Ciao a tutti.
Per come sono io, l’eventualità di una palette pre-composta è improbabile. Le uniche palette già fatte che ho sono tre Sleek e il quad di Sugarpill. Il fatto è che l’esperienza delle Sleek mi ha insegnato che ci saranno sempre dei colori sòla all’interno di una palette, dei toni che non mi convinceranno del tutto o che potrebbero farmi allergia.
Quando Neve uscì gli Arcobaleni, andai in visibilio per Intensissimi e Scurissimi, e se per la prima mi bastò poco tempo per rendermi conto che buona parte dei colori li avevo già, per quanto riguarda la seconda la fissazione non è mai smessa. Non ho mai ceduto, però ogni tre per due aprivo il vecchio sito Neve e me la mettevo nel carrello. Scoperta l’allergia al carminio e in mezzo alla tragedia di non poter utilizzare buona parte dei miei ombretti, un pensiero mi consolava: “fortuna che non ho preso la Scurissimi”. Questa contiene infatti ben tre ombretti malefici (ormai dovreste aver capito che quando parlo di “malefico” intendo contenente carminio quindi non vegano), che sono poi tre tonalità da sturbo in quanto della famiglia dei viola.
Detto ciò, quando poi sono uscite le cialde singole ho riflettuto sull’opportunità di prendere quelle vegan, ma fra il costo e fra che ho scoperto Aleguaras, alias la mia rovina (XD), ho lasciato perdere anche quella volta.
Però mi sono rimaste sul gozzo, come si suol dire, soprattutto alcuni colori degli Arcobaleni in generale mi sembrava potessero essere gli unici possibili sostituti di ombretti che ho dovuto cedere.
La promo di settimana scorsa per l’uscita dei Blushissimi è stata un mezzo fulmine a ciel sereno. Le cialde a €2,50 erano un’occasione veramente ghiotta, quindi ho rotto il mio ban da ombretti e dopo aver fatto due palle così alla comare con i miei sensi di colpa (ogni tanto vorrei dire alla mia testa che gli acquisti avvengono a mia insaputa, ma credo non funga come giustificazione rispetto a me stessa), ho ceduto.
Questi i colori che ho preso per me, più uno per mia madre che sicuramente lo userà appena finisce il suo classico color crema (quello in auge al momento è quello di Inglot che vedete negli swatches).
Essendo che mi sono arrivati solo mercoledì l’altro e non ho avuto modo di utilizzarli tutti o di fare sufficienti prove, mi limito a mostrarvi gli swatches. Per far sì che ci sia più ciccia, ve li presento in comparazione con toni simili o potenzialmente equivalenti.
Vi mostro anche come li ho sistemati: è una soluzione provvisoria, perché l’idea è di acquistare la Z palette e mettervi sia questi che altri ombretti (principalmente in cialde da 36mm, ma non solo) che vorrei depottare per ottimizzare ulteriormente lo spazio.
Non ho messo magneti al di sotto, anche se li ho: sono semplicemente incastrati quindi devo chiaramente usare attenzione. Tanto sono solo io a mettere mano alla palette e al cassetto in cui è posta (mia madre ha timore di tutto lo storage, non so se per il contenuto o per via della mia mania per l’ordine tale per cui se vedo qualcosa fuori posto sclero), quindi sò cazzi mia, per dirla in francese.

Bando alle ciance!
Il primo colore che vi mostro è Inchiostro. Blu navy intenso, un colore pazzesco a mio avviso, bello anche usato come eyeliner e che voglio provare, fra le altre cose, in uno smokey blu.
Temevo possibili somiglianze con Prussian, che invece è più soft e a base più tendente al verde: a mio avviso, per le persone che temono il colore è meglio il MAC. Vedendo la cialda e la base così blu ho pensato quindi a paragonarlo all’Inglot 428P, che è un quasi dupe di Deep Truth di MAC (ma più scrivente e più scuro) e quindi anche a Camden Town di Neve. Come vedete, oltre al finish diverso, Inchiostro è leggermente meno scuro e decisamente meno elettrico.


Proseguo con Shock, che è uno dei colori di cui sentivo l’esigenza dopo aver dovuto rinunciare a quello che è e resta uno dei miei viola preferiti di sempre ovvero Indian Ink di MAC. Shock è diverso da quest’ultimo, che è un melanzana scuro, ma può sostituirlo degnamente se mischiato con una punta di viola in base rossa, un marrone caldo o comunque un tono che lo scaldi un po’.
Non avendo più Indian Ink (che però è in buonissime mani!), l’unico colore con cui accostarlo è Violet Trance di MAC. Differenza abissale di scrivenza a parte, Shock è satinato (si vede bene al sole) e a base marcatamente più blu.

Stando fra i viola, ecco l’altro tono che per me è un quasi-sostituto di un colore che avevo e amavo moltissimo, ovvero Poison Plum di Sugarpill (adottato dalla stessa brava fanciulla che ha preso con sé Indian Ink): Velvet. È parte della Intensissimi, e capisco perché la palette si chiami così: il colore di per sé non è così forte, ma la base è molto accesa. Macchia la pelle, ma con un buon primer si ovvia al problema (e lo struccante a me lo rimuove bene).
Il paragone è con un colore davvero molto simile ovvero Bacco di Aleguaras, dalla sua ultima collezione di cui ho parlato qui. La differenza è nella base, quella di Bacco è più chiara e purpurea, mentre Velvet è più evidentemente viola. Vedete anche Satellite Dreams di MAC, che ha una base abbastanza simile a quella di Velvet, ma che il finish altamente perlato ne fa un colore molto diverso.

Ultimo colore dei miei, Incubo. È un grigio strano, innanzitutto è l’unico dei quattro in cui la satinatura è molto forte, quasi al confine con la perlescenza. Dal sito e dagli swatches in giro sembrava più neutro, mentre come potete vedere ha una base verde, piuttosto evidente al sole.
Lo vedete paragonato ad altri due grigi che possiedo (ho scartato il grigio fumo di Kiko perché è un paragone inutile). Il primo è quello della palette Storm (secondo da sinistra, seconda riga) di Sleek, che è come vedete abbastanza simile a Incubo anche se con finish decisamente più perlato. Inoltre, la base verde è un po’ meno evidente. Il secondo grigio è un grigio medio tendente al taupe, il 339M di Inglot: di norma, e nel pan, sembra quasi violaceo, ma vicino a questi toni appare decisamente più caldo.
Sicuramente tre grigi per tre usi diversi: il primo per uno smokey, il secondo sia per uno smokey ma anche per intensificare e come eyeliner molto discreto, il terzo come all over e soprattutto per le sfumature di transizione.

Per finire, il colore per mia madre, l’unico sobrio di questo post, ovviamente preso dalla Elegantissimi: Butterfly.
Dagli swatches online sembrava più chiaro e più giallo, ma essendo che a quanto pare ci sono pochissime blogger italiane casperiane come me, dovevo anche capire che su di me sarebbe risultato più scuro. Me l’aspettavo però più giallo, mentre è effettivamente crema. Su mia madre (NC20-Frisky Korat di Meow) risulta più naturale, comunque, e siccome che è suo va bene così.
L’ho messo a confronto con tutti i beige e illuminanti simili che possiedo (o di Madre): l’unico che più gli somiglia è Golden Silk di Aleguaras, che differisce da Butterfly per essere leggermente più chiaro e per la presenza di glitter.
Nota a margine: a breve dovrei vedere e toccare con mano la Elegantissimi, non penso riuscirò a far foto ma penso potrei dirvi però quali sono le mie impressioni al riguardo.
(PS. potrei lanciare una “caccia a Brulé” non fosse che nelle foto precedenti ho indicato la sua posizione…)
Spero come sempre d’esservi stata utile.
Alla prossima! x










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