply by rubbing the bristles on your hand. Quick and easy!


Another use of 239, which to be honest I rarely do, is for putting some colour under your lower lashes. The line you obtain it’s quite thick, so be careful.


Final considerations: I think there are many dupes for MAC 239, but what makes this brush “undupeable” to me is the fact it is the only brush which doesn’t literally devour all the colour I take.

Let me know what do you think about it!
Take care! xoxo

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