Tag Archives: comparison

Bare swatches (+ first impressions)/ Neve Cosmetics Arcobaleni, single shades

28 Apr

Ciao a tutti.
Per come sono io, l’eventualità di una palette pre-composta è improbabile. Le uniche palette già fatte che ho sono tre Sleek e il quad di Sugarpill. Il fatto è che l’esperienza delle Sleek mi ha insegnato che ci saranno sempre dei colori sòla all’interno di una palette, dei toni che non mi convinceranno del tutto o che potrebbero farmi allergia.
Quando Neve uscì gli Arcobaleni, andai in visibilio per Intensissimi e Scurissimi, e se per la prima mi bastò poco tempo per rendermi conto che buona parte dei colori li avevo già, per quanto riguarda la seconda la fissazione non è mai smessa. Non ho mai ceduto, però ogni tre per due aprivo il vecchio sito Neve e me la mettevo nel carrello. Scoperta l’allergia al carminio e in mezzo alla tragedia di non poter utilizzare buona parte dei miei ombretti, un pensiero mi consolava: “fortuna che non ho preso la Scurissimi”. Questa contiene infatti ben tre ombretti malefici (ormai dovreste aver capito che quando parlo di “malefico” intendo contenente carminio quindi non vegano), che sono poi tre tonalità da sturbo in quanto della famiglia dei viola.
Detto ciò, quando poi sono uscite le cialde singole ho riflettuto sull’opportunità di prendere quelle vegan, ma fra il costo e fra che ho scoperto Aleguaras, alias la mia rovina (XD), ho lasciato perdere anche quella volta.
Però mi sono rimaste sul gozzo, come si suol dire, soprattutto alcuni colori degli Arcobaleni in generale mi sembrava potessero essere gli unici possibili sostituti di ombretti che ho dovuto cedere.
La promo di settimana scorsa per l’uscita dei Blushissimi è stata un mezzo fulmine a ciel sereno. Le cialde a €2,50 erano un’occasione veramente ghiotta, quindi ho rotto il mio ban da ombretti e dopo aver fatto due palle così alla comare con i miei sensi di colpa (ogni tanto vorrei dire alla mia testa che gli acquisti avvengono a mia insaputa, ma credo non funga come giustificazione rispetto a me stessa), ho ceduto.
Questi i colori che ho preso per me, più uno per mia madre che sicuramente lo userà appena finisce il suo classico color crema (quello in auge al momento è quello di Inglot che vedete negli swatches).
Essendo che mi sono arrivati solo mercoledì l’altro e non ho avuto modo di utilizzarli tutti o di fare sufficienti prove, mi limito a mostrarvi gli swatches. Per far sì che ci sia più ciccia, ve li presento in comparazione con toni simili o potenzialmente equivalenti.
Vi mostro anche come li ho sistemati: è una soluzione provvisoria, perché l’idea è di acquistare la Z palette e mettervi sia questi che altri ombretti (principalmente in cialde da 36mm, ma non solo) che vorrei depottare per ottimizzare ulteriormente lo spazio. Non ho messo magneti al di sotto, anche se li ho: sono semplicemente incastrati quindi devo chiaramente usare attenzione. Tanto sono solo io a mettere mano alla palette e al cassetto in cui è posta (mia madre ha timore di tutto lo storage, non so se per il contenuto o per via della mia mania per l’ordine tale per cui se vedo qualcosa fuori posto sclero), quindi sò cazzi mia, per dirla in francese.

Bando alle ciance!
Il primo colore che vi mostro è Inchiostro. Blu navy intenso, un colore pazzesco a mio avviso, bello anche usato come eyeliner e che voglio provare, fra le altre cose, in uno smokey blu. Temevo possibili somiglianze con Prussian, che invece è più soft e a base più tendente al verde: a mio avviso, per le persone che temono il colore è meglio il MAC. Vedendo la cialda e la base così blu ho pensato quindi a paragonarlo all’Inglot 428P, che è un quasi dupe di Deep Truth di MAC (ma più scrivente e più scuro) e quindi anche a Camden Town di Neve. Come vedete, oltre al finish diverso, Inchiostro è leggermente meno scuro e decisamente meno elettrico.

Proseguo con Shock, che è uno dei colori di cui sentivo l’esigenza dopo aver dovuto rinunciare a quello che è e resta uno dei miei viola preferiti di sempre ovvero Indian Ink di MAC. Shock è diverso da quest’ultimo, che è un melanzana scuro, ma può sostituirlo degnamente se mischiato con una punta di viola in base rossa, un marrone caldo o comunque un tono che lo scaldi un po’.
Non avendo più Indian Ink (che però è in buonissime mani!), l’unico colore con cui accostarlo è Violet Trance di MAC. Differenza abissale di scrivenza a parte, Shock è satinato (si vede bene al sole) e a base marcatamente più blu.

Stando fra i viola, ecco l’altro tono che per me è un quasi-sostituto di un colore che avevo e amavo moltissimo, ovvero Poison Plum di Sugarpill (adottato dalla stessa brava fanciulla che ha preso con sé Indian Ink): Velvet. È parte della Intensissimi, e capisco perché la palette si chiami così: il colore di per sé non è così forte, ma la base è molto accesa. Macchia la pelle, ma con un buon primer si ovvia al problema (e lo struccante a me lo rimuove bene).
Il paragone è con un colore davvero molto simile ovvero Bacco di Aleguaras, dalla sua ultima collezione di cui ho parlato qui. La differenza è nella base, quella di Bacco è più chiara e purpurea, mentre Velvet è più evidentemente viola. Vedete anche Satellite Dreams di MAC, che ha una base abbastanza simile a quella di Velvet, ma che il finish altamente perlato ne fa un colore molto diverso.

Ultimo colore dei miei, Incubo. È un grigio strano, innanzitutto è l’unico dei quattro in cui la satinatura è molto forte, quasi al confine con la perlescenza. Dal sito e dagli swatches in giro sembrava più neutro, mentre come potete vedere ha una base verde, piuttosto evidente al sole.
Lo vedete paragonato ad altri due grigi che possiedo (ho scartato il grigio fumo di Kiko perché è un paragone inutile). Il primo è quello della palette Storm (secondo da sinistra, seconda riga) di Sleek, che è come vedete abbastanza simile a Incubo anche se con finish decisamente più perlato. Inoltre, la base verde è un po’ meno evidente. Il secondo grigio è un grigio medio tendente al taupe, il 339M di Inglot: di norma, e nel pan, sembra quasi violaceo, ma vicino a questi toni appare decisamente più caldo. Sicuramente tre grigi per tre usi diversi: il primo per uno smokey, il secondo sia per uno smokey ma anche per intensificare e come eyeliner molto discreto, il terzo come all over e soprattutto per le sfumature di transizione.

Per finire, il colore per mia madre, l’unico sobrio di questo post, ovviamente preso dalla Elegantissimi: Butterfly. Dagli swatches online sembrava più chiaro e più giallo, ma essendo che a quanto pare ci sono pochissime blogger italiane casperiane come me, dovevo anche capire che su di me sarebbe risultato più scuro. Me l’aspettavo però più giallo, mentre è effettivamente crema. Su mia madre (NC20-Frisky Korat di Meow) risulta più naturale, comunque, e siccome che è suo va bene così. L’ho messo a confronto con tutti i beige e illuminanti simili che possiedo (o di Madre): l’unico che più gli somiglia è Golden Silk di Aleguaras, che differisce da Butterfly per essere leggermente più chiaro e per la presenza di glitter.
Nota a margine: a breve dovrei vedere e toccare con mano la Elegantissimi, non penso riuscirò a far foto ma penso potrei dirvi però quali sono le mie impressioni al riguardo.
(PS. potrei lanciare una “caccia a Brulé” non fosse che nelle foto precedenti ho indicato la sua posizione…)

Spero come sempre d’esservi stata utile.
Alla prossima! x

Review: Pennelli Real Techniques – parte seconda

8 Jul

Eccoci alla seconda parte della recensione dei pennelli Real Techniques: dopo la prima dedicata ai pennelli singoli, mi occuperò qui del set viso, la Core Collection.
Il set è costituito da quattro pennelli contenuti in un astuccio nero piuttosto pratico per i viaggi. A mio avviso sono pennelli poco adatti a chi ha appena cominciato a truccarsi, perché hanno delle forme (e delle ideali funzioni) piuttosto particolari e specifiche, come vedrete fra poco.
Per il resto, valgono le stesse cose dette per gli altri pennelli e non starò a ripetermi: manico solido ma non lungo, impugnatura salda, setole in taklon morbide ma resistenti assieme. Tutti e quattro i pennelli rispondono bene al test di Rae Morris (vedi sempre il post introduttivo).
Ecco tutti i pennelli, uno per uno. Essendo parte di un set, ho cambiato leggermente la scheda. A “perché l’ho acquistato” ho sostituito “utilizzi che gli ho trovato”, ed a “Lo consiglio?” ho preferito un “giudizio complessivo”.
Prima che mi dimentichi. Il prezzo del set (che vale per tutti i set Real Techniques) è di £ 18,99, ovvero poco più di € 21.

BUFFING BRUSH
Ecco, per questo pennello si pone un problema: non ho niente con cui paragonarlo, il che dimostra ulteriormente che ho un numero limitato di pennelli (mamma, so che non lo leggerai mai, ma se per caso capiti qui, sappilo: HO POCHI PENNELLI). L’unico confronto possibile coi pennelli che posseggo potrebbe essere col mini-kabuki di Sigma, ma sono due tipologie di pennello molto diverse, sia per la forma sia per le possibili funzioni, quindi ho lasciato perdere.
Il diretto rivale è l’F82 di Sigma (che, da quanto mi sembra dalle foto in giro, ha le setole un pochino più corte), ma potrebbe esser loro accostato il Glossy Amplify di Neve il quale,  da che ho visto in rete, ha le setole un po’ più lunghe. In generale, il concetto è quello di un kabuki a manico lungo e le setole più densamente unite.
Si potrebbe anche azzardare un confronto col 109 di MAC, non tanto per la forma (il MAC, setole naturali a parte, ha la testa piatta ed è anche meno denso) quanto per i possibili usi e relativi risultati. Non posseggo nemmeno questo, manco a dirlo.
Insomma, spero che le foto vi bastino a inquadrare questo pennello.
Utilizzi che gli ho trovato: inizialmente ho destinato il buffing brush a sfumare fard* e la polvere da sculpting (ma sì, il fard apposta per scolpire il viso, è che fa figo dire “polvere da sculpting”) dato che mi sembrava che col contour brush restassero troppo netti.
Poi, dopo anni di tentennamenti, ho finalmente deciso di provare un fondotinta minerale, ed ecco che il Buffing brush è diventato Indispensabile! Imprescindibile! Formidabile! Lavora bene il prodotto e, essendo abbastanza stretto, riesce a raggiungere anche i punti più piccoli dove c’è bisogno di maggior precisione. Avendo il naso piccolo (no, non dite “invidia”. Non sto a spiegare, ma vi dico solo che le mie foto di profilo sono VERBOTEN), patisco sempre il fatto che pennelli con una testa troppo larga non mi consentano di stendervi bene il fondo, ed è per questo che per il liquido ho sempre preferito la spugnetta**. È anche per questo che mi son trovata bene con lo stippling di RT di cui vi ho parlato nel post prima.
Giudizio complessivo: è veramente un ottimo pennello, senza dubbio uno dei motivi principali che potrebbe spingere ad acquistare il set. Mi dicono nei commenti al post precedente che si comporta in maniera eccellente anche col fondo liquido: se si è attirati anche dagli altri pennelli del set probabilmente si potrebbe far a meno dello stippling. Forse è il pennello di questo set che può risultare meno intimidante e più utilizzabile per chi è alle prime armi proprio perché può assolvere alla funzione (abbastanza basilare) di stendere il fondotinta, minerale incluso.

CONTOUR BRUSH

Lo so che è evidente la differenza: il MAC ha setole più lunghe e una forma più stretta e marcatamente a goccia. Se si possiede pennelli di questa forma e si è maniache come me, si farà di tutto per far sì che resti perfettamente a punta. Sul MAC 165 tengo sempre su un brush guard. Il Real Techniques mi consente di evitarmelo dato che bastano le dita e le setole si rimettono a posto. C’è da dire però che, appunto, quest’ultimo è decisamente più tondeggiante.È inutile dire che il Real Techniques, oltre al prezzo (il MAC costa 35 euro. Sì. 35. Il mio pensiero quando ho visto il RT è stato “fosse uscito quest’inverno mi sarei risparmiata 35 euro”), differisce dal 165 MAC in quanto utilizzabile anche con prodotti in crema. Cioè, anche il MAC in teoria, ma ha setole così morbide e delicate che farlo sarebbe usargli violenza.
Sono ambedue pennelli che garantiscono un’applicazione precisa ma leggera al tempo stesso, il che è l’ideale soprattutto se si ha una pelle chiara come la mia e scolpire il viso non deve equivalere a trasformarsi in un Cherokee, ma anche per mettere l’illuminante senza diventare un faro nella notte (o una palla da discoteca, a seconda, io preferisco il primo, è più bella come immagine). Il RT essendo leggermente più arrotondato e più corto sfuma di più e più facilmente.
Utilizzi che gli ho trovato: scolpire il viso e illuminante, ma non solo. Lo sto usando quotidianamente per il fard, dato che, non avendo io la minima distinzione fra gote e resto della guancia (non mi sono capitati solo i geni buoni della famiglia, purtroppo), necessito di un’applicazione precisa quasi al millimetro, cosicché oltre a mettere un po’ di colore io riesca a costruire anche (una parvenza di) gote.
È un uso strettamente legato alle mie esigenze personali, in quanto una persona dotata di zigomi e con delle guance più normali lo troverà sicuramente troppo piccolo per mettere il fard, e anzi potrebbe trovarlo troppo piccolo anche per scolpire il viso e ritenere più indicati pennelli tipo quello angolato, per esempio.
Giudizio complessivo: questo è l’esempio di pennello senza il quale una persona che si trucca da poco o che semplicemente si trucca poco limitandosi a poche cose base può tranquillamente fare senza. Per quel che mi riguarda, mi ha risolto un’infinità di problemi, quindi lodi lodi lodi. No, non è un messaggio subliminale ma non troppo e non ricevo compensi o sono in alcun modo affiliata al comune di Lodi (e soprattutto all’Ospedale Maggiore, Maggiore Ospedale).

POINTED FOUNDATION BRUSHSì, la vostra reazione è la reazione di chiunque: come accipigna faccio a stendere il fondotinta con un pennello così minuscolo? Ok che per fare un lavoro fatto bene non serve un pennello grande ma un grande pennello, ma non esageriamo: con questo cosino qua ora che finisco tutta la faccia s’è fatta notte.
Penso che nessuna abbia seriamente deciso di usarlo per lo scopo che recita impresso sul manico, dopo averlo provato una volta. Ho letto e visto video in cui alcuni dicono di usarlo per mettere il fondotinta nei punti più piccoli, come contorno del naso e contorno occhi. SRSLY? Voi usereste (e sporchereste) un pennello solo per fare dei ritocchini?
È il motivo per cui vi cambio pietra di paragone e sostituisco il (valido) pennello SS190, ora F60, di Sigma con l’SS194 (attuale F70), anche se l’ideale sarebbe avere l’F65. Ci siete arrivate da sole credo: il Puntuto da Fondotinta Pennello (posso abbreviare in PFB? Sì, ho deciso che posso) come pennello da fondotinta è un po’ una sòla (scusa Sam), mentre è valido, validissimo come pennello da correttore. Oltre alla dimensione, a renderlo particolarmente adatto allo scopo ha infatti il fatto di essere molto piatto e consente quindi di stendere una quantità sufficiente, ma non esagerata, di prodotto. La lunghezza e la larghezza lo rendono però più adatto ad applicare il correttore non tanto in punti precisi quanto su aree abbastanza estese come quella del contorno occhi, senza concentrare il prodotto in un punto ma stendendolo uniformemente.

Vien da sé che gli
Utilizzi che gli ho trovato: sono in realtà un utilizzo unico e solo e cioè stendere il correttore nella zona contorno occhi. So che molte usano le dita e anch’io l’ho sempre preferito, ma il mio correttore (Full Cover di MUFE, prima o poi ne parlerò) è troppo denso e chiede d’esser lavorato velocemente prima che si asciughi. Col pennello mi si creano molte meno pieghette, anche. Insomma costituiscono una coppia perfetta!
Giudizio complessivo: altro caso di pennello che, se non si hanno particolari esigenze o se non si ha un viso minuto, può risultare superfluo e poco utilizzabile. Lo vedo bene nel kit di un professionista, meno in quello della persona comune che sta iniziando a truccarsi o che è soddisfatta della sua routine e dei pennelli che possiede già, dato che dubito potrebbe trovare un utilizzo per esso (poi magari mi sbaglio eh!).

DETAILER BRUSHIl confronto è chiaramente obbligato: si tratta di un pennello da correttore di precisione, per dettagli minimi. È la metà sia in lunghezza che in spessore del Sigma e quindi trattiene meno colore, garantendo un’applicazione più leggera e naturale, oltre che appunto più precisa. Può essere utilizzato anche come pennello per le labbra.Veniamo alle dolenti note. Oddio, non così dolenti, nel senso che questo povero pennello non ha dimostrato nessun difetto. Il punto è che, non avendo io che occasionali brufoletti che durano una giornata e poi spariscono, non ho particolari motivazioni che mi portino a volerlo utilizzare per il suo scopo originario.
Non sto dicendo che non sia un pennello valido, sicuramente lo è, perché la forma e la sezione sottile sono ottimali allo scopo di effettuare correzioni in aree piccole o molto circoscritte o, ad esempio, a riempire le labbra senza uscire dal contorno.Utilizzi che gli ho trovato: ho fatto una prova con un Lip Tar di OCC. Nessun problema con la stesura, che risulta agevole, ma ho dovuto lavarlo due volte prima di eliminare traccia del Lip Tar; va bene che i Lip Tar macchiano tantissimo, ma per evitare di rovinare e tingerlo permanentemente preferisco lasciar perdere. Dovrei provare con i rossetti normali, questo sì.
Al momento è assieme ai pennelli occhi. Spero di trovargli un possibile uso in quest’area, ma ancora non sono pervenuta a grandi conclusioni.
Giudizio complessivo: rimandato a settembre (o ottobre, novembre, insomma a quando ci saremo capiti).

* vedi post introduttivo

**e ai colori pastello ho sempre preferito il nero, ma quella è un’altra storia.

Vi ringrazio per l’attenzione e la pazienza e spero di esservi stata utile. Ringrazio anche mia sorella per avermi dato una mano con le foto nel post precedente (le unghie azzurre sono le sue, le mie non potrebbero mai essere così lunghe).
Se avete ulteriori dubbi e domande non esitate a scriverle nei commenti!

Alla prossima.

PS. Se nessuna ha niente da obiettare continuerò ad infilare citazionismo musicale da tre soldi all’interno dei post. So che tre quarti della roba sarà sconosciuta ai più e creerà ulteriori dubbi sulla di me persona, ma fa nulla. In caso qualcosa dovesse piacevolmente colpirvi fatemi sapere.

Just a spoonful of Sugarpill…

10 Oct

Hi everyone. This will be a Sugarpill review which I mainly conceived for Italian people because this brand is not as known as is internationally. I decided to translate only the things I find more important for you to know: descriptions and my thoughts, and send you back to Sugarpill website for complete infos about the line and so on. Hope you’ll understand me.

Ciao a tutti!
So di far cosa gradita ad alcune persone con questa review dei prodotti Sugarpill, brand che ha spopolato e spopola nei beauty blog e nei canali YouTube americani e stranieri in generale ma che è pressoché sconosciuta da noi. Ho scelto di mettere il testo in italiano per primo (e non viceversa come faccio di solito) e di dilungarmi molto di più che nella versione inglese proprio per questo motivo. So che sarà un post lunghetto ma volevo fornirvi quante più informazioni possibili!

Innanzitutto: cos’è Sugarpill e chi sta dietro a questo brand?
Sugarpill nasce ufficialmente all’inizio del 2010 dalla mente vulcanica di Amy Doan, alias Shrinkle, stilista “alternative” molto popolare nell’ambiente underground americano. Fin dall’inizio della sua attività di stilista nel 2003 Amy ha sempre pensato che lo stile particolare e i colori sgargianti dei suoi abiti ben si abbinassero ad un make-up altrettanto vivace, e per anni ha utilizzato e venduto sul suo sito prodotti della Kryolan. Nel corso degli anni ha però iniziato a progettare una sua linea cosmetica, fino a quando, l’anno scorso, non si sono avute le giuste condizioni per dar vita alla creatura Sugarpill.

La linea
Al momento Sugarpill produce nove ombretti “classici”, che possono essere acquistati singoli o all’interno di palette con tre combinazioni diverse (al momento non sono customizzabili), diciotto pigmenti in polvere libera (Chromalust) e due paia di ciglia finte iper-drammatiche.

Packaging
L’estrema cura di Shrinkle per la sua creatura cosmetica si riflette anche nel packaging dei prodotti. Le scatole, innanzitutto, decorate dall’illustratrice Liz Lorini (Miss Kika). Io tendo a buttar via tutte le scatole dei cosmetici, ma queste le ho dovute tenere per forza!
Per quanto riguarda le confezioni vere e proprie dei prodotti, sono semplici ma solide: gli ombretti singoli ricordano quelli Kiko, anche se più cicciotte,  in quanto le cialde sono più grandi, contengono infatti ben 4g di polvere pressata!. Il coperchio trasparente è lucido e leggermente bombato e ha impresso (non appiccicato su uno sticker) il logo dell’azienda.
I quad di ombretti invece sono neri, con il logo Sugarpill in rosa e bianco sul davanti. La confezione è in cartone pesante e si chiude tramite magneti. Sul retro, assieme alla lista degli ingredienti e ai dati sulla compagnia, c’è una miniatura che indica i colori contenuti e i loro nomi.
Ho portato il quad in viaggio (dentro il beauty, in valigia): è stato sballottato da una parte all’altra, aperto e chiuso quasi tutti i giorni, ma la confezione, nonostante sia di cartone non s’è danneggiata né nulla. Al contrario, il mio quad MAC s’è rotto in una delle giunture e adesso devo stare attentissima ad aprirlo… Quindi, non è detto che ciò che pare solido lo sia, e viceversa!

(image from Maggie Makeup Addict)

Gatti (e non solo) in festa
Uno dei motivi che mi hanno portato a incuriosirmi e voler provare i prodotti Sugarpill è che la linea è completamente Cruelty-free e la maggioranza dei prodotti sono Vegan, ovvero non utilizzano alcun ingrediente di origine animale.
Degli ombretti, Midori, Afterparty e Buttercupcake sono vegan, mentre tutti quanti i pigmenti lo sono: ad ogni modo, sul sito sono indicati dalla scritta “Vegan”.

La mia review
Ho acquistato i prodotti Sugarpill un mese fa da Love makeup.co.uk per il semplice motivo che non volevo incappare nel rischio dogana ordinandoli direttamente dal sito americano. La differenza di prezzo è minima e i prodotti sono originali 100%. Certo, nel pacco non c’erano gli adesivi Sugarpill e il bigliettino firmato da Amy, però pazienza :D
Questi i miei acquisti:

  • Palette Sweetheart (contiene: Dollipop, Midori, Afterparty, Tako)
  • ombretto Buttercupcake
  • ombretto Poison Plum
  • ombretto Love +

Non avevo acquistato Chromalust perché gli ombretti pressati sono più semplici da utilizzare e anche da portare in giro, quindi sono riuscita a testarli per bene, cosa che non avrei mai fatto con le polveri libere. Settimana scorsa però ne ho ordinati alcuni e spero che Poste Italiane mi concedano di riceverli e poterli provare in questi giorni… E che questa non sia una vana speranza!

I bought Sugarpill products from the UK online store Love-make up.co.uk in order to avoid customs (Italian import policy is quite strange…). I spent pretty much the same as I had ordered from the US, so this is good. I want to point out products are 100% original!
Here are my purchase:
*Sweetheart palette
*Buttercupcake pressed e/s
*Poison Plum pressed e/s
*Love+ pressed e/s
This time i didn’t bought any of the Chromalust loose shadow because I prefer pressed eyeshadows to pigments, but I recently ordered some, so stay tuned :D

I colori sono tutti brillanti e iper-pigmentati, morbidi da stendere e sfumare. Scrivono benissimo anche senza base, ma per alcuni colori (rosso, rosa, viola) è necessaria perché tendono a macchiare.
Mi prendo la responsabilità della mia affermazione e vi dico che non sono importabili, perlomeno non tutti. Certo, per quanto riguarda l’ombretto giallo, rosa o rosso possiamo parlarne, ma assicuro che il verde, l’azzurro e il viola sono tranquillamente utilizzabili tutti i giorni: con un’applicazione leggera o circostanziata (per esempio solo nella piega) tutto è possibile. L’ho sperimentato personalmente!

Colours are all vibrant, highly pigmented and very blendable. You don’t need a base under to enhance them but you’d better use it for some of them (red, pink and purple one) because they stain.
I think they’re not so difficult to wear as it may seem and I used them in some daily look.

Dopo tutta questa pappardella, ecco gli swatches. Mancano quelli di Love+ perché l’ho comprato per regalarlo ad un’amica che da tempo cercava un ombretto rosso. Vi dico solo che era estasiata da quanto rosso e quanto denso di colore fosse! Ho cercato anche di mostrare, a fianco dei colori, i possibili sostituti fra quelli che possiedo. Spero vi siano utili!

And now, here’s the swatches. I’m sorry Love+ is missing because it was a gift for a friend of mine, who were AMAZED by the redness of this red eyeshadow. Another note: I put the dupes or the similar colours I have in my collection. Hope you’ll find it useful!

per Poison Plum vi rimando al post sui viola, Colour Stories: Purple.

for a swatch of Poison Plum see my post: Colour Stories: Purple.

A presto, università permettendo…

Here you soon xxx

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 44 other followers