Tag Archives: MAC

Review and Shopping Guide: MAC Pigments

21 Apr

Ciao!
Proseguo con la carrellata attraverso il mondo MAC parlandovi di quelli che sono uno dei prodotti più famosi quanto, secondo me, non pienamente compresi: i pigmenti. Prima di mostrarvi i colori che possiedo e blaterare al riguardo, qualche dritta e informazione su di essi, perché penso ci siano diversi aspetti che vengano sottovalutati o non considerati quando si guarda ad essi.

Chi cosa quando dove e perché (e come)
Tanto per cominciare: quelli che MAC chiama pigmenti sono più propriamente pigmenti in polvere libera, a differenza di quelli in polvere pressata che non sono altro che i classicissimi ombretti.
I pigmenti in polvere libera non sono però solo ombretti ma sono considerati e pensati come prodotti multiuso: molti di essi sono infatti sconsigliati per l’applicazione sugli occhi (sebbene si tratti più che altro di una rispondenza alla normativa statunitense della FDA, che è contraria all’uso di alcuni coloranti, considerati nocivi -è lo stesso motivo, per esempio, per cui sul sito di Illamasqua  trovate la dicitura “EU only”-) e alcuni sia per gli occhi che per le labbra. Trovate le informazioni relative sul foglietto dentro alla scatolina: ribadisco che si tratta di istruzioni indicative e che anche gli stessi truccatori MAC non le seguono. Il discorso, comunque, è che i pigmenti non sono solo ombretti e non vanno visti solo in quest’ottica: ritenere quindi un fucsia o un corallo neon come poco portabile perché, obiettivamente, siamo in poche ad andare in giro senza problemi con colori del genere sugli occhi, vuol dire non aver capito il senso di un prodotto del genere, oltre al dimenticarsi del fondamentale fatto che MAC nasce come linea di trucco pensata per un uso professionale ed in generale artistico-creativo.
Per scoprire in quanti modi si possono utilizzare i pigmenti MAC, consiglio questa serie di video del sempre meraviglioso Dustin Hunter (perché non c’è lui al quinto piano al posto del vecchio viscidone? Perché?).
Nota a margine: ci sono altri prodotti assimilabili ai pigmenti che però sono diversi da essi, ovvero i Reflects ed i Glitter. Non ne parlerò qui sia perché non ne possiedo, sia perché è un discorso a parte a mio avviso.
Colori e finish:  non ho mai contato i pigmenti MAC, ma a occhio mi sembrano nell’ordine della cinquantina-sessantina: si parte dal bianco puro e si arriva al nero profondo, passando fra toni, gradazioni di tono, finiture, eccetera. Purtroppo per l’acquirente medio, solo una limitata selezione di questi colori è disponibile nei counter e (errata corrige: in Italia i counter non tengono i pigmenti. Grazie Comare.) nei negozi e l’intera gamma è disponibile solo nei negozi Pro. È anche vero che la persona comune difficilmente acquisterà pigmenti dai colori neon, o che abbia bisogno di otto variazioni diverse di oro (non ricordo il numero esatto dei -Gold di MAC), anche se da quando un anno fa hanno leggermente allargato il range di pigmenti disponibili nei punti vendita non Pro hanno incluso anche Neon Orange e Magenta Madness, che sono flash visivi :D
Spesso con le collezioni limitate MAC propone colori Pro oppure colori nuovi. Quando si tratta di colori particolari o di cui sembrano esistere dupes, questi non vengono razziati. In particolare nei negozi Pro capita di vedere pigmenti usciti parecchi mesi prima (quando non un anno), quindi, se telefonate per un ordine, chiedete sempre. ;)
Parlando di finiture, sono meno rispetto agli ombretti pressati e dai nomi si capisce -quasi- tutto: in ordine di brillantezza abbiamo Matte, Pearl, Frost, Metal.
Questione formato, prezzo e consigli pratici: fino al 2010 i pigmenti MAC erano venduti in jar da 7,5 g. Enormi e infinite, a meno di non utilizzarne chilate. Da gennaio 2010, MAC ha modificato il formato delle jar, che sono diventate più lunghe e strette e che ovviamente contengono meno prodotto, ovvero 4,5 g. Che è comunque parecchio, credetemi. Due sono le cose che poco hanno convinto chi aveva avuto modo di provare il vecchio formato: il tappo, che è sì più alto ma più stretto, e rende scomodo lavorare il prodotto (oltre che impedire di tener capovolte le jar per vedere subito l’etichetta col nome del colore, essendo bombato), ma soprattutto il prezzo, che è rimasto invariato e che è di €22,50. Anzi, fino a un anno fa, era di €22.
Mio consiglio spassionato è quello di trovare almeno un’altra persona e dividersi acquisto e polvere. Sia perché, come dicevo, 4,5g di pigmento sono tanterrimi, sia perché così andate a spendere meno.
Ci sono siti che vendono samples: attenzione. Se è possibile verificare la possibilità di falsi acquistando jar intere, coi campioncini è molto più difficile, specie se la polvere è creata in modo da imitare alla perfezione l’originale. Meglio rivolgersi a persone che vendono samples dalle loro full size.

Ok, terminata questa lunga spiegazione, passo a presentarvi i pigmenti che ho sia in full size che in formato sample. Buon divertimento!

In questo primo batch sono presenti due ombretti pressati appartenti a due collezioni limitate: il primo è Birds and Berries, un teal scuro perlato, uscito con la collezione Give me the Liberty of London; un buon dupe, leggermente più blu, è Cop a Teal di Too Faced. Il secondo è uno degli ombretti più belli che MAC abbia mai fatto ed è Unflappable, taupe scurissimo con riflessi violacei. Due parole velocissime su di esso: faceva parte dei Mega Metal eyeshadows usciti con la Peacocky collection e che spero prima o poi verranno riproposti in quanto pigmentazione e texture sono favolosi. Lo swatch che vedete è stato fatto solo con una ditata di colore.
Seguono poi i pigmenti, tutti disponibili in qualsiasi punto vendita MAC.
Cornflower: azzurro indaco chiaro, con forti perlescenze lilla e rosa. L’ho ricevuto come omaggio dopo un acquisto in negozio, la mua (Valentina, se per caso capiti qui ti mando un bacio!) mi aveva riempito la jar e il risultato è che ne ho ancora un bel po’ pur avendolo usato diverse volte. Bello anche se non è uno di quelli che comprerei in full size.
Kitschmas: rosa pallido, con glitter argentati e azzurri. Bagnato col Mixing Medium diventa lucido e di impatto. Anche questo è un sample, acquistato sul forum di Clio.
Teal: negli swatches è venuto fuori verde, la luce era atroce. Contiene ovviamente anche una percentuale di azzurro, anche se non così alta. È uno dei pigmenti più famosi e amati di MAC ma a mio avviso non è così particolare. Ho un quasi dupe di Sleek (l’Eye Dust Jet Set) e assicuro che la differenza è praticamente impercettibile. Anche questo è un sample (ricevuto da Ornella).
Melon: oro-arancio chiaro, con perlescenze rosa. Il colore di per sé carino ma la texture non è eccezionale, risulta un po’ ruvida e chunky, il che lo rende un po’ difficile da lavorare. Sample pure lui, ricevuto in omaggio con un acquisto da una forummina (sempre sul forum di Clio).
Tan: rame chiaro e meno aranciato di come sembrerebbe dalla jar (e dal sito di MAC), setoso e bellissimo sugli occhi azzurri. Questo ce l’ho in full size ed è uno dei colori che uso più facilmente anche quando trucco sorella e conoscenti. Su carnagioni medie e scure risulta un colore naturale e che enfatizza l’abbronzatura (mi baso sulle immagini online!).

Questi sono invece tutti o Pro o edizioni limitate, tranne un paio (poi spiegherò perché li ho inclusi qui).
Old Gold: è uno splendido oro “invecchiato”, con forti riflessi verdi. Quello che vedete nello swatch è la versione prima che, col passaggio al nuovo formato, venisse riformulato: questo il motivo della sua presenza in questo batch, anche se è uno di quei pigmenti venduto in tutti punti vendita MAC. L’Old Gold attuale ha i riflessi verdi molto meno evidenti e secondo me è meno bello.
Blonde’s gold: oro freddo, lievemente rosato. Prodotto Pro. Nomen omen, molto bello sulle bionde, cui spesso gli oro troppo gialli fanno a pugni coi capelli, e sulle carnagioni chiare e medie. Consigliato a chi cerca oro “depotenziati”. Piace moltissimo a mia madre. :D Ho il full size, manco a dirlo.
Heritage Rouge: borgogna molto shimmer, sfumato rivela una base tendente al marrone (non quanto Sketch, per chi abbia presente quest’ombretto). È un colore davvero bello e piuttosto popolare seppure sia Pro. Ho il full size anche di questo ma mi causa allergia, purtroppo.
New Fixation: teoricamente dovrebbe essere un Pearl…è in realtà un rosso fragola opaco, con una cascata di glitter oro e rossi che però sono evidenti solo sotto la giusta luce. Bello abbinato ai borgogna, ai prugna e, da solo, sulle labbra (considerando che sempre a causa allergia non posso usarlo sugli occhi, cerco di sfruttarne la versatilità). Uscito con una delle collezioni a mio avviso più belle di MAC, ovvero la Stylishly Yours (inverno 2010), lo possiedo ovviamente in full size.
Magenta Madness: fucsia neon opaco, è venduto in qualsiasi punto vendita ma che fino a un anno fa era Pro e per me resta sempre tale. :D È stato il primo pigmento MAC che ho acquistato in assoluto e devo tutto ciò ad una persona. Ora vi dirò chi e riderete tutti quanti, lo so: Andrea “Cadio”, il tastierista dei Dari. Non sto a raccontarvi tutta la storia (chiedetemela sotto se siete curiose), ma fatto sta che quando gliel’ho visto indosso ho dovuto sapere dove l’avesse pescato e lui fu gentilissimo, non solo mi diede il nome del pigmento ma mi mostrò il boccetto. Ed eccomi qui con l’unica jar da 7,5 g che ho. Mischiato a New Fixation sulle labbra esce un colore molto figo.
Grape: viola scuro, freddo, con base e perlescenze rosate, credo sia diventato anch’esso disponibile anche al di fuori dei negozi Pro. Alcuni lo trovano difficile da sfumare perché ha una texture strana, la polvere è meno fine e in un certo senso quasi pastosa: a me però non ha mai dato problemi da questo punto di vista. La questione è che, manco a dirlo, mi fa allergia e ovviamente l’ho scoperto un mese dopo aver preso il full size. Ne stanno beneficiando diverse persone che hanno scambiato o acquisito samples da me, però :D
Deep Blue Green: teal scurissimo, a base blu scura, quasi grigia-nera, particolarmente evidente quando lo si usa nelle sfumature. È un colore Pro ma è uscito spesso con alcune collezioni, fra cui quella famosissima di Hello Kitty. Ne ho un sample, acquistato da una ragazza del forum di Clio.

Stavo già scrivendo il post quando mi sono accorta che mancavano due colori. Questi sono un graditissimo quanto gentilissimo omaggio di Ilaria, che ringrazio.
Lithe: un beige pescato, simile al famosissimo Naked, ma con una leggera perlescenza che gli dona una luminosità incredibile. Era un’edizione limitata, uscito con la collezione Fabulous Felines (autunno 2010), ma stranamente non era stato così gettonato.
Your Ladyship: rosa che, oltre ad essere perlato, è, come vedete dal fatto che quasi scompare sulla mia mano (che vi ricordo essere un N10, più o meno), molto molto chiaro. Era parte della collezione Antiquitease, uscita nell’ormai lontano 2007.
Spero d’esservi stata utile anche stavolta. Se avete domande, dubbi, osservazioni sapete dove scrivere :)
A presto! x

Review e Shopping Guide: My MAC Palette

14 Apr

Ciao!
Questo post è in parte fonte di una richiesta di una persona che non mi ha chiesto di restare anonima, in realtà non mi ha detto una cippa, ma tanto so che non mi denuncia se la nomino, ovvero Chiara/Golden Violet (perlomeno, spero. Dopo il suo video sui giveaway in cui si dimostra come leguleia provetta un po’ ne ho timore). Era da tempo che pensavo di dedicare un articolo ai miei tesssori MAC, ma aspettavo il momento in cui avrei portato a termine la palette. Ma, da un anno, la palette è rimasta identica, anzi s’è svuotata. Le motivazioni sono due: ho acquistato un po’ (un bel po’) di samples minerali, quindi non ho sentito l’esigenza di fare spese da MAC, e ho dovuto vendere alcuni colori causa allergia al carminio (come vedrete altri sospetti sono ancora al loro posto). Non credo che lo stato delle cose cambierà a breve, pertanto non ha senso rimandare ulteriormente questo post…no?

Con questo articolo spero di essere utile in particolare a tutti coloro che vorrebbero affrontare una spesa non indifferente come quella degli ombretti MAC ma non hanno un negozio o un counter vicino. *aggiunta in corso d’opera: manco a farlo apposta, ieri (o l’altroieri?) hanno aperto l’e-store di MAC Italia… E sappiamo quanto poco utili siano le indicazioni sui colori presenti sul sito!*
Mi riservo di mostrarvi in un altro post, se vi interessa e vi fa piacere, i (pochissimi) ombretti che non fanno parte di questa palette e i pigmenti in polvere libera. Nonché il resto delle cose che posseggo appartenenti alla collezione permanente, sempre se può servirvi.

Ecco la palette:
Premessa doverosa: noterete che la palette è senza griglia. Ora come ora, prenderei direttamente una Z palette. Consiglio a chi decidesse di prendere la palette MAC di togliere la griglia subito: a parte il fatto che al posto di 15 ombretti ce ne stanno 26 (o 25?), si possono inserire anche ombretti di altri marchi e dal formato simile -ma anche più grandi, a seconda di quanti ombretti MAC avete o pensate di acquistare-. E poi una palette occupa meno spazio di due: se come me avete uno spazio abbastanza limitato è l’ideale.

Procedamus!

White Frost (Frost): bianco perlato, piuttosto sheer. Come si nota dalla cialda non lo uso spesso, essenzialmente proprio per la scrivenza poco soddisfacente: richiede una base molto chiara sotto perché sia visibile (se ricordate, ho le palpebre rossastre: se fossero dello stesso colore del resto della mia pelle si vedrebbe meglio) e bisogna insistere molto col colore.

Brulé (Satin): beige in base tendenzialmente gialla, seppur sia classificato come Satin ma si comporta più come un Matte. È infatti quasi del tutto opaco e ben scrivente. Non nego che ci siano senza dubbio equivalenti anche più economici, ma sono in un certo senso affezionata a questo colore. È peraltro l’unico mio ombretto MAC che ho finito e ricomprato. Io lo uso come all over quando faccio un trucco in stile pin-up e come illuminante sotto l’arcata sopraccigliare.

Wedge (Matte): marrone chiaro in base rossa, opaco e scrivente. Inizialmente l’avevo preso per riempire le sopracciglia. Da un paio d’anni, grazie al consiglio di Agostina, mua del Pro Store di Milano, lo uso per sfumare i colori molto freddi e in generale per rendere il passaggio fra colori e parte illuminata più graduale. Chi ha una carnagione media, medio-scura e scura chiaramente necessita di un colore più scuro per questo scopo. Anche qui, ci sono sicuramente sostituti ed equivalenti possibili.

Espresso (Matte): marrone medio-scuro, a base sostanzialmente gialla ma a mio avviso abbastanza neutro. Opaco e piuttosto scrivente. Lo uso tutte le volte che voglio scurire la V esterna e la piega in maniera non troppo drammatica (ricordo a tutti gli smemorati di Collegno qui presenti: sono pallida!). Spesso lo uso su madre e sorella che, per motivi diversi, non usano colori troppo scuri. Stessa cosa che per Brulé e Wedge: non è un colore originale, lo so.

Mystery (Satin): marrone molto scuro, tendente al grigio-blu, satinato anche se sfumato appare opaco. Per quest’ombretto ho un debole, lo dico subito, quindi a prescindere dai possibili dupes per me è insostituibile. È il colore che uso nella piega quando faccio il mio trucco passepartout che è quello da pin-up e che uso al posto del nero, quando non mi va di usare quest’ultimo, per scurire i colori nella V esterna.

Handwritten (Matte2): color cioccolata con un’evidente base rossa, opaco, setoso e molto scrivente (me ama i Matte2). Siccome ero convintissima di avere un sottotono rosato, non l’avevo mai preso in considerazione. Stolta. Stesso uso al posto del nero come con Mystery, ma con colori caldi con cui il nero stonerebbe troppo. Ne serve veramente poco perché scrive da matti.


(due foto, perché sulla mia mano i riflessi verdi di Club faticano a uscire e Sumptuous Olive così non si vede -.-)

Club (Satin): qualcuno non sa com’è fatto Club? Assieme a Satin Taupe (che non ho) è l’ombretto più sputtanato di MAC. Ma anche il meno semplice: dopo averlo preso ho capito perché sul blog MAC Veronica avesse dedicato una serie di post in cui cercava di accoppiare l’infame con pigmenti e ombretti del brand. Innanzitutto pochi mettono in evidenza che la base marrone-rossa è molto forte ed evidente, e che non a tutti l’effetto leggermente sbattuto sta bene. E poi, appunto, abbinarlo non è semplice, tant’è che spesso e volentieri si finisce ad usarlo da solo. Prima di acquistarlo, pensateci molto bene.

Vex (Frost): è l’ultimo arrivato, anche se non si direbbe :) L’ho avuto da uno scambio con Ornella, la quale ha adottato Plumage, che non usavo. È un grigio chiaro rosato con cangianze verdi. O grigino-verde con cangianze rosate? Dipende da con chi lo appaiate. Scrive abbastanza bene, per essere un Frost, ma c’è un ma: se siete molto chiari come me si vedrà bene, su carnagioni già tendenti al medio potrebbe risultare poco visibile ed essere utile solo come colore da piega o illuminante.

Sumptuous Olive (Veluxe Pearl): verde oliva dorato con una base calda, quasi rossa, perlato e ben scrivente. Altro colore che adoro e che è stato protagonista la scorsa estate di molti dei miei look. Bello da solo e in coppia con bronzi, rame e in generale toni aranciati. Su sottotoni molto rosati non sono molto convinta potrebbe funzionare bene. C’è un dupe quasi identico, un filo meno verde secondo me, di Inglot (non chiedetemi il numero), a chi interessasse. Nello swatch la base verde si vede poco, mentre nella cialda (e anche sull’occhio) è più evidente.

Humid (Frost): verde bosco medio, a base tendente al giallo, metallizzato. Mi piaceva da un po’, ma non m’ero mai convinta a prenderlo. Bello anche come eyeliner.

Sunny Spot (Matte): questo colore è figlio di un collettivo MAC con sconto. Volevo Lime, ma non era disponibile. Ero fuori Milano, altrimenti sarei andata in negozio per pucciare e prendere una decisione…e avrei preso Bitter. Sunny Spot è un giallo che vira al verde, opaco. Bello, in cialda, e anche swatchato, ma sull’occhio scrive poco. Fatica anche su base bianca… Delusione.

Prussian (Matte2): blu di Prussia (come i pastelli Giotto!) opaco, morbidissimo e scriventissimo. Perfetto per smokey blu, ma anche in combinata con i rame e gli oro caldi.

Freshwater (Veluxe Pearl): azzurro scuro intenso, perlato e dalla scrivenza piuttosto buona. È stato il mio primo ombretto MAC assieme ad un altro di cui vi parlerò poi. C’è un dupe che ci somiglia molto di Inglot e uno quasi indistinguibile di MUFE. Le amanti dei blu sicuramente lo apprezzeranno molto.

Violet Trance (Matte): viola-blu, opaco. LE della Mac Make-up Art Cosmetics, collezione del 2009. Bellissimo nel pan, deludentissimo una volta steso. Bisogna fare parecchi strati prima di ottenere un colore soddisfacente (oppure usare una base viola, credo: non ce l’ho, dato che quasi tutti i matitoni viola contengono carminio, e non posso fare prove) e se si cerca di sfumarlo fa le chiazze. Nel caso sciagurato in cui dovessero riproporlo in qualche collezione, non lasciatevi abbindolare.

Parfait Amour (Frost): viola-lilla chiaro con evidenti riflessi rosa e azzurri, metallizzato. Inizialmente mi sembrava poco scrivente, in realtà è che, come tutti i Frost, la pigmentazione è un po’ sacrificata a favore della perlescenza e dei glitter. Mi piace perché a seconda degli abbinamenti emerge più il viola oppure l’azzurro. È l’amore della Comare, e in generale si sposa particolarmente bene con tutti i sottotoni freddi e/o coloro che hanno occhi castani.

Satellite Dreams (Veluxe Pearl): viola medio, a base rossa ma non così forte, perlato. Non mi ha mai dato problemi di scrivenza, anzi, l’ho sempre trovato vellutato. L’ho preso assieme a Freshwater quand’ero una novellina nel mondo MAC. Non è certamente un colore mai visto, anzi è piuttosto un viola classico, né impegnativo né scialbo, ed è ciò che mi piace di esso.

Cranberry (Frost): più che color mirtillo rosso, è color marmellata di mirtilli rossi (chi non abbia mai visto e soprattutto assaggiato i mirtilli rossi s’è perso una delle cose per cui vale la pena vivere) con glitter rosa, metallizzato. La scrivenza è leggermente maggiore rispetto alla solita dei Frost, penso per via del pigmento rosso che, notoriamente, è più intenso. Lo uso con parsimonia perché temo contenga carminio, ma è davvero bello e non riesco nemmeno a pensare di venderlo. Il fatto che non sia un rosso vivo lo rende meno impegnativo di quanto si potrebbe pensare.

Coppering (Veluxe Pearl): color rame a base arancione ma con riflessi leggermente rosati, perlato e molto morbido. Penso sappiate che per i rame e gli arancioni ho un debole: è essenzialmente colpa sua. Da quando ce l’ho è iniziato infatti l’acquisto di sfumature innumerevoli di rame, arancione, bronzo… In coppia con Sumptuous Olive fa faville. Lo consiglio particolarmente a chi ha gli occhi azzurri o grigio-azzurri, sia chiari che scuri come i miei.

Vi ricordo che i refill sono disponibili, oltre che sul nuovissimo e-store, anche nei negozi monomarca PRO e non, ma non nei counter. Il prezzo di ciascun refill è €12,50 contro i 16,50 del formato mono.
Se volete foto più dettagliate delle cialdine e se avete altre domande non esitate a scrivere qua (a meno che non mi insultiate in lingue sconosciute -eccetto il Klingon, da fan di The Big Bang Theory apprezzerei una nerdata del genere-, accetto sempre qualsiasi commento).
Alla prossima! x

Make-up things to remember from 2011 (and some I’d like to forget)

8 Jan

Ciao! Scriverò questo post in doppia lingua, giusto per allungarlo ulteriormente. In realtà, nelle mie intenzioni iniziali questo blog doveva essere bilingue, poi la pigrizia ha vinto: per il nuovo anno ho deciso di riprovarci, anche perché ho bisogno di scrivere il più possibile in inglese. Il motto per il 2012 sarà meno pigrizia e più attività (ma ciò non significa che farò palestra o qualsiasi attività fisica che non sia pogare, ballare in seguito all’aumentare del tasso alcolemico e…va beh, ci siamo capite no? XD). Vediamo per quanto tempo sarò capace di tener fede ai miei propositi.

Hiya! I’m gonna write this list in both English and Italian because I want to, basically. Well, one of my New Year resolutions is to write more and more in English as I need to do it, so, here we are. In fact, when I started this blog I’d imagined it as bilingual, then lazyness won. But for 2012, less lazyness and more activity (this doesn’t mean I’m gonna do any kind of physical activity, except for mosh pit, occasional tipsy dancing and, em…you understand what I mean, do you?)! Let’s see for how long I’ll stand faithful to these words.

Ok, ho divagato abbastanza. Passiamo all’argomento vero e proprio del post, il mio personalissimo elenco di fatti, personaggi e cose legate al trucco che sono felice di aver scoperto o visto quest’anno…e quelli che ringrazio d’esserci lasciate alle spalle. Pronte?

Okay, enough pointless rambling. Let’s move to the main issue, my own personal list of make-up facts, people and things I’m glad to have discovered or seen last year…and the ones I’m happy to have left behind ourselves. Ready?

Marchi che ho scoperto e senza i quali ora non penso potrei vivere: tutti i marchi minerali che ho testato. Scelgo Meow Cosmetics per diverse ragioni ovvero la gamma vastissima di fondotinta e prodotti per il viso in genere, il formato gigantesco della full size di fondotinta (22-30 gr di polvere in una jar da 80 gr), le frequenti offerte, l’aiuto fornito nelle spedizioni alle italiane sfigate (…capito cosa intendo vero?), e via andare. Unico neo, i samples, scarsini, ma pazienza.

Brand I discovered and now I think I can’t live without: all mineral companies, but I choose Meow Cosmetics for many reasons as huge range of foundations and face products, giant size of their full size foundation (22-30 gr in a 80 gr jar!) frequent sales, help given with shipping and so on. Only cons, their samples are quite poor, but whatever.

Brand di cui non avrei mai creduto di innamorarmi: Estée Lauder. Dustin Hunter, è quasi del tutto colpa tua: non avresti mai dovuto mostrare le collezioni di EL dicendo tutte quelle belle cose al riguardo. Mia madre ha concluso l’opera, lodando ogni singolo giorno i prodotti di skincare targati EL.

Brand I’d never believed I would fall in love with: Estée Lauder. Dustin Hunter, it’s mainly your fault. You should have never showed EL collections saying all those good things about them. My mom did the rest of the job, by praising everyday their skincare.

La collezione che MAC poteva risparmiarsi: Ne avrei un po’ da elencare ma dirò quella che m’è sembrata più sòla, ovvero la MAC e Wonder Woman. Il packaging ci stava anche, dato il tema, i prodotti no, deludentissimi. E dire che di solito le collezioni primaverili di MAC hanno dei pezzi e dei colori interessanti…

Collection that MAC could have skipped: Among the others, I definitely say Wonder Woman. The so hated packaging was, imho, the only good thing of it. The average of products were so, meh. And MAC previously did such interesting spring collections…Such a disappoint!

Migliore collezione: Theatre of the Nameless di Illamasqua. Dalle foto promozionali, che a mio parere sono sempre le più belle ed originali di tutto l’universo cosmetico, al concept, che riprende e rivisita le origini del marchio Kryolan e quindi di Illamasqua stesso, ai prodotti. Non ne ho acquistato nessuno, ma solo perché l’estate appena passata ho deciso di fare un serio digiuno cosmetico e acquistare solo il necessario (ho ceduto solo per Aleguaras e un rossetto). Però mi piacciono quasi tutti (eccetto il gloss neutro) e trovo che siano stati pensati e messi insieme con molto criterio, cosa che non sempre avviene nelle collezioni.

Best collection:
Illamasqua Theatre of the Nameless. From promo shooting, which are always the most beautiful and edgey in all make-up scenario, to the concept, taking up and re-interpreting the roots of Kryolan (and of Illamasqua itself), to products. I haven’t bought any of them, since I decided last summer to stop buying make-up I don’t actually need. However, I like a lot all of them (beside the neutral lipgloss) and I reckon they were imagined and put together very wisely, which has not to be taken for granted seeing other collections…

Negozio online da cui comprerei ogni giorno solo per ricevere i loro pacchi: Illamasqua. Chi mi conosce ha già capito perché: tutto quel nero!

e-store I would buy everyday from only to receive their parcels: Illamasqua. And people who know me have already understood why: all that black…

Negozio preferito: MAC Pro Store di Milano-Brera, essenzialmente perché ci lavora Agostina, una delle truccatrici più gentili e capaci di interpretare (e stravolgere) i miei gusti.

Favourite shop: MAC Pro Store, Milano-Brera (mostly because one of the most lovely mua I’ve ever met, Agostina, works there).

L’esperienza-commessa peggiore: settembre, commessa di Sephora che alla mia domanda rispetto alla collezione Modern Mercury di Estée Lauder non solo non sa dirmi se alcuni pezzi siano arrivati o meno ma addirittura non sa che c’è un angolo di uno stand dedicato ad essa.

Worst experience with a shopassistant: on September at Sephora, the girl wasn’t able to tell me if Estée Lauder Modern Mercury was arrived, if some items were already sold out and she wasn’t even aware that there was a mini-stand for the collection!

Lo smalto di Chanel più WTF? Pearl Drop, collezione primaverile. Ma che davero? 25 euro per uno smalto biancastro-pannoso di cui bisogna dare almeno tre mani per arginare l’effetto nonna Abelarda, cosa che comunque si ha lo stesso? Cioè vabbé…

Chanel nail varnish that made me say WTF? Pearl Drop from the Spring collection. Why should someone spend 25 euro for a whitey varnish that you need to layer in at least three coats in order to not seem your nan? And  seem your nan, anyway?

Look che mi è piaciuto di più indossare: quest’anno mi sono sbizzarrita molto con i colori, penso di non aver trascurato niente XD ma uno dei miei look preferiti è stato sicuramente ombretto giallo (Buttercupcake di Sugarpill) e eyeliner nero.

Look I most loved to wear: I varied a lot this year, from earth tones to bold colours, but one of my favourite looks was yellow eyeshadow (Sugarpill Buttercupcake) and black eyeliner.

Icone e fonte d’ispirazione/Inspirational icons:
Nicki Minaj
Nei suoi look usa sempre colori accesi, spesso fluo, e li porta con una sicurezza pazzesca quando praticamente chiunque nello showbiz s’è convertito al look naturale. Ok, sembra una Barbie Peripatetica: quindi? Non vedo l’ora di vedere il Viva Glam ispirato a lei!

She wears bold looks with great confidence, when almost everyone in the showbiz has embraced natural make-up. Yeah, she seems a Slutty Barbie: so what? Can’t wait to see MAC Viva Glam inspired by her!

Vicky McClure
Per chi non la conoscesse, è una bravissima attrice britannica (e questo fatto da solo basterebbe per giustificare perché per me sia un’icona) ed è bellissima anche in This is England ’86 e ’88, dove interpreta il ruolo di una giovane donna che sta attraversando un periodo molto difficile della sua vita, quindi anche il suo aspetto è tutto tranne che sano e curato. La amo. E anche Illamasqua la ama.

She’s an amazing British (and that would be enough for me to love her) actress and she could look absolutely gorgeous even in This is England ’86 and ’88, where she portrays a young woman who’s going through a hard time and who’s really poorly. I bloody love her. And also Illamasqua does.

Trend che anche no: il proliferare delle palette di toni neutrali. Ci siamo trascinati dal 2010 la Naked-mania con la gente che è tipo impazzita per trovarla e siamo arrivati a dicembre con l’annuncio della Naked 2. In mezzo ci sono state versioni più o meno low cost, più o meno eco-bio, più o meno valide… E la cosa non pare fermarsi vista la preview della collezione primaverile di Too Faced. Per carità, va bene i colori naturali però questo denota un atteggiamento da parte delle case cosmetiche che non mi piace affatto.

Trend “NO, PLEASE, NO!”: the popping up of all this neutral palettes. We carried on with the Naked-mania that started in 2010 (people went crazy to find it) and we ended the year with the launch of Naked 2. In between these two Urban Decay palettes, we saw loads of neutral palettes: low and high cost, organic and not, awesome and awkward… And it seems to be a neverending story: go and see the new Too Faced spring collection. Beware: there’s nothing wrong in natural colours, but I think cosmetic companies are seriously resting on the laurels and this is not good.

Tip of the year: come riconoscere se un pennello è valido, by Rae Morris. Grazie Rae, se trovo qualcuno che mi compra un rene mi compro anche il tuo set di pennelli.

Tip of the year: how to verify is a brush is good or not, found in Rae Morris’ Make Up the ultimate guide book. Thank you Rae, if I found a buyer for one of my kidneys I’d buy your brush set, also.

Scoperte youtubbiane dell’anno/YT discoveries of the year:
Regina in Neverland
(http://www.youtube.com/user/ReginaInNeverland)
Tecnica ottima e look meravigliosi, ma quel che mi piace più di tutto di Regina è che spiega davvero passo dopo passo che cosa sta facendo e soprattutto perché. So che non otterrò mai risultati puliti e precisi come i suoi, ma mi ha fatto venir voglia di provare a imparare la pencil technique ed, inoltre, a lavorare di più sulla forma del mio occhio.

(photo from Regina’s Facebook fan page)

Great technique and stunning looks, but what I love most of her is that she seriously explains step-by-step what she’s doing and, most important, why. I know I won’t never obtain polished looks as hers, but she made me want to try to learn the pencil technique and work more on my eye shape. Italian channel, I’m sorry for foreigners.

A Model Recommends (http://www.youtube.com/AModelRecommends)
Sapevamo già che non tutti i modelli sono solo belli belli in modo assurdo. Ma che dire di una modella che mostra alla gente come ricreare il glamour delle passerelle e delle copertine patinate con pochi gesti? Quel che amo di Ruth Crilly è che pur vivendo e lavorando nel mondo della moda mostra un approccio genuino e coi piedi per terra sia nel suo blog che nel suo canale. Oltre a ciò, recensisce caterve di prodotti cosmetici, non solo trucchi ma anche per la cura della pelle, sia di fascia di prezzo alta che economici: fra tutti questi una persona può decisamente trovare qualcosa di suo interesse. Da ultimo, scrive sempre nell’infobox i prezzi e, in caso di prodotti meno noti, dove acquistarli in UK. Ah, sì, è inglese… Dovevo specificarlo subito dite? XD

(photo from her blog)

We already knew that not all the models are only really really ridiculously good looking. But what about a model that shows people how to recreate the glamour of catwalk and lushious magazines covers in few strokes? What I love of Ruth Crilly is that she lives and works in the fashion industry, but she shows a totally down to earth approach in her blog and her channel. In add to this, she reviews tons of make-up products, but also skincare, both high end and high street: one could definitely find something to try among them. Last but not least, she always writes the prices and, in case of less known products, where to buy in the UK. Oh, yeah, she’s English… Should I have told you from the start? XD

E’ tutto! Spero vi siate un po’ divertite e ditemi se siete d’accordo o no con la mia lista. A presto!

I’m done! Hope you enjoyed this post and tell me if you agree or disagree with me. See ya! x

Year 2011: Top, Flop e Meh

31 Dec

In momenti come questo ringrazio tantissimo la mia voce decisamente poco fonogenica, nonché una certa ritrosia nel mostrare la mia persona (tolta quella sessantina di autoritratti ma non contano, eh) perché altrimenti avrei aperto un canale youtube e sarei ora davanti al mondo in tutta la mia pateticità: snuggie viola (who doesn’t want a blanket with arms? Grazie, Patrick Verona aka Ethan Peck, per avermi offerto un’altra immagine a cui ricollegarla oltre a quella di Leonard Hofstadter…), mal di gola gentilmente regalatomi la vigilia di natale da mia zia, per cui riscaldare la casa è un optional, e raffreddore. La camomilla on the rocks è in arrivo. Invece, per fortuna mia, vostra e del mondo intero, ho scelto il blog, quindi potrei anche essermi inventata tutto solo per far un po’ scena.
Ma mie soliti preamboli idioti a parte, ecco a voi un post immancabile in questi giorni, ovvero quello in cui vi elenco i miei prodotti Top del 2011 che sta quasi finendo. Ho deciso di parlarvi anche dei (per fortuna pochi) Flop e di accennare anche a quei prodotti che mi hanno lasciata perplessa/indifferente. Prima o poi arriveranno anche delle degne recensioni…Forse. Intanto, vi prometto che dirò la verità, tutta la verità. I swear.
MA NON E’ TUTTO!
Ho pensato di affiancare a questa “tradizionale” classifica una sorta di riassunto/commento del 2011 cosmetico. Dedicherò a ciò un post a parte, quindi stay tuned ;)
Adesso, via con le classifiche!

TOP
1-
Fondotinta minerale di Meow Cosmetics, formulazione Pampered Puss, tonalità e sottotono Inquisitive Abyssinian: è ufficiale, essere pallide non è un crimine. E per un anno e mezzo non devo più preoccuparmi di comprare il fondotinta, yay.
2- Cipria Nude di Neve Make Up: perché si può avere una pelle luminosa senza sembrare una palla da discoteca.
3- Impeccable Brow Pencil di MAC, colore Blonde: ne parlerò in un post specifico sulle sopracciglia chiare (al solito, prima o poi XD). Ottima texture, colore perfetto. Peccato solo non si abbia niente da riportare come Back2MAC!
4- Illamasqua Cream Blusher nel colore Rude: anche se è rude solo nel pan, perché una volta steso e sfumato sulle guance mi dà un lieve rossore coralloso e l’effetto è tutto tranne che wife of Bath.
5-
Illuminating Powder Gelée – Modern Mercury di Estée Lauder: come dire… a question of lust
6-
Ombretti minerali di Aleguaras: in particolare Mélanie, Diana e Hypnotic Plum che uso molto quando ho poco tempo, perché sono colori non impegnativi ma multisfaccettati e quindi di sicuro effetto.
7- Ombretti di MAC Sumptuous Olive e Coppering: per un simile motivo di quelli di Aleguaras qui citati e, in aggiunta a ciò, si combinano meravigliosamente bene fra loro.
8- Smoky Lash nero di Make Up For Ever: One love is all we need (ha! lo so che da una persona musicalmente raffinata come me ci sarebbe aspettato Bob Marley, invece vi ho fregati tutti quanti).
9-
Rossetto Snob di MAC: yes, I can. Posso menarmela perché sono una delle poche persone a cui questo rossetto sta bene? Mi sta stra-bene e ce l’ho sempre in borsa. W il Back2MAC.
10- Sans Soucis Anti Age One Apple a Day/ Eye care: oltre a quanto di buono detto nel post sulle creme contorno occhi, posso aggiungere che dura tantissimo. Ho finito il tubetto da un paio di giorni ed è da metà giugno che lo uso. Il costo certamente non basso si ammortizza bene insomma.
11- Pennelli di Real Techniques Buffing e Dome Shadow: fluffy and dense is the new black. Versatili, facilmente lavabili, garantiscono una stesura di qualsiasi prodotto, polvere o crema, impeccabile.

MEH
* Inglot Eye Base: stessi ingredienti di Primer Potion e Shadow Insurance, ma combinati in maniera da risultare diverso. Nella maniera sbagliata? Non assolutizzo, ma è probabilmente sbagliata per me.
* Make Up For Ever Sculpting Kit colore 01: seriamente secondo loro è pensato per le pelli chiarissime? Devo usarne un infinitesimo per non abbronzarmi! In più, la polvere da contouring è troppo rossastra. Tuttavia, ambedue le polveri sono comode per fare un trucco veloce agli occhi.
* Make Up For Ever Full Cover, tonalità 03: sono troppo pallida per questo correttore. Purtroppo, perché la coprenza è buona e ho trovato dopo poco tempo il modo di stenderlo agevolmente.
* Real Techniques Basic Shadow Brush: speravo di trovare in lui un dupe del 217 di MAC… Così non è stato. Però è ottimo per altri scopi, in particolare per stendere il colore in maniera morbida su tutta la palpebra, ma anche per stratificarlo. La delusione è solo perché non è il dupe che cercavo!

FLOP (pochissimi-missimi, per fortuna!)
* Dr Brandt lineless eyecream: Oh no, not you again!
* Tutti gli ombretti che contengono carminio: maledetti infami. Tanto belli quanto dannosi per le mie palpebre. E dire che non è necessario mettere il carminio per ottenere fucsia, rossi e viola.
* Lip Tar di OCC: presi nell’ottobre 2010, durante quest’anno li avrò usati al massimo tre volte. La parte oleosa tende a separarsi (ma scaldando un po’ il tubetto torna a posto), belli son belli, ma non riesco proprio ad usarli. Non mi durano quanto promesso e riapplicarli in giro è sbattissimo. Proverò a riciclarli secondo quanto suggerito dal buon Dusty qui.

A fra poco con le bonus tracks!

Le pseudo FOTD di Lidal: Golden Brown

23 Nov

No, anche se il freddo sta provando costantemente ad uccidermi, sono ancora viva. E torno con una faccia del giorno, pensate un po’. Al solito, le foto sono quelle che sono -NB. consiglio di cliccarci sopra e aprirle in un’altra pagina per vederle bene, all’interno del post sembrano sfocate-, ma spero apprezziate lo sforzo. E spero soprassediate rispetto al labbro tagliato: uso il burrocacao come se non ci fosse un domani (burrocacao serio, non Labello, ci tengo a dirlo) ma niente, è tragedia.
Con questo look colgo anche l’occasione per mostrarvi un paio dei colori della Collezione autunno-inverno 2011/12 di Aleguaras ispirata alle Star Hollywoodiane. Appena riesco farò degli swatches di tutti i colori Aleguaras che possiedo (e non sono pochi, ieri li ho contati…agh).

Ieri pomeriggio meditavo un altro esperimento con altri colori, poi però mentre mi sono messa a risistemare le jar ho riguardato bene Ingrid (così descritto da Aleguaras: altro colore moda visto su tante passerelle degli stilisti: un marrone chiaro satinato; ricorda il color del tabacco, del fango, una vera “Sinfonia d’autunno”, come il film interpretato dalla distinta e austera attrice di cui prende il nome, Ingrid Bergman) e mi sono accorta che tende molto di più all’oro di quanto sembri. Da qui a Golden Brown degli Stranglers, splendida canzone che apre uno dei miei film preferiti in assoluto, ovvero He died with a felafel in his hand (se non l’avete mai visto fatelo), il passo è stato brevissimo. E sì, lo so cosa intendessero gli Stranglers con “golden brown”…ma lungi da me :D
Ho cercato di trovare un colore che avesse dell’oro ma non evidente, che raffreddasse un po’ ma non troppo, e che soprattutto lasciasse protagonista Ingrid. La scelta è caduta su Nicole, che è un, uhm, color peltro che tende all’oro? Molti dei colori di Aleguaras sono talmente pieni di riflessi da non esser facilmente descrivibili a parole.
Per rendere il passaggio fra Nicole e Ingrid meno brusco ho aggiunto all’angolo esterno un infinitesimo di pigmento Old Gold (versione vecchia, quella più calda e con maggiori riflessi verdi) di MAC, che aggiunge maggior luce e ulteriori riflessi dorati.

Già lo so che la comare dirà che lei quest’abbinamento MAI, più che altro che lei un marrone così mai XD Ti voglio bene lo stesso Mary <3

Never a frown with golden brown. Tranne se si ha il sole in faccia :D

Avrete notato che non indosso il fondotinta (sto centellinando quel poco che mi è rimasto del Light Neutral di Aleguaras in attesa che mi arrivi il mattoncino Meow), quindi lentiggini e rossori sono a piede libero XD

(è ufficiale: se faccio foto ad occhi aperti senza far facce idiote non si capisce nulla del trucco degli occhi >_<)

INGREDIENTI:

OCCHI
- Eye Makeup Base di Inglot
- Ombretti minerali di Aleguaras: Ingrid nella piega e a salire, Nicole sulla palpebra mobile
- Pigmento in polvere libera Old Gold di MAC nell’angolo esterno
- Ombretto Brule di MAC sotto l’arcata sopraccigliare
- Matita Dark Brown di NYX all’attaccatura delle ciglia, leggermente sfumata col detailer brush di Real Techniques (sì, sto cercando di dare un senso alla sua presenza)
- Mascara Renversant/Triple action marrone di Sephora
- Brow set di MAC nel colore Beguile sulle sopracciglia

VISO
- Correttore Full Cover (colore 3) di MUFE nella zona delle occhiaie
- Cipria Hollywood di Neve Make Up sopra il correttore
- Fard: risultante di un miscuglio di Hawkweed di buff’d, Persimmon di The All Natural Face e dell’Illuminating Powder Gelée (ammore ♥) di Estée Lauder

Attendo i vostri commenti, anche sulla canzone e sul film. E a presto, per davvero ;)

I love lipsticks! / TAG

26 Aug

Fanciulle, mi sta venendo un dubbio: ma se a fine agosto fa così caldo, nevicherà fino a fine marzo l’inverno prossimo?
Sì, sono di nuovo a Milano, purtroppo. Me ne sarei stata su fra i monti un altro po’, dove peraltro ho rivissuto i momenti in cui avevo tre prodottini in croce…e non ho avuto problemi comunque ;)

Prima di riprendere a regime normale (…no comment, vi prego) con le review e gli sproloqui vari ricomincio con un post poco impegnativo, giusto per riprendere il ritmo con calma.
Dato che la cara Misato-san mi ha appioppato questo tag (ma Mary, secondo te mi spiace? XD) preso da Beauty’s Bad Habit non posso che rispondere… Anche perché si parla di rossetti, argomento di cui non ho ancora parlato qui ma che prima o poi dovevo comunque toccare dato che dopo anni di contatti sporadici da due anni è iniziata una bella amicizia (amore no, sarebbe esagerato).

Mi atterrò anch’io come Mary alla versione del tag originale (qui) rivista da Beauty’s Bad Habit, dato che nemmeno io indosso marroni (anche se i rosa caldi sembrano quasi marroni su di me, ma è colpa delle mie labbra), né bronzi dato che 1)fanno a pugni col mio incarnato; 2)credo che alla pari degli arancioni facciano sembrare i miei denti più gialli, bleah. Ho aggiunto una domanda sui fucsia però dato che sono stati bellamente ignorati e NON VA BENE. In casa mia dominano i rossetti fucsia… Insomma, seguite la versione che più vi piace.

1.  Quanti rossetti hai?
13, escludendo quei due o tre di mia madre che ogni tanto le prendo in prestito.

2. Qual è il primo rossetto che tu abbia mai comprato?
Un rosa-viola chiaro di Art Deco che credo nemmeno facciano più. Non ricordo se lo acquistai quattro o tre anni fa, ma comunque avevo già cominciato l’università.

3. Qual è l’ultimo rossetto che hai acquistato?
MAC Red di MAC, preso lo scorso inverno. Devo meditare sempre gli acquisti rossettosi…

4. Qual è la tua marca preferita di rossetti?
Ne ho provate poche, va detto. Per ora MAC, è la marca che domina fra i miei rossetti. Fatico anche a prendere in considerazione altri dato che mi ci trovo davvero bene, sia per quanto riguarda la durata che la texture.

5. Rossetto rosa preferito?
Chatterbox di MAC, che su di me risulta più acceso che su chi ha delle labbra poco pigmentate (su mia madre per esempio è di un rosa bellissimo. Mannaggia).

6. Rossetto nude preferito?
Patisserie di MAC: essendo lustre è come se mettessi un lucido leggermente colorato sulle labbra. I nude classici non s’accordano con le mie labbra naturalmente rosate e/o fanno l’effetto cadavere (o meglio, accentuano il mio essere cadaverica).

7. Rossetto pesca/corallo preferito?
Gosh, non è che mi stiano d’incanto, mi piace moltissimo Vegas Volt di MAC (di mia madre) ma essendo molto aranciato il mio sorriso poi sembra quello di Austin Powers.

8. Rossetto rosso preferito?
MAC Red (di MAC, ma va?), ovvero l’unico rosso che abbia provato finora (e che resterà tale per eoni ed eoni) XD

9. Rossetto viola preferito?
Blooming Lovely di MAC. Che è lilla e non viola, ma suvvia…

10. Rossetto fucsia preferito?
Sono un po’ indecisa, dato il campionario che ho a casa (al 95% di mia madre), ma direi Gulabi di MAC che poi è similerrimo a Girl About Town e al Lip Tar Pageant di OCC. Quando non ho voglia/tempo di truccare gli occhi una bella botta di colore sulle labbra è la cosa migliore…

11. Colore inusuale preferito?
Snob di MAC, che è poi il mio colore preferiterrimo e che ho creduto aver perso lungo la strada (in discesa, wonderful!) sabato scorso, mentre invece s’era nascosto nel divano. Maledetto. Lo annovero come inusuale dato che un sacco di persone lo trovano importabile: io lo metto quando non so che colore mettere. Mi dura ore ed ore anche se ci sto bevendo/mangiando/fuman-d’oh! (baciando no, io non bacio mai nessuno). I love you Snob.

12. Colore scuro preferito?
Vorrei poter annoverare un rossetto nero, ma non ce l’ho e non ne ho mai portati. Non ci sto bene, si sappia. La tinta più scura che ho è un rossetto vecchissssssimo di Pupa di cui non si legge più il numero: avete presenti quelli che avevano due strisce più scure all’esterno e una più chiara all’interno (giusto per capire quanto Pupa avesse bisogno di svecchiarsi)? Ne ho uno color melanzana presomi da mia cugina. A lei stava da dio, essendo che è mora con la pelle un po’ più colorita della mia. A me sta da spavento.

13. Texture/finish preferito?
Vedendo i miei preferiti si capirà che tendo per i rossetti cremosi (dato che ho le labbra che tendono a seccarsi come noooon maaaaaaai) e coprenti, perché 1) ho le labbra abbastanza pigmentate e se il rossetto non copre tanto vale; 2) altrimenti che cacchio metto il rossetto a fare se non si vede il colore?

14. Altri preferiti?
N.11  di Kiko, Lip Tar di OCC nel colore Memento.

Taggo:
Make up compulsivo
Marguerite Noir
Des
Veronique
Le Esose
GoldenVi0let
Aru

Le pseudo FOTD di Lidal: End of the day

14 Jul

Non volevo farlo. Cioè, sì, ma anche no. Nel senso, mi piace truccarmi e penso spesso di creare dei look gradevoli, alle volte molto riusciti (o che quantomeno non passano inosservati), ma odio farmici le foto. A parte un’evidente problema di fotogenia, vale a dire che esistono cinque persone che mi hanno saputo o mi sanno fotografare e una di quelle cinque sono io (e nessuna è uno dei miei genitori, manco a dirlo), la questione maggiormente spinosa è che non ho una lente macro. Eh già, perché se si ha una fotocamera punta-e-scatta ci si mette un nanosecondo a fare una bella foto al proprio occhio. Con una reflex, no: lo so che nelle entry level (come la mia scaciona, ormai la chiamo proprio così, Scaciona) c’è la funzione macro, ma a meno di utilizzare l’oscenissimo plasticotto del kit, quello che fa foto decenti solo con il sole dell’una di pomeriggio di luglio, il famoso “fiorellino” non funge una ceppa. Soprattutto se poi si montano lenti con cui non funziona l’autofocus. La cara Christine la sa lunga, e infatti ha non una ben due lenti macro. Credo di essere l’unica che vorrebbe rubarle macchina fotografica e lenti anziché la collezione di trucchi.
Beh, io di macro non ho manco mezzo (però ho un divertentissimo 11-16 che fa le facce a banana). Quindi, non posso produrre foto altamente comprensibili. Tutto questo per dire che ci provo, ma non aspettatevi niente: se mi dite che è inutile perché
nse capisce, lascio perdere…

Ordunque. La mia farloccaggine si spinge oltre ogni limite dato che questa non è la FacciaDelGiorno ma la FacciaDelGiornoPrecedente, è che ieri non ho poi avuto tempo di editare le foto. Peraltro, così come oggi ieri le condizioni atmosferiche sono state decisamente fra ‘l gnacc e ‘l petacc*, quindi naturalmente quando ho deciso di far qualche foto s’era annuvolato di nuovo. Diciamo però che il look non è che fosse molto discorde dall’atmosfera e non a caso ho scelto di chiamarlo come una canzone allegrissima dall’altrettanto allegrissimo album Sea Change di Beck (Hansen).

Ok, se vi chiedessi di indovinare quale fosse (nel senso: sulla scala cromatica, non il nome) il colore principale mi mandereste tutte a quel paese vero?
Avreste ragione. La cosa è che ieri volevo finalmente provare qualcuno dei viola minerali e vegani di Aleguaras di cui sono appena entrata in possesso, presi anche per sopperire all’impossibilità di usare quelli che ho per via dell’insorta intolleranza al carminio (sì, dovrò rifare da capo la Colour story). Metti di partire da Hypnotic Plum, uno strano mix fra viola, grigio e bronzo e voler scurire leggermente con un po’ di Plum Grey, cioè un viola-grigio (ma va?); a quel punto vien da sé aggiungere un grigio-lilla shimmeroso come Moonlight Shadow, che ultimamente sto usando un po’ come il cacio sui maccheroni, e il grigio-violaceo di Inglot che, diciamolo, ci stava bene. In una parola, viva l’allegria.
La matita verde scura aggiunta nella rima interna inferiore vorrebbe vivacizzare un po’ il tutto e in effetti un po’ ci riesce. Forse ci voleva un verde più brillante, lo so, ma questo passa il convento al momento.

(qui si notano inequivocabilmente i risultati dell’esposizione al sole: le lentiggini alla conquista del mondo)

INGREDIENTI:

OCCHI
- Eye Makeup Base di Inglot
- Ombretti minerali di Aleguaras: Hypnotic Plum applicato su tutta la palpebra mobile con un pennello da sfumatura, Plum Grey nella parte esterna della piega e a salire e nella V esterna (sfumato con uno shader morbido, utilizzando pochissima polvere), Moonlight Shadow nella parte interna della piega e a salire, anche qui prelevando poca polvere e sfumandola con un pennello da sfumatura più morbido
- Ombretto 339M di Inglot nella parte più interna della piega
- Ombretto Brule di MAC (quel poco che resta della prima cialda, travasato in una jar) sotto la non-arcata sopraccigliare
- Eyeliner liquido Precision Ink Eyeliner, nel colore Abyss, di Illamasqua
- Matita Aqua Liner, nel colore 20L di MUFE, nella rima interna
- Mascara Smoky Lash di MUFE (come noterete, non sulle ciglia inferiori…)

VISO
- Correttore Full Cover (colore 3) di MUFE nella zona delle occhiaie
- Fondotinta minerale Light Neutral di Aleguaras
- Cipria HD di MUFE sopra il correttore
- Fard Pretty di Aleguaras

LABBRA (quel poco che si vede)
- Rossetto Milan Mode di MAC

Alla prossima!

* Per i non milanesi: incerte. Lo so, in originale rende meglio.

Review: Pennelli Real Techniques – parte seconda

8 Jul

Eccoci alla seconda parte della recensione dei pennelli Real Techniques: dopo la prima dedicata ai pennelli singoli, mi occuperò qui del set viso, la Core Collection.
Il set è costituito da quattro pennelli contenuti in un astuccio nero piuttosto pratico per i viaggi. A mio avviso sono pennelli poco adatti a chi ha appena cominciato a truccarsi, perché hanno delle forme (e delle ideali funzioni) piuttosto particolari e specifiche, come vedrete fra poco.
Per il resto, valgono le stesse cose dette per gli altri pennelli e non starò a ripetermi: manico solido ma non lungo, impugnatura salda, setole in taklon morbide ma resistenti assieme. Tutti e quattro i pennelli rispondono bene al test di Rae Morris (vedi sempre il post introduttivo).
Ecco tutti i pennelli, uno per uno. Essendo parte di un set, ho cambiato leggermente la scheda. A “perché l’ho acquistato” ho sostituito “utilizzi che gli ho trovato”, ed a “Lo consiglio?” ho preferito un “giudizio complessivo”.
Prima che mi dimentichi. Il prezzo del set (che vale per tutti i set Real Techniques) è di £ 18,99, ovvero poco più di € 21.

BUFFING BRUSH
Ecco, per questo pennello si pone un problema: non ho niente con cui paragonarlo, il che dimostra ulteriormente che ho un numero limitato di pennelli (mamma, so che non lo leggerai mai, ma se per caso capiti qui, sappilo: HO POCHI PENNELLI). L’unico confronto possibile coi pennelli che posseggo potrebbe essere col mini-kabuki di Sigma, ma sono due tipologie di pennello molto diverse, sia per la forma sia per le possibili funzioni, quindi ho lasciato perdere.
Il diretto rivale è l’F82 di Sigma (che, da quanto mi sembra dalle foto in giro, ha le setole un pochino più corte), ma potrebbe esser loro accostato il Glossy Amplify di Neve il quale,  da che ho visto in rete, ha le setole un po’ più lunghe. In generale, il concetto è quello di un kabuki a manico lungo e le setole più densamente unite.
Si potrebbe anche azzardare un confronto col 109 di MAC, non tanto per la forma (il MAC, setole naturali a parte, ha la testa piatta ed è anche meno denso) quanto per i possibili usi e relativi risultati. Non posseggo nemmeno questo, manco a dirlo.
Insomma, spero che le foto vi bastino a inquadrare questo pennello.
Utilizzi che gli ho trovato: inizialmente ho destinato il buffing brush a sfumare fard* e la polvere da sculpting (ma sì, il fard apposta per scolpire il viso, è che fa figo dire “polvere da sculpting”) dato che mi sembrava che col contour brush restassero troppo netti.
Poi, dopo anni di tentennamenti, ho finalmente deciso di provare un fondotinta minerale, ed ecco che il Buffing brush è diventato Indispensabile! Imprescindibile! Formidabile! Lavora bene il prodotto e, essendo abbastanza stretto, riesce a raggiungere anche i punti più piccoli dove c’è bisogno di maggior precisione. Avendo il naso piccolo (no, non dite “invidia”. Non sto a spiegare, ma vi dico solo che le mie foto di profilo sono VERBOTEN), patisco sempre il fatto che pennelli con una testa troppo larga non mi consentano di stendervi bene il fondo, ed è per questo che per il liquido ho sempre preferito la spugnetta**. È anche per questo che mi son trovata bene con lo stippling di RT di cui vi ho parlato nel post prima.
Giudizio complessivo: è veramente un ottimo pennello, senza dubbio uno dei motivi principali che potrebbe spingere ad acquistare il set. Mi dicono nei commenti al post precedente che si comporta in maniera eccellente anche col fondo liquido: se si è attirati anche dagli altri pennelli del set probabilmente si potrebbe far a meno dello stippling. Forse è il pennello di questo set che può risultare meno intimidante e più utilizzabile per chi è alle prime armi proprio perché può assolvere alla funzione (abbastanza basilare) di stendere il fondotinta, minerale incluso.

CONTOUR BRUSH

Lo so che è evidente la differenza: il MAC ha setole più lunghe e una forma più stretta e marcatamente a goccia. Se si possiede pennelli di questa forma e si è maniache come me, si farà di tutto per far sì che resti perfettamente a punta. Sul MAC 165 tengo sempre su un brush guard. Il Real Techniques mi consente di evitarmelo dato che bastano le dita e le setole si rimettono a posto. C’è da dire però che, appunto, quest’ultimo è decisamente più tondeggiante.È inutile dire che il Real Techniques, oltre al prezzo (il MAC costa 35 euro. Sì. 35. Il mio pensiero quando ho visto il RT è stato “fosse uscito quest’inverno mi sarei risparmiata 35 euro”), differisce dal 165 MAC in quanto utilizzabile anche con prodotti in crema. Cioè, anche il MAC in teoria, ma ha setole così morbide e delicate che farlo sarebbe usargli violenza.
Sono ambedue pennelli che garantiscono un’applicazione precisa ma leggera al tempo stesso, il che è l’ideale soprattutto se si ha una pelle chiara come la mia e scolpire il viso non deve equivalere a trasformarsi in un Cherokee, ma anche per mettere l’illuminante senza diventare un faro nella notte (o una palla da discoteca, a seconda, io preferisco il primo, è più bella come immagine). Il RT essendo leggermente più arrotondato e più corto sfuma di più e più facilmente.
Utilizzi che gli ho trovato: scolpire il viso e illuminante, ma non solo. Lo sto usando quotidianamente per il fard, dato che, non avendo io la minima distinzione fra gote e resto della guancia (non mi sono capitati solo i geni buoni della famiglia, purtroppo), necessito di un’applicazione precisa quasi al millimetro, cosicché oltre a mettere un po’ di colore io riesca a costruire anche (una parvenza di) gote.
È un uso strettamente legato alle mie esigenze personali, in quanto una persona dotata di zigomi e con delle guance più normali lo troverà sicuramente troppo piccolo per mettere il fard, e anzi potrebbe trovarlo troppo piccolo anche per scolpire il viso e ritenere più indicati pennelli tipo quello angolato, per esempio.
Giudizio complessivo: questo è l’esempio di pennello senza il quale una persona che si trucca da poco o che semplicemente si trucca poco limitandosi a poche cose base può tranquillamente fare senza. Per quel che mi riguarda, mi ha risolto un’infinità di problemi, quindi lodi lodi lodi. No, non è un messaggio subliminale ma non troppo e non ricevo compensi o sono in alcun modo affiliata al comune di Lodi (e soprattutto all’Ospedale Maggiore, Maggiore Ospedale).

POINTED FOUNDATION BRUSHSì, la vostra reazione è la reazione di chiunque: come accipigna faccio a stendere il fondotinta con un pennello così minuscolo? Ok che per fare un lavoro fatto bene non serve un pennello grande ma un grande pennello, ma non esageriamo: con questo cosino qua ora che finisco tutta la faccia s’è fatta notte.
Penso che nessuna abbia seriamente deciso di usarlo per lo scopo che recita impresso sul manico, dopo averlo provato una volta. Ho letto e visto video in cui alcuni dicono di usarlo per mettere il fondotinta nei punti più piccoli, come contorno del naso e contorno occhi. SRSLY? Voi usereste (e sporchereste) un pennello solo per fare dei ritocchini?
È il motivo per cui vi cambio pietra di paragone e sostituisco il (valido) pennello SS190, ora F60, di Sigma con l’SS194 (attuale F70), anche se l’ideale sarebbe avere l’F65. Ci siete arrivate da sole credo: il Puntuto da Fondotinta Pennello (posso abbreviare in PFB? Sì, ho deciso che posso) come pennello da fondotinta è un po’ una sòla (scusa Sam), mentre è valido, validissimo come pennello da correttore. Oltre alla dimensione, a renderlo particolarmente adatto allo scopo ha infatti il fatto di essere molto piatto e consente quindi di stendere una quantità sufficiente, ma non esagerata, di prodotto. La lunghezza e la larghezza lo rendono però più adatto ad applicare il correttore non tanto in punti precisi quanto su aree abbastanza estese come quella del contorno occhi, senza concentrare il prodotto in un punto ma stendendolo uniformemente.

Vien da sé che gli
Utilizzi che gli ho trovato: sono in realtà un utilizzo unico e solo e cioè stendere il correttore nella zona contorno occhi. So che molte usano le dita e anch’io l’ho sempre preferito, ma il mio correttore (Full Cover di MUFE, prima o poi ne parlerò) è troppo denso e chiede d’esser lavorato velocemente prima che si asciughi. Col pennello mi si creano molte meno pieghette, anche. Insomma costituiscono una coppia perfetta!
Giudizio complessivo: altro caso di pennello che, se non si hanno particolari esigenze o se non si ha un viso minuto, può risultare superfluo e poco utilizzabile. Lo vedo bene nel kit di un professionista, meno in quello della persona comune che sta iniziando a truccarsi o che è soddisfatta della sua routine e dei pennelli che possiede già, dato che dubito potrebbe trovare un utilizzo per esso (poi magari mi sbaglio eh!).

DETAILER BRUSHIl confronto è chiaramente obbligato: si tratta di un pennello da correttore di precisione, per dettagli minimi. È la metà sia in lunghezza che in spessore del Sigma e quindi trattiene meno colore, garantendo un’applicazione più leggera e naturale, oltre che appunto più precisa. Può essere utilizzato anche come pennello per le labbra.Veniamo alle dolenti note. Oddio, non così dolenti, nel senso che questo povero pennello non ha dimostrato nessun difetto. Il punto è che, non avendo io che occasionali brufoletti che durano una giornata e poi spariscono, non ho particolari motivazioni che mi portino a volerlo utilizzare per il suo scopo originario.
Non sto dicendo che non sia un pennello valido, sicuramente lo è, perché la forma e la sezione sottile sono ottimali allo scopo di effettuare correzioni in aree piccole o molto circoscritte o, ad esempio, a riempire le labbra senza uscire dal contorno.Utilizzi che gli ho trovato: ho fatto una prova con un Lip Tar di OCC. Nessun problema con la stesura, che risulta agevole, ma ho dovuto lavarlo due volte prima di eliminare traccia del Lip Tar; va bene che i Lip Tar macchiano tantissimo, ma per evitare di rovinare e tingerlo permanentemente preferisco lasciar perdere. Dovrei provare con i rossetti normali, questo sì.
Al momento è assieme ai pennelli occhi. Spero di trovargli un possibile uso in quest’area, ma ancora non sono pervenuta a grandi conclusioni.
Giudizio complessivo: rimandato a settembre (o ottobre, novembre, insomma a quando ci saremo capiti).

* vedi post introduttivo

**e ai colori pastello ho sempre preferito il nero, ma quella è un’altra storia.

Vi ringrazio per l’attenzione e la pazienza e spero di esservi stata utile. Ringrazio anche mia sorella per avermi dato una mano con le foto nel post precedente (le unghie azzurre sono le sue, le mie non potrebbero mai essere così lunghe).
Se avete ulteriori dubbi e domande non esitate a scriverle nei commenti!

Alla prossima.

PS. Se nessuna ha niente da obiettare continuerò ad infilare citazionismo musicale da tre soldi all’interno dei post. So che tre quarti della roba sarà sconosciuta ai più e creerà ulteriori dubbi sulla di me persona, ma fa nulla. In caso qualcosa dovesse piacevolmente colpirvi fatemi sapere.

Review: Pennelli Real Techniques – parte prima

6 Jul

Bene, ci siamo. Dopo avervi detto in generale notiziole più o meno utili sui pennelli Real Techniques, possiamo tuffarci fra i pennelli. Comincerò coi pennelli singoli e dedicherò poi il post successivo alla Core Collection (il set viso). Preparate il pop-corn!

SHADING BRUSH
Classico pennello con la punta arrotondata per l’applicazione dell’ombretto. Rispetto al 239 di MAC (sopra, nella foto) risulta più piccolo ma anche più cicciotto, come si vede dal foto-confronto.

Tuttavia, questo spessore non lo rende meno preciso del blasonato rivale e non causa la dispersione del colore nelle setole come avviene in pennelli da ombretto ugualmente fluffy, neppure nel caso di ombretti in polvere libera o minerali. Lo rende invece utilizzabile anche per sfumare il colore in maniera abbastanza precisa, facendo molta meno fatica di quanta la si farebbe utilizzando il 239 per lo stesso scopo.
Perché l’ho acquistato: uso tantissimo il 239. Per evitare di lavarlo ogni due-tre giorni (e quindi usurarlo troppo) mi sono sempre rivolta al metodo strofina-e-strofina sul dorso della mano, ma nel caso di colori molto intensi o diversi fra loro, purtroppo non è sufficiente. Almeno uno shading in più mi serviva, quanto meno così uno lo sporco con una certa gamma di colori e l’altro con un altra e non faccio danni.
Non l’ho ancora provato con gli ombretti in crema, sia perché ne ho uno (un Creaseless di Benefit che probabilmente è pure scaduto) sia perché sono sempre della scuola ditino e passa la paura.
Prezzo: £ 6,99 su love-makeup.co.uk (poco meno di € 8)
Lo consiglio? Se vi serve un pennello (o uno in più) di questo tipo e state già ordinando qualcosa dal sito, sì. Nel senso, a me piace molto e lo ricomprerei, ma ordinare solo questo magari no.

STIPPLING BRUSH
Qui lo vedete raffrontato a due duo-fibre classici ma con forma differente (quello di Sigma è quello più comunemente usato per il fondo e quello di Sephora per il fard*). So che per rendere il confronto più utile dovrei includere anche il 130 di MAC (e fac-simili) e il flat-top di Sigma (F80), ma come ho già detto, ho un numero contenuto di pennelli, e ovviamente non posseggo né l’uno né l’altro.
Ora, a parte la palese differenza nella lunghezza delle setole, e a parte la composizione delle stesse, ovvero totalmente sintetiche nel caso di RT e mix di naturali (nere) e sintetiche (bianche, specifico per quei pochi che non lo sapessero) per gli altri due, credo si possa vedere con questo raffronto quella che a me sembra la differenza sostanziale: la densità.
(L’ordine da sx è sempre: Sephora, Real Techniques, Sigma)
Altra cosa che mi preme portare alla vostra attenzione, la diversa flessibilità delle setole. Farò una dimostrazione pratica utilizzando l’utilissimo test di Rae Morris di cui nel post introduttivo.
(L’ordine da sx è sempre: Sephora, Real Techniques, Sigma)
Sostanzialmente: lo stippling RT, pur essendo più denso e morbido, è però più rigido. Cosa significa? Due cose: quando si stende il fondo, sia che usiate la tecnica più propriamente dello stippling (quindi picchiettando), sia che vi troviate meglio con piccoli movimenti circolari o a distribuirlo con una mano più energica (tipo fondo minerale, per intenderci), il fatto che le setole si pieghino limitatamente fa sì che si sporchi davvero solo la capoccia o comunque il fondo non coli oltre il primo terzo delle setole. Inoltre, l’effetto finale sarà sempre e comunque quel simil-airbrushed, realmente naturale che avreste sempre voluto ottenere con gli altri duo-fibre ma che nei fatti non si verificava.
Perché l’ho acquistato (e considerazioni varie): per il motivo di cui sopra. Poi magari sono io che non so usare i duo-fibre, ma allora perché con questo riesco a stendere il fondo effettivamente come se usassi l’aerografo?
Altra cosa fichissima per le pigre come me. Ho detto che le setole sintetiche sono una pezza clamorosa per il lavaggio perché perfino nella succursale del deserto del Sahara che è casa mia i pennelli ci mettono come minimo 10 ore ad asciugarsi. Lo stippling, chiaramente, ci mette mezza giornata abbondante. Però: come ho già detto, essendo il taklon una fibra sintetica stupenda (ecco scienziati, piuttosto che vivisezionare animali e pensare a dove piazzare centrali nucleari, create soluzioni per una vita  cruelty free), una volta finito di utilizzare il pennello le setole non si separano e non si seccano come avviene con gli altri stippling, ma restano dense come in origine. Il che significa che il pennello può essere utilizzato una seconda volta prima di lavarlo.
Io l’ho usato anche per il primer HD di MUFE. Stende bene anche quello. Potrei provare col fard* in crema, ma temo sempre i pennelli troppo rotondi sulle mie guance che necessitano di venir create dal nulla.
Prezzo: £ 10,99 su love-makeup.co.uk (circa € 12,10)
Lo consiglio? Secondo voi posso sconsigliarvelo, dopo questa spatafiata?

POWDER BRUSH
È grosso. Con grosso non intendo che ha un manico ed una base larga che rende difficoltoso metterlo nel mio porta pennelli e che, ho fatto le prove in vista della prossima partenza, mi costringe a metterlo nella tasca just-in-case del mio brush roll (per chi non sapesse com’è fatto il mio brush-roll). È grosso perché ha una testa ENORME. Potete vederlo anche voi.
Ora, il Sigma con cui l’ho messo a confronto ha perso un’infinità di peli nel giro di un anno e mezzo, quindi probabilmente è un po’ come paragonare la chioma di un bambino a quella di suo nonno (sempre che suo nonno non ricorra a ridicoli trapianti come certi Nani che tutti conosciamo, beninteso), ma comunque anche nei suoi giorni migliori non era così pieno.
Questione cento (e passa) setole di morbidezza: è soffice come e quanto il Sigma, senza però lasciare una cascata di peli al suo passaggio.
Ultima cosa, come anche gli altri pennelli non s’impregna di prodotto. Il che significa che incipriarvi non equivarrà ad infarinarvi e rendervi pronte per la frittura.
Perché l’ho acquistato: in realtà non ne ho acquistato uno solo, ma due. Quello che vedete in foto è il mio, ce n’è un altro che è di mia sorella ed è decisamente più sporco. Nei mesi precedenti avevo ceduto a lei il Sigma per utilizzare il kabukino sempre di Sigma, con cui mi trovavo meglio per mettere la cipria HD. Anche lui è altrettanto affetto da calvizie, però, quindi s’era reso necessario per ambedue un pennello da cipria serio.
Ah, ho piacevolmente scoperto che si comporta benissimo anche con la cipria minerale.
Prezzo: £ 10,99 su love-makeup (circa € 12,10)
Lo consiglio? Assolutamente sì. Anche mia sorella ve lo consiglia.

Stay tuned per la seconda puntata!

*vedi sempre il post introduttivo

My 2010 Top Ten

30 Dec

Hi there!

I saw this kind of tag-post in many beauty blogs, as in Simona’s one, and I decided to do it. I think you may find interesting to know which are the best Ten beauty products of this 2010. It’s not easy to pick only ten, because I had the luck to try many good products…but here’s the list!

1) Herborist Hydrating and Moisturizing Eye Gel

(image from http://www.herborist.com)

Amazing product. I have very dry lids and deep dark circles, so i need a good eye cream. This is amazing: I like the fact it’s a gel and not a cream, so it hydrates without being oily. It reduce sensitively the puffiness, too.

2) Make Up For Ever HD Powder

Do I have to say anything? I freakin’ LOVE it.

3) Sugarpill Pressed Eyeshadows

You know my feelings about them from my review: highly pigmented, easy to blend, they’re probably the best bright coloured eyeshadow I ever tried. And yes, they’ve got a lovely packaging, and they are cruelty free, which makes them much cooler!

4) Urban Decay Primer Potion Original

I know, nothing new, but its effectiveness never cease to surprise me. Great in summer, but also all the times I had to go to concerts and I want that everything stays in place. Essential in my kit!

5) Helan ApeLab/L’Erbolario Nutrilabbra ai 4 burri

My constantly dry lips say hurrah to these lip balms, and also animals. Cruelty-free and, this applies to the Helan one, made by organic ingredients. And they do properly their job, no cheat! I like both, but the Helan one has an awesome smell of honey which drives me crazy!

6) MAC Brulé and Mystery Eyeshadows

This was my perfect duo for a quick and easy everyday make-up. Brule all over the lid, Mystery in the crease and in the outer V, and it’s done. In add to this, I use Brule as a highlighter when I do strong or complex make-up, and Mystery for many smokey eyes. When I stay out for a night or more, I take these with me, because of their versatility.

7) MUFE Smoky Lash Mascara

This is a mascara which you love or which you hate. Personally, I love it, and I’m at the second tube right now! It doesn’t provoke me allergy, as many cheaper or even more acclaimed mascaras do. I found the way of obtaining the perfect lenghtening, volume and curvation without glueing lashes together, and even if my lashes are quite thin, I feel the need of putting fake lashes only when I do super-dramatic looks.

8 ) MAC Blooming Lovely Lipstick

(photo from Accidental Beauty.com)

I wasn’t particularly fond of Give Me The Liberty Of London Collection until I had a free makeover and I fall in love with this lipstick. Unluckily, it was sold out! I did a desperate chase to find it, but I made it, in the end. I love pair it with black smokey eyes or with heavy, dark eyes in general. It matches perfectly with my odd colours and my fair skin. The only fault? It was a Limited Edition, and for what I see there are no clue of a repromotion in future collections.

9) MAC 217 Brush


I admit: I literally snob it for months and months, convincing myself it was not so fundamental to obtain good blending. Well, since I bought it (or better, since a friend of my mom bought it for me in London) I’ve used this brush every freakin’ single day. I can’t imagine blending/living without!

10) Sleek Palettes


Among their many pros, what i mostly appreciated it’s they are small sized, which means they are perfect to carry on travel without renouncing at having a wide range of colours. And for this little money!

That’s all! What are your favourite products of 2010?
All my best wishes of a great 2011!
xoxo

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 44 other followers