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Review and Shopping Guide: MAC Pigments

21 Apr

Ciao!
Proseguo con la carrellata attraverso il mondo MAC parlandovi di quelli che sono uno dei prodotti più famosi quanto, secondo me, non pienamente compresi: i pigmenti. Prima di mostrarvi i colori che possiedo e blaterare al riguardo, qualche dritta e informazione su di essi, perché penso ci siano diversi aspetti che vengano sottovalutati o non considerati quando si guarda ad essi.

Chi cosa quando dove e perché (e come)
Tanto per cominciare: quelli che MAC chiama pigmenti sono più propriamente pigmenti in polvere libera, a differenza di quelli in polvere pressata che non sono altro che i classicissimi ombretti.
I pigmenti in polvere libera non sono però solo ombretti ma sono considerati e pensati come prodotti multiuso: molti di essi sono infatti sconsigliati per l’applicazione sugli occhi (sebbene si tratti più che altro di una rispondenza alla normativa statunitense della FDA, che è contraria all’uso di alcuni coloranti, considerati nocivi -è lo stesso motivo, per esempio, per cui sul sito di Illamasqua  trovate la dicitura “EU only”-) e alcuni sia per gli occhi che per le labbra. Trovate le informazioni relative sul foglietto dentro alla scatolina: ribadisco che si tratta di istruzioni indicative e che anche gli stessi truccatori MAC non le seguono. Il discorso, comunque, è che i pigmenti non sono solo ombretti e non vanno visti solo in quest’ottica: ritenere quindi un fucsia o un corallo neon come poco portabile perché, obiettivamente, siamo in poche ad andare in giro senza problemi con colori del genere sugli occhi, vuol dire non aver capito il senso di un prodotto del genere, oltre al dimenticarsi del fondamentale fatto che MAC nasce come linea di trucco pensata per un uso professionale ed in generale artistico-creativo.
Per scoprire in quanti modi si possono utilizzare i pigmenti MAC, consiglio questa serie di video del sempre meraviglioso Dustin Hunter (perché non c’è lui al quinto piano al posto del vecchio viscidone? Perché?).
Nota a margine: ci sono altri prodotti assimilabili ai pigmenti che però sono diversi da essi, ovvero i Reflects ed i Glitter. Non ne parlerò qui sia perché non ne possiedo, sia perché è un discorso a parte a mio avviso.
Colori e finish:  non ho mai contato i pigmenti MAC, ma a occhio mi sembrano nell’ordine della cinquantina-sessantina: si parte dal bianco puro e si arriva al nero profondo, passando fra toni, gradazioni di tono, finiture, eccetera. Purtroppo per l’acquirente medio, solo una limitata selezione di questi colori è disponibile nei counter e (errata corrige: in Italia i counter non tengono i pigmenti. Grazie Comare.) nei negozi e l’intera gamma è disponibile solo nei negozi Pro. È anche vero che la persona comune difficilmente acquisterà pigmenti dai colori neon, o che abbia bisogno di otto variazioni diverse di oro (non ricordo il numero esatto dei -Gold di MAC), anche se da quando un anno fa hanno leggermente allargato il range di pigmenti disponibili nei punti vendita non Pro hanno incluso anche Neon Orange e Magenta Madness, che sono flash visivi :D
Spesso con le collezioni limitate MAC propone colori Pro oppure colori nuovi. Quando si tratta di colori particolari o di cui sembrano esistere dupes, questi non vengono razziati. In particolare nei negozi Pro capita di vedere pigmenti usciti parecchi mesi prima (quando non un anno), quindi, se telefonate per un ordine, chiedete sempre. ;)
Parlando di finiture, sono meno rispetto agli ombretti pressati e dai nomi si capisce -quasi- tutto: in ordine di brillantezza abbiamo Matte, Pearl, Frost, Metal.
Questione formato, prezzo e consigli pratici: fino al 2010 i pigmenti MAC erano venduti in jar da 7,5 g. Enormi e infinite, a meno di non utilizzarne chilate. Da gennaio 2010, MAC ha modificato il formato delle jar, che sono diventate più lunghe e strette e che ovviamente contengono meno prodotto, ovvero 4,5 g. Che è comunque parecchio, credetemi. Due sono le cose che poco hanno convinto chi aveva avuto modo di provare il vecchio formato: il tappo, che è sì più alto ma più stretto, e rende scomodo lavorare il prodotto (oltre che impedire di tener capovolte le jar per vedere subito l’etichetta col nome del colore, essendo bombato), ma soprattutto il prezzo, che è rimasto invariato e che è di €22,50. Anzi, fino a un anno fa, era di €22.
Mio consiglio spassionato è quello di trovare almeno un’altra persona e dividersi acquisto e polvere. Sia perché, come dicevo, 4,5g di pigmento sono tanterrimi, sia perché così andate a spendere meno.
Ci sono siti che vendono samples: attenzione. Se è possibile verificare la possibilità di falsi acquistando jar intere, coi campioncini è molto più difficile, specie se la polvere è creata in modo da imitare alla perfezione l’originale. Meglio rivolgersi a persone che vendono samples dalle loro full size.

Ok, terminata questa lunga spiegazione, passo a presentarvi i pigmenti che ho sia in full size che in formato sample. Buon divertimento!

In questo primo batch sono presenti due ombretti pressati appartenti a due collezioni limitate: il primo è Birds and Berries, un teal scuro perlato, uscito con la collezione Give me the Liberty of London; un buon dupe, leggermente più blu, è Cop a Teal di Too Faced. Il secondo è uno degli ombretti più belli che MAC abbia mai fatto ed è Unflappable, taupe scurissimo con riflessi violacei. Due parole velocissime su di esso: faceva parte dei Mega Metal eyeshadows usciti con la Peacocky collection e che spero prima o poi verranno riproposti in quanto pigmentazione e texture sono favolosi. Lo swatch che vedete è stato fatto solo con una ditata di colore.
Seguono poi i pigmenti, tutti disponibili in qualsiasi punto vendita MAC.
Cornflower: azzurro indaco chiaro, con forti perlescenze lilla e rosa. L’ho ricevuto come omaggio dopo un acquisto in negozio, la mua (Valentina, se per caso capiti qui ti mando un bacio!) mi aveva riempito la jar e il risultato è che ne ho ancora un bel po’ pur avendolo usato diverse volte. Bello anche se non è uno di quelli che comprerei in full size.
Kitschmas: rosa pallido, con glitter argentati e azzurri. Bagnato col Mixing Medium diventa lucido e di impatto. Anche questo è un sample, acquistato sul forum di Clio.
Teal: negli swatches è venuto fuori verde, la luce era atroce. Contiene ovviamente anche una percentuale di azzurro, anche se non così alta. È uno dei pigmenti più famosi e amati di MAC ma a mio avviso non è così particolare. Ho un quasi dupe di Sleek (l’Eye Dust Jet Set) e assicuro che la differenza è praticamente impercettibile. Anche questo è un sample (ricevuto da Ornella).
Melon: oro-arancio chiaro, con perlescenze rosa. Il colore di per sé carino ma la texture non è eccezionale, risulta un po’ ruvida e chunky, il che lo rende un po’ difficile da lavorare. Sample pure lui, ricevuto in omaggio con un acquisto da una forummina (sempre sul forum di Clio).
Tan: rame chiaro e meno aranciato di come sembrerebbe dalla jar (e dal sito di MAC), setoso e bellissimo sugli occhi azzurri. Questo ce l’ho in full size ed è uno dei colori che uso più facilmente anche quando trucco sorella e conoscenti. Su carnagioni medie e scure risulta un colore naturale e che enfatizza l’abbronzatura (mi baso sulle immagini online!).

Questi sono invece tutti o Pro o edizioni limitate, tranne un paio (poi spiegherò perché li ho inclusi qui).
Old Gold: è uno splendido oro “invecchiato”, con forti riflessi verdi. Quello che vedete nello swatch è la versione prima che, col passaggio al nuovo formato, venisse riformulato: questo il motivo della sua presenza in questo batch, anche se è uno di quei pigmenti venduto in tutti punti vendita MAC. L’Old Gold attuale ha i riflessi verdi molto meno evidenti e secondo me è meno bello.
Blonde’s gold: oro freddo, lievemente rosato. Prodotto Pro. Nomen omen, molto bello sulle bionde, cui spesso gli oro troppo gialli fanno a pugni coi capelli, e sulle carnagioni chiare e medie. Consigliato a chi cerca oro “depotenziati”. Piace moltissimo a mia madre. :D Ho il full size, manco a dirlo.
Heritage Rouge: borgogna molto shimmer, sfumato rivela una base tendente al marrone (non quanto Sketch, per chi abbia presente quest’ombretto). È un colore davvero bello e piuttosto popolare seppure sia Pro. Ho il full size anche di questo ma mi causa allergia, purtroppo.
New Fixation: teoricamente dovrebbe essere un Pearl…è in realtà un rosso fragola opaco, con una cascata di glitter oro e rossi che però sono evidenti solo sotto la giusta luce. Bello abbinato ai borgogna, ai prugna e, da solo, sulle labbra (considerando che sempre a causa allergia non posso usarlo sugli occhi, cerco di sfruttarne la versatilità). Uscito con una delle collezioni a mio avviso più belle di MAC, ovvero la Stylishly Yours (inverno 2010), lo possiedo ovviamente in full size.
Magenta Madness: fucsia neon opaco, è venduto in qualsiasi punto vendita ma che fino a un anno fa era Pro e per me resta sempre tale. :D È stato il primo pigmento MAC che ho acquistato in assoluto e devo tutto ciò ad una persona. Ora vi dirò chi e riderete tutti quanti, lo so: Andrea “Cadio”, il tastierista dei Dari. Non sto a raccontarvi tutta la storia (chiedetemela sotto se siete curiose), ma fatto sta che quando gliel’ho visto indosso ho dovuto sapere dove l’avesse pescato e lui fu gentilissimo, non solo mi diede il nome del pigmento ma mi mostrò il boccetto. Ed eccomi qui con l’unica jar da 7,5 g che ho. Mischiato a New Fixation sulle labbra esce un colore molto figo.
Grape: viola scuro, freddo, con base e perlescenze rosate, credo sia diventato anch’esso disponibile anche al di fuori dei negozi Pro. Alcuni lo trovano difficile da sfumare perché ha una texture strana, la polvere è meno fine e in un certo senso quasi pastosa: a me però non ha mai dato problemi da questo punto di vista. La questione è che, manco a dirlo, mi fa allergia e ovviamente l’ho scoperto un mese dopo aver preso il full size. Ne stanno beneficiando diverse persone che hanno scambiato o acquisito samples da me, però :D
Deep Blue Green: teal scurissimo, a base blu scura, quasi grigia-nera, particolarmente evidente quando lo si usa nelle sfumature. È un colore Pro ma è uscito spesso con alcune collezioni, fra cui quella famosissima di Hello Kitty. Ne ho un sample, acquistato da una ragazza del forum di Clio.

Stavo già scrivendo il post quando mi sono accorta che mancavano due colori. Questi sono un graditissimo quanto gentilissimo omaggio di Ilaria, che ringrazio.
Lithe: un beige pescato, simile al famosissimo Naked, ma con una leggera perlescenza che gli dona una luminosità incredibile. Era un’edizione limitata, uscito con la collezione Fabulous Felines (autunno 2010), ma stranamente non era stato così gettonato.
Your Ladyship: rosa che, oltre ad essere perlato, è, come vedete dal fatto che quasi scompare sulla mia mano (che vi ricordo essere un N10, più o meno), molto molto chiaro. Era parte della collezione Antiquitease, uscita nell’ormai lontano 2007.
Spero d’esservi stata utile anche stavolta. Se avete domande, dubbi, osservazioni sapete dove scrivere :)
A presto! x

Review/ Liz Earle Skincare Essentials, part One

17 Apr

Ciao! // Hiya!
Torno a parlarvi di Liz Earle recensendovi i prodotti che costituiscono le tre fasi definite dal marchio inglese come “Daily essentials”, ovvero pulizia, tonificazione e idratazione: Cleanse & Polish, Instant Boost Tonic e Skin Repair Moisturiser (di cui esistono tre varianti, a seconda del tipo di pelle).
Ho provato tutti e tre nella taglia ridotta da prova/viaggio: il primo era incluso nell’ Eye Try-Me Kit (vi rimando al post relativo), mentre gli altri due mi sono arrivati in omaggio rispettivamente col primo e il secondo ordine. Liz Earle manda sempre omaggi in travel size, da che ho intuito, e tiene evidentemente traccia di acquisti e omaggi precedenti -ma chiunque abbia avuto esperienze diverse al riguardo mi faccia sapere-. Cosa, a mio avviso, apprezzabile.
Siccome come al solito non sono capace di fare recensioni sintetiche, ho pensato di dividere il post in due. Questa prima parte sarà dedicata a Cleanse and Polish e Instant Boost Tonic, mentre il prossimo conterrà la recensione della Skin Repair Moisturiser e le mie conclusioni finali. Spero di non tediarvi troppo.

This is another post, after a while, about Liz Earle products. Today I’m gonna review for you Liz Earle’s three-step Skincare Essentials, which is made up by the uberfamous Cleanse and Polish, a cleansing product, Instant Boost Tonic (obviously a tonic!) and Skin Repair Moisturiser (available in three different formulations, according to skin types).
I tried all the three product in travel/try me sizes. The Cleanse and Polish was included in the Eye Try-Me Kit (reviewed here), while the other two were sent as complimentary gifts with the first and the second order, respectively. I appreciate the fact Liz Earle always sends a complimentary gift, giving the chance to try other products. I also appreciate that they seem to keep track of previous orders and gifts they sent.
As this review is very long, I’m dividing it in two parts. Here you’ll read about the first two products. Tomorrow or Thursday I’ll post the second part about the moisturiser and my final thoughts. Hope you won’t find it too boring.

CLEANSE AND POLISH
Quantità/quantity: 30ml (try-me/travel size), + one pure muslin cloth – full sizes from 50ml to 200ml
Prezzo/Price: £ 5,50 (30ml). Full sizes from £8,25 to £25,50.
INCI: aqua, caprylic triglyceride, theobroma cacao seed butter, cetearyl alcohol, cetyl esters, sorbitan stearate, polysorbate 60, glycerin, cera alba, propylene glycol, humulus lupulus extract, panthenol, rosmarinus officinalis extract, anthemis nobilis extract, eucalyptus globulus oil, limonene, citric acid, sodium hydroxide, phenoxyethanol, benzoic acid, ethylexylglycerin, dehydroacetic acid, polyaminopropyl biguanide
PAO: 6 M

Aspetto: si presenta come una crema bianca densa, dal forte profumo balsamico (tipo Vicks!).
Utilizzo: si preleva una nocciolina di prodotto e la si massaggia sul viso asciutto. Chi non ha occhi sensibili può spalmarlo anche lì. Se si usa come struccante, massaggiare bene in modo da sciogliere il trucco. Si bagna il panno in mussola (in dotazione nei kit, altrimenti acquistabile separatamente) con acqua tiepida-calda, lo si strizza e si procede a lavare via il prodotto con movimenti circolari oppure massaggiando delicatamente (modalità più consigliata per le pelli sensibili). Una volta rimosso tutto il prodotto si sciacqua il viso con acqua fredda e si passa quindi al tonico, oppure direttamente alla crema idratante.

Appearing: white dense cream, with a balsamic smell (think of Vicks!)
Usage: massage one pump of product onto dry skin over face. If you don’t have sensitive eyes you can also put it there. If you’re using the C&P as a remover, massage well in order to melt the make-up. Then soak the muslin cloth (included in kits but sold also separately) in hand-hot water, wring out and gently wipe off the cream with circular motions or a gentle massage (I find it’s the best option for sensitive skin). Once you remove all the product, rinse the face with cool water and apply tonic. You can skip tonic and apply directly moisturizer, though.

La mia opinione: il primo approccio con questo prodotto e soprattutto col panno in mussola è stata traumatica. La pelle mi s’è arrossata in maniera indicibile, nemmeno l’acqua gelida e poi il tonico sono riusciti a calmare la pelle. Progressivamente, sia perché il panno s’è ammorbidito e sia perché ho capito come utilizzarlo senza scartavetrarmi il viso (massaggiando delicatamente e ripiegando a muzzo il panno), la cosa è andata migliorando notevolmente. Tuttavia il passaggio dell’acqua fredda è sempre stato indispensabile!
Ho già detto altre volte che, odiatemi pure, ho la pelle sostanzialmente liscia di mio. Il Cleanse and Polish, comunque, accentua la levigatezza e a mio avviso anche la trama della pelle appare più compatta di quanto naturalmente sia. Quantomeno, i pori mi sembravano meno visibili, anche se potrebbe essere effetto del burro di cacao contenuto (notoriamente comedogenico).
Ritenendo inutile esfoliare la pelle, seppur leggermente, due volte al giorno col rischio di irritarla, ho usato il C&P solo la sera come struccante e alternandolo con altri prodotti. Non posso quindi valutare se l’uso prolungato migliori effettivamente l’aspetto del viso, a parte il fatto che, ribadisco non odiatemi, non ho molto da migliorare per mia fortuna.
Come struccante funziona molto bene, mia madre l’ha utilizzato un paio di volte anche sugli occhi e  il C&P le ha rimosso tutto.
Curiosando sul web, ho letto sul forum di Lola che l’effetto pelle liscia dovrebbe derivare dal Propylene Glycol (che è un umettante/solvente) e da nient’altro. E devo dire che la stessa liscitudine (licenza poetica) me la dà l’attuale latte detergente che uso. Ho aggiunto queste informazioni per darvi un quadro più completo: so che fra chi mi legge ci sono persone attente all’INCI.
Ultima nota sul panno in mussola: lo uso anche con altri struccanti e fa sempre bene il suo lavoro. È meglio però in combo con prodotti grassi e corposi, con formulazioni più liquide e leggere risulta troppo aggressivo.

My opinion: at first, using this product was a trauma. My skin became exagerately red and neither cold water or tonic could help it. After this first time, muslin cloth softened and I found the right technique to use it (massageing rather than rubbing and folding it). However, I always needed to rinse face with very cold water.
I often said I’m lucky to have a good and naturally polished skin. Cleanse and Polish, however, slightly accentuates the feeling of a smooth skin and I perceived it as more refined. At least, my pores seemed less evident, but perhaps it’s due to Cocoa Butter (which is comedogenic).
As I found pointless and risky to exfoliate my skin twice a day, I decided to use C&P only in the evenings as make-up remover and I used in rotation with other products. I can’t properly say if this treatment, used constantly, actually improves skin appearance, I’m sorry.
As make-up remover, C&P is great. I personally didn’t use on my eyes (as they’re very sensitive) but my mum did and she found it effective also for removing mascara.
I read in a organic/ecologist concerned forum that the smoothing effect is very likely to be an effect of Propylene Glycol contained in the formula rather than other things. I’m saying it because I know there are some of my followers which are quite concerned about ingredients and so on.
Last thing about the muslin cloth: I use it also with other products and it performs quite well. It’s better in combo with greasy, thicker products: otherwise, it can result too aggressive.

Giudizio finale: è un buon prodotto che, quantomeno per quanto riguarda la questione strucco, fa quello che promette. Sicuramente, come per tutti i prodotti Liz Earle, il rapporto quantità-prezzo è piuttosto sfavorevole, tenendo conto anche del fatto che va ordinato online e calcolando bene i tempi (è per questo che Liz Earle offre la possibilità di ordinare direttamente tre confezioni di C&P). Non ho comprato la full size e non penso di farlo in futuro: il motivo principale è che lo utilizzerei solo come struccante viso e dovrei acquistare un detergente a parte per la mattina in quanto, come dicevo, sulla pelle struccata il C&P, in particolare la sua rimozione col panno in mussola, è per me un po’ troppo strong.

Final assessement: Liz Earle Cleanse and Polish it’s a good product that do what it promises, at least for what concerns removing make-up. As for all Liz Earle products, price it’s quite high, considering shipping costs and the fact you have to plan the purchase in time (Liz Earle offers the opportunity to buy three C&P tubes). I didn’t purchase the full size and I don’t think to do it in the future. I would use it only as make-up remover and I would have to buy a separate cleansing product for mornings: as I told you before, on my bare skin C&P and muslin cloth are too strong.

INSTANT BOOST TONIC
Quantità/quantity: 50 ml bottle (try-me/travel size). Also available: 30 ml spritzer, full size 200 ml (bottle or spritzer)
Prezzo/Price: £ 5,25 (50 ml bottle, 30 ml spritzer). Full sizes: £12,50 (bottle), £13,00 (spritzer)
INCI: Aqua, Aloe barbadensis leaf juice, Glycerin, PEG-40 hydrogenated castor oil, Cucumis sativus fruit extract, Calendula officinalis flower extract, Anthemis nobilis extract, Humulus lupulus extract, Panthenol, Allantoin, Tocopherol, Tocopheryl acetate, Parfum, Citronellol, Coumarin, Geraniol, Linalool, Sodium hydroxide, Phenoxyethanol, Benzoic acid, Dehydroacetic acid, Ethylhexylglycerin, Polyaminopropyl biguanide.
PAO: 12M

Aspetto: ovviamente è acquoso (l’avreste mai pensato). Ha un profumo molto delicato e fresco, che ricorda alcuni prodotti per bebé.
Utilizzo: si versa qualche goccia di prodotto su un dischetto o un batuffolo di cotone e lo si passa sul viso. Chiaramente lo spritzer prevede che si spruzzi il prodotto, ma non ce l’ho quindi inutile che ve ne parli.
Nel 3 step Liz Earle il tonico segue la detersione con il Cleanse and Polish ed ha principalmente lo scopo di riequilibrare la pelle dopo questa fase e di rinfrescarla.

Appearing: it’s a water (really? XD). It’s got a very delicate and fresh smell, which reminds me some baby products.
Usage: pour some drops of product on a cotton pad or wool and gently swipe it over the face. Obviously, if you choose the spritzer version you are supposed to spritz it, but since I haven’t it I can’t talk about it.
In Liz Earle’s 3 steps Instant Boost Tonic follows the cleansing with Cleanse and Polish, and it has the purpose to rebalancing skin after this first phase and freshening it.

La mia opinione: non usavo un tonico da, uhm, il primo anno di università tipo, quando avevo abbastanza soldi in tasca ed ero assidua da Lush (c’è un motivo se non cago Lush: ho già dato anni fa). Da allora avevo smesso, così come spesso e volentieri mi lavavo la faccia solo con l’acqua (ho smesso da pochissimi mesi peraltro): che cacchio mi serviva?
A poco se non a nulla, infatti, se non che il Cleanse and Polish mi ha fatto capire che se non ci fosse stata questa lozioncina qua la mia pelle avrebbe fatto ricorso contro di me al TAR.
Potrei terminare qui il discorso, ovvero dicendo che il tonico Liz Earle ha senso perché pensato per lenire la pelle post-C&P, ma ometterei una cosa che alcune recensioni prima di me hanno notato. Qualche secondo dopo aver messo il tonico, infatti, la pelle è come appiccicosa. Non di un appiccicoso tipo colla, ma, uhm, presente quando siete ai concerti e a fianco avete un energumeno a cui siete costretti a stare incollati braccio-braccio perché non c’è spazio? E il tale energumeno ha il braccio sudaticcio? Il tonico non è così umido e per fortuna non puzza, ma la viscosità è simile. So che altri tonici lo fanno, anche quello di mia sorella mi crea una condizione simile (anche se meno. L’unico ingrediente in comune è la glicerina :D ). Personalmente però dopo aver steso la crema idratante al di sopra non ho più avvertito questa sensazione, ma so che ad alcune prosegue.

My opinion: I haven’t used a tonic since, I suppose, my first year of university. I was less poor than I am now and I used to shop at Lush very often. Then I stopped and I survived quite well without, as I was good about washing my face with plain water in the morning, because: did I need it?
No, I didn’t, but using Cleanse and Polish made me, and most of all my skin, appreciate the existence of a tonic.
I could easily end here my review, saying that Instant Boost Tonic makes its point as is very good at soothing skin after C&P treatment. But I have to add something. After few seconds you applied it, you’ll experience some stickiness. Not like some glue, but, you know, kinda the same thing of sweating. Not so pleasant, innit? I know it’s quite common for tonics, also my sister’s has a similar effect on me, but still. Not so pleasant. I have to say, however, that after applying moisturizer this feeling fades and then disappears. Still, some people say that this stickiness goes on also after cream.

Giudizio finale: profumo delizioso a parte, non ho motivazioni che mi spingano a comprare la full size dato che mi sarebbe utile solo in combo con il C&P. Tuttavia, mi ha fatto pensare che una chance ai tonici potrei dargliela.* Consigliato solo a chi decide di acquistare il detergente.

*mi ricorda quelle situazioni in cui conosci uno che, cazzo ne so, suona in una banda (non una band, una banda. Uno che suona in una band è troppo facile). Poi con lui non funge, però ti fa capire che chi suona il corno francese o il tamburo potrebbe non essere uno sfigato. Scusate la digressione.

Final assessement: besides the lovely smell, I haven’t any reasons to persuade me in buying the full size. I would use it only in combination with C&P, but since I don’t plan to purchase this one… However, it made me think about giving a chance to tonics*. Buy it only if you purchase the cleanser.

*you know, it’s kinda like when you met someone who, I don’t know, plays in a band (not a band like a rock band, a band like a brass band. Met someone who plays in a rock band it’s way too easy). And it doesn’t work with him. But hanging out with him made you understand that a guy who plays the French hornet or the drum may not be a twat. Sorry for this digression.

a presto con la seconda parte! // hear you soon for the second half! x

Review: Bobbi Brown Corrector and Creamy Concealer

31 Mar

Ciao a tutti!

Oggi vi parlo di un prodotto, anzi due, che però apparentemente sono uno solo, e di cosa succede quando questi due diventano uno.
Sempre per quanto riguarda l’annoso problema della mia base viso e l’annoso problema delle mie occhiaie, dopo mesi di utilizzo un po’ soddisfatto un po’ no del Full Cover di Make Up For Ever ho deciso di cercare una soluzione più adatta al mio contorno occhi fondamentalmente secco e al mio essere come Michael Jackson dopo i ripetuti bagni nella varechina, senza la parte della varechina ovviamente (con buona pace di Michael nell’alto dei cieli che non può più rosicare per non aver avuto il mio DNA).
Spulcia che ti spulcia, mi si sono affacciate tre possibili soluzioni: il Salmon concealer di Eve Pearl, Undereye perfector e Secret concealer di Laura Mercier e Corrector e Creamy Concealer di Bobbi Brown. La scelta è caduta su quest’ultima che, per quanto non mi stia affatto simpatica con tutta quella storia della bellezza naturale (poi quella pseudo-intervista con le sorelle Chipmunks*…), ha però il pregio di tenere in considerazione noi povere paria, troppo chiare o troppo scure, private del diritto di sembrare un po’ più presentabili perché appannaggio solo delle caste elette e costrette a ravanare in anfratti oscuri per poter sentirci anche noi umane. Tradotto alla Fabio Volo: Bobbi Brown fa fondotinta e correttori per quasi tutte le carnagioni. Parliamo di tonalità, e non di sottotoni, però. Attenzione. Ok, mi sfabiovolizzo altrimenti mi viene uno sfogo allergico che neanche a infilarmi in un gattile. Mi vado a vedere recensioni e vedo che mie consorelle fantasmiche usano con soddisfazione i correttori della Brown. Provamoce, mi son detta. E così ho fatto.
Siccome Bobbi Brown in Italia non esiste e conseguentemente non ne parla quasi nessuno, penso che questa lunga (strano!), dettagliata (strano!!), cavillosa (strano!!!) recensione possa essere d’aiuto a qualcuno nel mondo. O in Italia, almeno.

Ho diviso inizialmente la recensione per dare le specifiche dei singoli prodotti, mentre applicazione e considerazioni vari sono in comune per ambi i correttori.

For foreign readers: this is gonna be only in Italian as it’s very long and I don’t want to write a 10000 words post. If you desire a translation of some parts or of the whole review, feel free to write it down in comment space below. It’d be a pleasure to me to help you :)

CORRECTOR

Nome: Bobbi Brown Corrector
Colorazione:
Porcelain Bisque
Packaging:
cialda metallica contenuta in un involucro di plastica nera lucida molto compatto, con apertura classica a scatto e largo specchietto nella parte interna superiore
Quantità: 1,4 g
Costo: io l’ho pagato £14,99 + £4,99 di spedizione dallo store ebay echoyouyou
Come si presenta: rispetto ai classici correttori in crema in pan si contraddistingue per il fatto di essere molto lucido, aspetto che non cambia nemmeno dopo diversi usi.
La mia, come tutte le colorazioni Bisque, è di un colore rosa abbastanza caldo. Nello specifico, è un rosa caldo molto chiaro.
Consistenza: a metà strada fra la crema ed il gel, piuttosto appiccicosa ma leggera. È così fin da subito: ho detto svariate volte che in casa ho un clima piuttosto caldo e secco, ma la consistenza del prodotto è tale anche se ho la finestra del bagno aperta (mia madre ha *vagamente* la fissa per il ricambio d’aria in casa) e, come molte sapranno, il clima dello scorso gennaio non è stato propriamente mite…
Probabilmente quest’estate avrò ancora prodotto, quindi penso dovrò adottare misure straordinarie d’emergenza e rubare un po’ di spazio alle uova in frigorifero! XD
In uso da: 21 dicembre 2011
Nota: avevo commissionato l’acquisto di questo prodotto, assieme al Concealer, a mia sorella che a inizio dicembre è stata in vacanza a Londra. Non è riuscita a trovare la colorazione, pertanto ho cercato su ebay UK e mi sono imbattuta in questo negozio, echoyouyou, che vende molti prodotti Bobbi Brown ad un prezzo leggermente inferiore rispetto ai negozi fisici inglesi. Ci tengo a scrivere del venditore perché spedisce -molto intelligentemente- con Signed For ma al costo di una spedizione semplice, ovvero £4,99: tuttavia sul pacchetto la tariffa segnata era di £6!

Corrector in Porcelain Bisque (sx), Creamy Concealer in Porcelain (dx)

CREAMY CONCEALER

Nome: Bobbi Brown Creamy Concealer / Creamy Concealer Kit
Colorazione: Porcelain (Kit: Porcelain + White powder)
Packaging: cialda contenuta in un involucro di plastica nera lucida molto compatto, con apertura classica a scatto e largo specchietto nella parte interna superiore.
Kit: due cialde contenute in un involucro di plastica nera lucida molto compatto dalla forma ovale, con apertura classica a scatto e uno specchietto sulla parte interna superiore.
Quantità: 1,4 g / Kit: 1,4 g concealer; 1,7 g cipria
Costo: £17 (Selfridges) – Kit: £23 (Selfridges)
Come si presenta: anch’esso, come il Corrector, è molto lucido, aspetto che non cambia nemmeno dopo diversi usi. Il mio colore, Porcelain, è un giallo molto chiaro.
La cipria del kit è bianca (ma va? XD)
Consistenza: vedi Corrector, anche se il Creamy Concealer è in realtà un pochino più asciutto del primo. Comunque, rispetto ai classici correttori in pan è comunque un burro (un burro a temperatura ambiente!).
La cipria del kit è molto setosa, quasi impalpabile: nessuna sorpresa che fra gli ingredienti ci sia la silica.
In uso da: 14 dicembre 2011 (quello singolo. il kit è intonso ovviamente!)
Nota: mia sorella aveva come commissione quella di prendermi Corrector e Concealer e NON il kit, perché 6 sterline per una ciprietta di cui posso fare a meno mi sembravano uno spreco. Siccome, come dicevo, non ha trovato il Corrector nel colore che le avevo chiesto, ha pensato di rimediare prendendomi il kit. Poco male, ho la scorta di Concealer per un po’…

Creamy Concealer Kit in Porcelain

I DUE AL LAVORO!

WARNING: LE IMMAGINI SEGUENTI SONO ‘FORTI’ E POTREBBERO TURBARE LA SENSIBILITA’ E BLOCCARE LA CRESCITA.

le mie occhiaie al naturale, in giornata buona (tutto DNA, niente motivazioni strane tipo sonno dato che avevo dormito 9 ore. Cliccate sull’immagine per vederla meglio)

Applicazione: si parte con il Corrector, che va steso nelle aree che vanno più propriamente corrette, ovvero quelle che si presentano come violacee o blu-verdi (come nel mio caso): solitamente, seguendo la linea dell’osso orbitale finché la pelle si mostra scura (io arrivo a circa un terzo) e a salire formando una sorta di triangolo. Si passa poi al Creamy Concealer, che io applico soprattutto nel resto della palpebra inferiore fissa e, in quantità infinitesimale, dove ho fatto la correzione.
Dopo diversi tentativi, sono due i metodi con cui mi sono trovata meglio. Il primo è quello più semplice e intuitivo: il dito anulare. Prelevo un pochino di prodotto, lo stendo e lo presso. Ho usato questa soluzione quando ero a Berlino perché il pennello che uso di solito non entrava nel mio kit da viaggio. Funziona bene, ma a mio avviso la stesura è meno precisa e il rischio di pieghette più probabile.
Il metodo che preferisco prevede appunto l’utilizzo di un pennello, il C 170-8 di Crownbrush. La differenza rispetto a molti pennelli da correttore è che questo di Crownbrush ha sezione piuttosto sottile e una testa stretta, il che lo rende perfetto per mettere il correttore in un’area molto limitata, stendendolo rapidamente. Col Corrector tendo ad usarlo di taglio, mentre col Concealer di piatto. Procedo così: metto un po’ di Corrector col pennello, quindi con l’anulare non picchietto ma presso molto delicatamente il prodotto in modo che penetri meglio e si fonda con la pelle. Se picchiettassi e tirassi il correttore, che come dicevo è molto morbido, se ne andrebbe altrove. Poi passo al Concealer, che stendo prima in tutto il resto della zona perioculare inferiore e successivamente dove ho fatto la mia correzione, utilizzando quanto resta sul pennello. Fatto ciò lo presso col dito, come il Corrector. Per fissare tutto presso un po’ di cipria Hollywood di Neve Make Up (va bene anche la HD, ovviamente) con un pennello molto denso ma abbastanza rigido (uso il 227 di MAC), per asciugarlo ed evitare che si creino pieghette. Sto molto attenta a controllare che nel mentre non ne si siano formate prima di mettere la cipria.

Corrector applicato sull’occhiaia destra, sinistra al naturale (maddai??)

Corrector applicato su entrambe le occhiaie (vedete la pieghetta?)

Creamy Concealer steso sopra il Corrector (notare che è lucido)

Performance: questo è stato il vero parto! Le prime volte, infatti, appena steso il risultato era formidabile (in 25 anni non mi sono mai vista senza occhiaie), ma nel giro di poche ore mi si creavano numerose pieghette e, alla lunga e a furia di sistemarmi, gran parte del prodotto era andato via.
Non mi dilungo sulla serie infinita di prove che ho fatto, cercando di capire se il problema fossero i pennelli che usavo, la quantità di prodotto che stendevo, la fase di fissaggio, perfino il colore del Corrector in certi momenti non mi convinceva. Ho provato a non mettere cipria, ma mi fa un sacco di pieghette e non mi dura bene. Alla fine ho trovato un mio metodo, che vi ho esposto appunto nel paragrafo precedente. Questo funziona davvero bene, anche se ho notato comunque la formazione di una pieghetta (in corrispondenza di una delle mie rughe d’espressione, ça va sans dire…)… tranne in un’occasione, ma è qualcosa che sto verificando, quindi stay tuned ;)
Voglio infatti aggiungere una cosa. Rispetto alla durata e al risultato è FONDAMENTALE la crema contorno occhi che si usa al di sotto dei correttori: questi di Bobbi Brown non fanno eccezione. Non è un caso che BB proponga anche una crema contorno occhi che è studiata appositamente per fare da base ai suoi correttori. Tenete conto che mettere a contatto della delicatissima pelle dell’area perioculare un correttore con ingredienti del genere bene non fa, quindi la crema deve proteggere la pelle, oltre che far sì che i prodotti applicatici sopra scorrano. Io ho comunque l’esigenza di una crema piuttosto idratante, quindi devo conciliare le due istanze e trovare una combinazione che funzioni. Su questo punto ci sto lavorando…

L’opera terminata con l’applicazione della cipria Hollywood

Giudizio conclusivo: Questa è probabilmente la recensione finora più sofferta che abbia scritto, o quanto meno la fase di test che l’hanno preceduta lo è stata.
A causarmi problemi è stato l’avere a che fare con un tipo di correttore molto diverso rispetto al solito, in quanto richiede di spendere un po’ di tempo per trovare la modalità più adatta perché renda al meglio. Tuttavia, una volta presa confidenza coi prodotti e capito come applicarli è stato tutto più semplice.
Sicuramente è la dimostrazione che prima di parlare di un prodotto e scrivere una recensione occorre provarlo e riprovarlo fino allo sfinimento, sia quando sembra che non ci siano speranze, sia quando se ne è troppo entusiasti.
Detto questo, è un ottimo prodotto che, se usato bene, mantiene i risultati promessi. Certo l’INCI è pessimo e non lo posto nemmeno perché non voglio essere responsabile di infarti precoci XD ma quando si ha un contorno occhi molto secco e delle occhiaie piuttosto marcate bisogna turarsi il naso e accettare quel che il mercato offre.
Quello che si potrebbe invece mettere in questione è il rapporto quantità-prezzo che è decisamente elevato, soprattutto se lo si acquista in Germania (27,95 euro da Douglas, mi sono documentata prima di andare a Berlino) o in Francia (26 euro da Sephora. Chiaramente il kit con la cipria costa di più in entrambi i Paesi!). Tuttavia la quantità di prodotto che si utilizza non è eccessiva e, soprattutto, i suoi possibili equivalenti, vale a dire il Salmon Concealer di Eve Pearl e l’Undereye Perfector e Secret Concealer di Laura Mercier lo sono anche per quanto riguarda i prezzi. Rispetto a Laura Mercier, i prodotti Bobbi Brown hanno come aspetto ulteriormente negativo il fatto di non essere distribuiti in Italia (ma la speranza è l’ultima a morire…) quindi la scelta delle colorazioni può risultare problematica. Io ho avuto fiducia nella tabella ufficiale di BB riportata da KarlaSugar e nelle recensioni che ho letto avidamente per diverse settimane prima di commissionare l’acquisto a mia sorella e completare l’acquisto via ebay.
Dopo tre mesi posso quindi dire in maniera (quasi del tutto) definitiva che promuovo entrambi i correttori e che sono piuttosto orientata a ricomprarli quando finiranno. Non so ancora se appiopparvi l’etichetta di Holy Grail ma ci sono buone possibilità.

I miei complimenti a chi è arrivato fino in fondo a questo diluvio di parole. Scusatemi, ma volevo essere il più esaustiva possibile. Le prossime recensioni saranno più contenute, promesso (…non ci crede nessuno, lo so).
Alla prossima! x

*dai, avete capito a chi mi riferisco no? Sorelle, vocine da Chipmunks, americane…

Review: PaolaP Make Up Lip4Kiss

23 Mar

Questa recensione è un po’ una novità per il blog. 
Novità perché è la prima volta che ricevo dei prodotti a titolo gratuito da provare e recensire: come sapete, fino ad ora tutto quello che avete visto nel blog sono acquisti fatti da me stessa medesima in pirzona pirzonalmente, o al massimo frutto di scambi o regali.
Scriverò un post in una pagina a parte al riguardo ma ci tengo a dirlo anche in questo post: ho accettato questa collaborazione come non escludo, in futuro, di accettarne altre qualora le proposte dovessero piacermi. Questo significa per me avere l’opportunità di provare dei prodotti cosmetici senza, per una volta, dover metter mano al portafogli, il che mi sembra ovvio, ma lo scopo della recensione sarà sempre e comunque lo stesso: condividere con voi lettrici la mia opinione in merito e far sì che voi stesse possiate farvi un’idea al riguardo (il che non significa che se io dico “figata” voi pensiate lo stesso, so che non c’è bisogno di dirvelo ma visti gli ultimi tempi si sa mai).

Ultima nota, che sarà sempre nella pagina dedicata. Siccome con questo template fisso non posso scrivere né testi colorati né in caratteri minuscoli, specificherò direttamente all’inizio del post quando recensirò prodotti ricevuti in omaggio a scopo recensione.
Dopo tutta questa premessa, passo al dunque e quindi vi presento oggi uno dei due prodotti che ho ricevuto ai primi del mese da PaolaP Make Up, che ringrazio per l’opportunità concessami.

Lip4Kiss

colore: 03, ovvero un rosso ciliegia.
Packaging: tubo di plastica trasparente rigida e lucida, a forma di parallelepipedo, con tappo nero. L’applicatore in spugna è stretto e allungato, a differenza di quello dei classici gloss.
Quantità: 8 ml
Prezzo: €19,90
PAO: 12 M dall’apertura
INCI: Aqua, Glycerin, Carbomer, Sodium Dehydroacetate, Aminomethyl Propanediol, Disodium Edta, 1,2-Hexanediol, 1,2-Octanediol, Tropolone. May contain: CI 77019, CI 77891, CI 77491. CI 77492, CI 77499, CI 77410, CI 19140, CI 42090, CI 17200, CI 45410.
Reperibilità: sito di PaolaP Make Up e alcuni centri estetici e rivenditori sparsi in tutta la Penisola (trovate l’elenco qui).

Caratteristiche
I Lip4Kiss sono rossetti liquidi a lunga durata, vale a dire una versione più pigmentata e meno asciutta delle classiche tinte per labbra, disponibile al momento solo in tre colorazioni. Per quanto riguarda quello in mio possesso ovvero la 03, penso si noterà dalla foto che nel tubo sembra scurissimo, quasi marrone scuro/bordeaux, mentre una volta applicato risulta di un delizioso rosso ciliegia.

Applicazione
Si stende uno strato di colore sulle labbra asciutte, facendo attenzione a non sbordare: in caso consiglio vivamente di correggere subito la sbavatura, con un cotton fioc o il dito (ma attenzione, ve lo troverete macchiato!), prima che il prodotto si asciughi, onde evitare che l’errore permanga tutto il giorno. Si lascia asciugare qualche secondo ed, eventualmente, si può decidere di dare un’altra mano di colore.
Sulla confezione consigliano di agevolare il processo di asciugatura tamponando le labbra con il piumino incluso. Personalmente trovo che se si hanno delle labbra che si seccano facilmente come le mie questo passaggio è abbastanza opzionale, dato che il prodotto viene assorbito subito. Per evitare che il rossetto oltre ad asciugarsi secchi subito può essere una buona idea utilizzare il classico trucco di mettere del balsamo labbra, realizzare il trucco del viso, eliminare quel che resta del burrocacao con un fazzoletto di carta e passare alla stesura del rossetto.
Consiglio, anche se si hanno labbra abbastanza pigmentate come le mie, di passare due strati facendo molta attenzione all’interno delle labbra, che è l’area in cui il colore sbiadirà per primo.

Il Lip4Kiss, una volta asciutto, ha un finish opaco. Chi preferisce un effetto lucido può applicarvi sopra un gloss trasparente come il Lip Bomb, un altro prodotto di PaolaP di cui vi parlerò nel post successivo a questo.

le mie labbra al naturale

Lip4Kiss n.3 appena applicato (2 passate)

dopo averlo tamponato

Impressioni personali
Ammetto che la natura del prodotto, ovvero sostanzialmente quella di una tinta per labbra, seppur meno asciutta ma anche più pigmentata, mi spaventava. Vengo da un inverno in cui non ho usato rossetti se non due volte di numero (una di queste è stata la Vigilia di Natale) in quanto le mie labbra sono state più secche e screpolate del solito. Inoltre ho comunque, di base, delle labbra abbastanza secche che tendono a “risucchiare” qualsiasi prodotto. Con i rossetti tradizionali risolvo stendendo prima o un burrocacao o un primer labbra, ma in questo caso non è possibile utilizzare questi accorgimenti perché il prodotto non renderebbe al meglio. Come dicevo, io comunque prima di truccarmi metto il burrocacao, mi trucco e poi prima di mettere il Lip Bomb rimuovo quel che resta del balsamo labbra. Va detto che, per non saper né leggere né scrivere, quasi tutte le volte che l’ho messo ho steso poi sopra il Lip Bomb, che ne scurisce leggermente il colore e dà un effetto glossato, ma che soprattutto nel mio caso prolunga la sensazione di labbra morbide. Va da sé che col passare delle ore e con il progressivo asciugarsi del prodotto le labbra si seccano, ma è inevitabile.

Lip4Kiss n.3 (tamponato) e Lip Bomb sopra

Proseguo con quella che è la cosa più importante dato che la caratteristica principale con cui viene presentato questo rossetto è quella della formula “forever color”, cioè una lunga durata. Ho messo il Lip4Kiss alle tre di pomeriggio, con sopra il Lip Bomb. Sono uscita, andata a lezione, bevuto, fumato, tornata a casa, cenato. Quando mi sono struccata più di dieci ore dopo le labbra s’erano, ovviamente, seccate e il colore era sbiadito notevolmente nella parte più interna. Tuttavia nel contorno e nella parte più esterna delle labbra il colore era ancora lì, seppur non intenso come appena steso. In alcuni punti, ovvero in corrispondenza delle zone più screpolate, il prodotto era più concentrato e le screpolature erano evidenti. Niente di strano dato che succede con qualsiasi rossetto metta quando le mie labbra non sono al top… L’intensità piena si è mantenuta finché non ho cenato, quindi per 5 ore circa, il che, considerando le mie caratteristiche è piuttosto sbalorditivo.
Chiaramente ci sono alcune condizioni che possono pregiudicare la durata, raccorciandola, ovvero il mangiare e in particolare il mangiare alimenti oleosi o grassi, mentre l’acqua non crea problemi. Va da sé che considererei l’ipotesi di portar dietro il rossetto in caso di cena fuori casa, in modo da fare dei ritocchi.

Quello che resta dopo aver passato per tre volte il Take the day off di Clinique (nb. struccante molto oleoso e grasso) e aver rimosso con un dischetto di cotone. Tenete presente la foto delle labbra al naturale!

Da ultimo: anche mia madre l’ha provato perché era curiosa come pochi quando ha ritirato la busta in portineria. Le è piaciuto molto, colore incluso, lei oltretutto non ha problemi di disidratazione e screpolature quindi ha meno problemi di me al riguardo.

Considerazioni finali
Il Lip4Kiss è un buon prodotto che rispetta appieno ciò che promette. A discapito dei miei timori al riguardo, non mi crea eccessivi problemi di secchezza se non dopo diverse ore.
Sono stata fortunata con la colorazione, se avessi ricevuto la 01 probabilmente sarei stata meno contenta, perché i rossetti a base marrone su di me diventano supermarroni, e per quanto mi piacciano i colori scuri ancora non riesco a vedermi col marrone. Il rosso ciliegia del 03 invece è perfetto, oltretutto è amico della dentatura non propriamente candida come la neve, il che fa sempre piacere.
Una nota sicuramente a sfavore di questo prodotto è il prezzo, che molte troveranno non molto economico: è vero però che non si usa molto prodotto alla volta, quindi il costo viene ammortizzato in questo senso. Voglio dire anche che per quel che mi riguarda la cifra è nella media della mia spesa per questo genere di prodotti dato che a parte un rossetto Kiko ereditato da mia madre gli altri che possiedo sono tutti di MAC… Quindi un euro più o uno meno semm lì ;)

Spero, come sempre, di esservi stata utile. Qualsiasi domanda vogliate farmi, al solito, non esitate.
A presto!

Review: Liz Earle Eye Try-Me Kit and Eyebright Soothing Eye Lotion

10 Feb

Ciao! Questa sarà la prima di diverse review che leggerete in queste pagine su alcuni prodotti della ditta cosmetica inglese Liz Earle che sto provando da alcune settimane. Voglio specificare che i prodotti sono stati tutti acquistati da me coi miei soldi, tranne i campioncini che mandano di prassi con ogni ordine. Non leggetevi una nota polemica nei confronti di tutte le blogger che hanno ricevuto i loro prodotti gratuitamente perché NON C’E': non avrei mai curiosato sul sito di Liz Earle se non fosse stato per le loro recensioni! Semplicemente, ci tenevo a mettere in chiaro questo punto dato che si parla di un marchio che ha mandato e manda molti prodotti in prova-omaggio in giro per la rete.

Hi! This is gonna be the first review of a series about some products by UK brand Liz Earle which I’ve been testing for three weeks so long. I want to state that I personally bought all of those products, except for complimentary samples they use to send with every order. I am NOT blasting all the bloggers who received Liz Earle products for free by saying this, ’cause I would have never ordered from this e-shop if I hadn’t read their review. I only want to made my point clear about that as it’s a company that sent and send many products to the bloggers for free trials.

EYE TRY-ME KIT
Dove acquistarlo/Available from: Liz Earle website
Contiene/Contain: Cleanse&Polish (travel size, 30 ml tube), one muslin cloth, Eyebright Soothing Eye Lotion (50 ml flacon), Daily Eye Repair (5 ml small tube), Smoothing Line Serum (5 ml small tube).
I prodotti arrivano contenuti in una bustina giallo chiaro col logo dell’azienda e con la fodera interna impermeabile. // Products arrive in a light yellow bag with company logo and water-resistant internal cover.

Prezzo/Price: £23,75 (circa €28)
Tutti i prodotti contenuti sono acquistabili singolarmente. Il costo totale dei prodotti, se acquistati al di fuori del kit, è di £24,75.
Il risparmio è quindi di una sterlina e in più si ha la bustina. Posso già dare un primissimo quanto scontato consiglio: a meno che non vogliate provare tutti e quattro i prodotti, non vale la pena di acquistare il kit. In caso contrario, una sterlina equivale circa ad €1,20 ovvero due caffé al bar dell’università: io ho preferito risparmiarla XD
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All products can be bought individually at the total price of £24,75: you save a pound and lose the bag. My personal advice is to buy the kit only if you want to try all of the products included. Eitherway, it’s a so small saving that you could take into consideration only if you’re a penny-pincher XD

Farò recensioni specifiche dei singoli prodotti in questo e nei post a venire: su alcuni non ho formulato ancora un parere definitivo perché non li ho utilizzati abbastanza, mentre altri li ho usati diverse volte da quando mi sono arrivati (tre settimane fa, il 20 gennaio).
La mia personale classifica la capirete dalle recensioni, che linkerò mano a mano in questo elenco:
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I am going to do individual in-depth reviews of all the products of the kit in this and the following posts. I need to test more some of these products in order to give you an opinion about them, while I have used the others more often since I received them (three weeks ago, on the 20th January).
You will understand from my reviews which are my favourite products of the kit. I’m updating this list each time I’ll write a review.

Cleanse & Polish + Muslin cloth
Eyebright Soothing Eye Lotion (featured in this post)
Daily Eye Repair
Smoothing Line Serum

Posso dire però una cosa sul kit. Sicuramente, come ho già detto, per chi è interessato a provare quasi tutto il range dei prodotti Liz Earle per la cura della delicata area degli occhi è un buon kit.
Personalmente avrei incluso anche una mini size (che non esiste, peraltro!) anche del Eye and Lip Treatment della linea Superskin, in modo da poter provare davvero tutti i prodotti che la Liz Earle ha realizzato e dedicato a questo settore specifico della skincare.
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One thing I can say about this kit: it’s a good purchase for who is interested in trying (almost) the whole Liz Earle eye treatments range.
I would have liked also a mini size of Superskin Eye and Lip Treatment to be included in the kit, in order to try all the Liz Earle eye care products. Liz Earle should think about it :)

Ok, ecco il primo prodotto! // Here’s the first product!

EYEBRIGHT™ SOOTHING EYE LOTION
Premetto subito una cosa: l’altro ieri mi è arrivata la full size, quindi posso mostrarvelo in entrambe le versioni disponibili sul sito. Questo dovrebbe farvi già capire cosa ne penso… Ma prima mi atterrò alla descrizione oggettiva del prodotto!

As preliminary remark, I have to say I received the full size of this product, this week, so I can show you all the available sizes. I think this would be enough to know which is my opinion about it. However, I’m gonna do things properly!

Quantità/Quantity: 150 ml (full size), 50 ml (travel size)
Prezzo/Price: £10,00 (full size. about €12), £5,00 (travel size, if individually bought. about €6)
INCI:  Aqua, Hamamelis virginiana water, PEG-60 almond glycerides, Glycerin, Aloe barbadensis leaf juice, Decyl glucoside, Panthenol, Centaurea cyanus extract, Euphrasia officinalis extract, Potassium sorbate, Phenoxyethanol, Benzoic acid, Dehydroacetic acid, Polyaminopropyl biguanide, Ethylhexylglycerin, Sodium methylparaben, Sodium propylparaben.
PAO:  6 M dall’apertura // 6 M since opening
Dove acquistarlo/Available from: Liz Earle website

Packaging: flacone di color giallo crema. Nel caso della full size esso è più alto che largo, con il tappo che si gira facendo fuoriuscire un beccuccio erogatore. La travel size ha un normalissimo tappo che si svita.
Aspetto e profumazione: è un liquido (MADDAI?) praticamente incolore ma che rivela una leggerissima colorazione gialla quando viene versato sui dischetti di cotone. L’odore è molto delicato, di erbe. Sono un’incapace a distinguere i profumi che non siano quelli di alimenti commestibili quindi non so se a prevalere sia l’hamamelis, l’aloe, il fiordaliso o l’eufrasia… Posso dire che però è poco invadente e quindi non dovrebbe dar fastidio ai nasi più sensibili agli odori forti o strani.
Utilizzo: si versa qualche goccia su un dischetto di cotone e lo si appoggia sugli occhi, massaggiando delicatamente. Il procedimento andrebbe seguito tendenzialmente la mattina, dopo essersi lavati il viso e prima di mettere la crema contorno occhi, e la sera dopo essersi struccati, ma può esser ripetuto ogni qual volta si senta la necessità di disarrossare e decongestionare l’area.
Volendo si possono prendere due dischetti, imbibirli completamente con la lozione e tenerli appoggiati sugli occhi per 5-10 minuti.

Packaging: cream yellow flacon. Full size has a twist up cap and it has a narrow rectangular shape. Travel size has a common screw cap.
Appearing and Smell: it’s an almost colourless lotion that reveals a very slight yellow hue when pourred on a cotton pad. Eyebright Lotion has got a delicate, fresh herbal scent (I can’t tell by which of the herbs it’s made this scent is given) that even people who can’t stand strong smells would probabily like.
How to use: pour some drops on a cotton pad and put it on eyes, sweeping very gently. This could to be done at least in the morning, after having cleansed face, and before going to sleep, but you can apply this lotion whenever you need to soothe and relax your eyes.
You can also soak two pads in Eyebright Lotion, put them on your eyes and relax for 5-10 minutes.

Full size twist-up cap

La mia opinione: ho usato questa lozione fin dal giorno in cui ho ricevuto l’ordine ed è diventato un gesto fondamentale della mia routine giornaliera.
Ho gli occhi spesso stanchi ed arrossati, un po’ perché sono molto geek, un po’ perché soffro di raffreddore perenne, soprattutto perché ho gli occhi piuttosto sensibili ed irritabili (posso usare pochi struccanti, faccio un uso molto limitato delle lenti a contatto e devo stare attenta alla combo matita nera nella rima interna-lenti).
Questa lozione funziona esattamente come le bustine di camomilla (o i dischetti freddi, imbevuti di camomilla) e come il bagno oculare: come le prime rinfresca e lenisce i rossori, mentre sgonfia e decongestiona rapidamente come l’ultimo.
Perché allora mi piace tanto e l’ho ricomprata? Oltre ad una questione meramente pratica, perché, diciamocelo, è più comodo e veloce avere una lozione giù pronta che basta versare su un dischetto e via, soprattutto la mattina quando si è di fretta… E non so voi ma io la camomilla dopo marzo difficilmente la bevo XD I motivi sono due: è efficacissima per rimuovere i residui di trucco, soprattutto mascara, che il mio struccante occhi non riesce ad eliminare, ma a differenza dei bifasici risulta tutt’altro che aggressiva sui miei occhi. Inoltre, da quando uso questa lozione non ho più avuto bisogno di utilizzare il collirio: mi sono svegliata alcune volte con gli occhi gonfi ma mai paonazzi.
E poi mi piace l’effetto sveglia istantaneo che dà sia al mio sguardo che soprattutto al mio contorno occhi, che riceve un’ulteriore, anche se minima, idratazione, e male non gli fa dato che è piuttosto secco.
Insomma, ho dovuto comprare la full size perché non riesco a farne a meno :D

My opinion: I’ve used Eyebright Lotion since the day I received my first Liz Earle order and this product became an important part of my daily routine.
I often have red and tired eyes, as a result of the combo of a very geeky lifestyle, my perennial cold and (most of all) my sensitive and prone to itchiness eyes: I can use very few make-up removers on my eyes, I can’t wear contact lenses everyday and I have to avoid to put eyeliner in my inner rim when I wear lenses.
Eyebright Lotion has very similar function and results as chamomile bags or ophthalmic solutions: it freshens the eyes and the eye contour skin, soothe the area and reduce puffiness notiveably.
Why do I like this product so much and why did I purchase the full size, so? Of course, for a practical reason: it’s way quicker and easier to apply an already made product on cotton pads and sweeping it for few seconds, expecially in the morning. And I don’t drink chamomile after March XD
There are two other good reasons, though: this lotion removes so well and so gently the make-up residues that my remover leaves. And, second thing, I don’t need eyedrops no more: I have never woken up having blood red eyes as it often happened before during winter.
In add to this, I like how this lotion instantly awakens my eyes and my eye contour. I found it gives also a little more hydration to this area, which is good since mine is quite dry.
In a word, I had to buy the full size because it’s hard to deal without it!

Giudizio finale: l’Eyebright Lotion non è certamente un prodotto indispensabile a tutti né particolarmente innovativo, ma chi ha gli occhi spesso arrossati e gonfi lo apprezzerà molto come alternativa più pratica, veloce e più adatta ad un uso quotidiano dei vari impacchi di camomilla, cetriolo eccetera.

Final assessment: Eyebright Lotion is neither necessary for everybody nor an incredibly new product, but it’s nice to have as a faster, more practical and daily alternative to chamomile or cucumber compress if you often have irritate, red or puffy eyes.

Spero come sempre d’esservi stata utile, alla prossima!

As usual, I hope this will be of any help. See ya! x

Review: Real Techniques Starter Set

11 Jan

Ciao! / Hello!
Dopo tanto chiacchierare, una recensione su cui sto lavorando da quest’estate: lo Starter Set di Real Techniques. Buona lettura!
PRIMA DI INIZIARE: Ho creato una pagina FB per il blog. Se vi va ‘piacetela” ;)

After all this blabbing, finally a review about something I’ve been testing since last summer: Real Techniques Starter Set.
BEFORE I START: I created a FB fan page for my blog. I’ll be glad if you ‘like’ the page ;)

Per le info generali su Real Techniques e sui pennelli (dimensioni, costruzione eccetera) vi rimando a questo post.

Info sul set: consta di cinque pezzi e viene venduto, come il Core ed il Basic, all’interno di una confezione che può essere utilizzata per portarli in viaggio (utilissima quando si sta via pochi giorni o quando si decide di portarsi pochi pennelli in vacanza).
Quasi tutti i pennelli si comportano bene al test di Rae Morris (vedi sempre il post introduttivo), tranne il Brows e il Pixel-Point Eyeliner che hanno una minore resistenza, a mio parere perché le setole sono contenute in un manico troppo largo.
Ho dovuto riscontrare che le setole di alcuni pennelli non sono tagliate perfettamente ma tuttavia questo non mi ha creato problemi.
Riflessione: il set si chiama ‘Starter’. È davvero un set per principianti? Yeah, but no, but yeah, direbbe Vicky Pollard. Nel senso che effettivamente i pennelli di cui è composto sono quelli di cui chi è agli inizi dovrebbe aver bisogno, non tutti però: l’accent brush secondo me è un pennello per chi già vuole spingersi “oltre”. Al suo posto ci vorrebbe un pennello da ombretto che so, a lingua di gatto, diverso sia dallo shader venduto singolarmente che da quello contenuto nel set Travel Essentials, in quanto il Base Shadow, come dirò poi, non può essere paragonato ai classici pennelli da applicazione dell’ombretto.

Basic Info: it’s a 5 pieces set sold in a black case that is handy and useful for short travels and whenever you choose to carry very few things on holiday.
All the brushes have quite firm bristles, but Brows and Pixel-Point Eyeliner Brush are less stiff, due to the fact the bristles are in a too large ferrule. This is more evident in Brows Brush.
Not all the bristles are perfectly cut but I didn’t find this being relevant in their performance.
Some thoughts: set is called ‘Starter’, but: is it a starter kit for real? Yeah, but no, but yeah, as Vicky Pollard would say. Why did Sam put the Accent Brush and did not think of a flat stiff oval shading brush, different from the one sold individually and the one in Travel Essentals Kit? It’d have had more sense in a set designed for starters. Moreover, the Base Shadow, as I’m gonna to tell you, isn’t comparable to classic shading brushes.

Prezzo/Price: £ 20,99 (around €25) on love-makeup.

BASE SHADOW BRUSH
Forma: apparentemente somiglia al famosissimo 217 di MAC, ma è più piatto, un pochino più largo e con la punta tagliata a triangolo.
Shape: similar to the outrageously famous MAC 217, but thinner and slightly larger and with a triangular tip.

Uso: ottimo per stendere il colore in poche passate sulla palpebra mobile se si ha un occhio abbastanza grande, ci si riesce anche su occhi più piccoli, ma per questi ultimi trovo sia più indicato per stendere uno strato lieve di un colore chiaro o neutrale su tutto l’occhio oppure, sfruttando la punta e tenendo la mano leggera, per sfumare in maniera precisa.
Quando ho preso il set speravo che il Base Shadow potesse affiancare ed essere un equivalente sintetico del MAC 217 (di cui ne comprerei altri due, non mi venissero scrupoli etici al riguardo che ovviamente all’epoca in cui l’ho preso non avevo). Questa speranza è stata disattesa dopo le prime prove perché, nonostante non sia affatto male come pennello da sfumatura e sia anzi piuttosto preciso, sul mio occhio non funziona altrettanto bene come il 217: richiede una mano più leggera e di caricare molto meno prodotto, altrimenti è un disastro. In generale, è meno preciso del 217.

Use: good for applying colour in few strokes on medium-large spaced lids. It’s a bit too wide for the small ones, imho and if you have small eyes you will consider to use it to put a light sweep of a neutral colour all over the eye (lid+browbone). Or, you can use the tip of this brush to blend quite precisely: I suggest you to this kind of job with a light hand.
When I bought the set I hoped this would have become a synthetic dupe for my MAC 217 (I love that brush and I would buy other two if they weren’t made of goat hair): it wasn’t so. After the first attempts of using Base Shadow as a blending brush I was disappointed to see that it doesn’t work on me. I mean, it’s ok, but not as precise and neat as 217. It requires to be absolutely light-handed and to not load up too much product in order to have a good result.

Giudizio complessivo: è un buon pennello per applicazioni rapide e leggere dell’ombretto sulle palpebre, ultimamente lo uso quasi più spesso dello Shading Brush di RT!

Overall assessment: it’s a good brush for apply eyeshadows quickly and for putting a soft wash of colour. I’m currently using it more often than Real Techniques Shading Brush!

DELUXE CREASE BRUSH
Forma: è una versione più cicciotta dei classici crease brush (pennelli da piega). Morbido e denso, ma piuttosto resistente.
Nel paragrafo seguente capirete perché l’ho messo a paragone col MAC 224 e non con il 219 o altri crease brush…

Shape: it’s a bigger version of classic crease brush. Fluffy and soft, but quite firm. I decided to compare it with MAC 224 instead of other crease brushes: you’re gonna read why in the following lines.

Uso: è un pennello estremamente versatile. Sfuma molto bene e in maniera morbida, ma più precisa rispetto al 224 di MAC, probabilmente perché più denso. Si comporta egregiamente per stendere una passata veloce di colore e per illuminare sotto l’arco sopraccigliare. Per chi ha gli occhi piccoli è più indicato per stendere un po’ di colore sulla palpebra piuttosto che per sfumare.
È assolutamente favoloso anche per stendere e sfumare il correttore nel contorno occhi e tutti i prodotti cremosi.

Use: very versatile brush! It blends so well, more precisely than MAC 224 brush does (maybe because RT is more dense) but as soft as this one. It’s awesome also for putting of quick wash of colour all over the eye and for highlighting the brow bone. Small eyed people would appreciate it for the second purpose, rather than blending, as it’s very big.
It’s wonderful also for apply and blend concealer under the eyes and for all creamy products in general.

Giudizio complessivo: mi piace moltissimo, è il mio preferito del set e vale tutti gli altri. Se lo vendessero singolo ne comprerei altri tre!

Overall assessment: I love this brush. It’s definitely my favourite of these five and it’s worth the purchase of the entire set. I’d buy other three if it was individually sold.

ACCENT BRUSH
Forma: piccolissimo, davvero minuto, per darvi un’idea pensate alle unghiette dei neonati. È sottile e rigido, seppur le setole siano morbide.

Shape: think about babies fingernails. It’s the tinies brush I have, stiff and thin, though the bristles are soft enough and they don’t tingle.

Uso: ottimo per creare un punto luce nell’angolo interno, soprattutto con una polvere o un pigmento bagnato. Essendo sottile è molto indicato per stendere il colore all’attaccatura delle ciglia sia inferiori che superiori ed è meraviglioso come smudger dato che sfuma in maniera estremamente precisa a differenza dei più famosi smudger a lunetta (come il 14 di Sephora ed il 214 di MAC).
Il 228 di MAC, con cui l’ho messo a confronto, è più spesso e a mio avviso più indicato per stesure molto circostanziate dei colori come nei make-up arcobaleno, ma meno preciso per tutti questi compiti qui elencati, quindi sono due pennelli, seppure concettualmente simili, complementari per quanto riguarda l’utilizzo pratico.

Use: great for highlighting the inner corner, in particular with a wet eyeshadow or loose pigment. Being such thin, is perfect for applying colour along both the upper and lower lash line and it’s absolutely amazing for smudging work: unlike the half-moon shaped smudgers (as Sephora black n.14 and MAC 214), the Accent Brush smudges very precisely.
In the photos I compared the Accent Brush with MAC 228: this last one is thicker and more appropriate for applying many colours in small areas, as in rainbow make-up looks. On the contrary, it’s not precise enough for the super-duper-detailed work Accent Brush does. So, even if they are quite similar, they are in fact complementary.

Giudizio complessivo: mi piace molto, è piuttosto versatile e recentemente l’ho usato assai di frequente. Non è un pennello per principianti, secondo me, ma chi ha esigenze più particolari o sta cominciando ad averne potrebbe apprezzarlo moltissimo.

Overall assessment: I like this brush very much. It’s versatile and recently I used it very often. In my opinion it’s not a brush for starters but people that are challenging theirselves, or are about to do it, would like it a lot.

PIXEL-POINT EYELINER
Forma: è quella di un classico pennello da eyeliner, ma più spessa e con la punta decisamente più stondata.

Shape: it’s like a classic eyeliner brush, but more dense and with a rounder tip.

Uso: va detto: bisogna essere abituati ad anni di applicazione dell’eyeliner per riuscire a fare una riga non eccessivamente spessa. Tuttavia, pucciandolo nell’eyeliner in gel la punta si compatta un po’ e con mano leggera e un po’ di manualità si riesce ad ottenere una riga abbastanza sottile. Ci tengo a precisare che, a causa della mia forma degli occhi, raramente faccio righe sottili (e preferisco usare la matita a questo scopo, perché così risulta molto meno netta), ma al contrario tendo comunque ad inspessire il tratto per rendere i miei occhi meno appallati. Però è innegabile che il rischio di far danni è in agguato e che ci vuole un po’ di pazienza.
Detto questo, non l’ho usato molte volte. Tenete però conto che da quando mi è arrivato il set ho usato raramente l’eyeliner in gel e ho usato il mio solito 208 di MAC perché l’applicazione è più veloce. Peraltro il Pixel-Point mi è rimasto macchiato di eyeliner blu-verde, caso raro fra i pennelli sintetici che si solito si puliscono molto facilmente.

Use: okay. You have to be able to draw a quite fine line with this brush, and that’s basically a combination of manual skill and experience. However, when you dip the brush into gel-liner, the tip becomes more compact and with a bit of light hand and a lot of patience you’ll be able to draw quite fine lines. I have to say that, due to my slightly rounded eyeshape, I never do fine lines with gel-liners (the few times I do, I want it to be soft and so I use an eye pencil) and I go for thicker application. Anyway, you have to be very careful when you use the Pixel-Point or you’re easily gonna mess up everything.
Said that, I’m being honest: I didn’t use this brush many times. I haven’t use a lot gel eyeliners since the arrival of the set, but I almost always preferred my MAC 208 to the RT one. And, quite bad fact, after some deep cleansing the Pixel-Point brush is still stained with blue-green eyeliner.

Giudizio complessivo: lo promuovo con riserva. Non è male, ma non è nemmeno particolarmente degno di nota. Si salva per un pelo dallo status di sòla, ecco.

Overall assessment: passed with minimum grade. It’s neither bad neither noteworthy: it’s very close to be a fail, to be completely honest.

BROWS BRUSH
Forma: abbastanza sottile. Per capirci, è decisamente più fine di quello di Estée Lauder (NB. da che ho visto sul sito non è più in vendita), mentre è abbastanza simile al 208 di MAC. La larghezza e il taglio sono invece paragonabili a quello di Estée Lauder (che è in setole naturali).

Shape: quite thin, more than Estée Lauder n.15 (which isn’t sold anymore), quite close to MAC 208. Width and angle are, on the other hand, similar to Estée Lauder brush.

Uso: l’ho scartato subito per l’eyeliner perché troppo largo e non abbastanza sottile. L’ho usato una volta sola per dar conferma della mia convinzione e così è stato. Per le sopracciglia non sarebbe male, non fosse che le setole “ballano” un po’ dentro al manico, quindi ci vuole una mano superferma e bisogna tenerla a circa 1/3 del manico.

Use: as I received the set I immediately decided it was too wide for eyeliner application and a tad too thick. I gave it a try once but the result was that I confirmed my initial idea. It’d be nice for eye brows, but the bristles tend to move too much as there are some empty space in the ferrule (=it’s larger than bristles’ width), so you have to use it with a very steady hand in order to have a good application.

Giudizio complessivo: l’ho usato pochissimo. A parte che di norma faccio le sopracciglia o con la matita o con il Brow Set di MAC, quando uso l’ombretto -NB. ho trovato quello perfetto per me, appena mi arriva il full size faccio la recensione- preferisco sempre quello di Estée Lauder perché, pur avendo le setole più morbide, è più preciso dato che le setole non ballano dentro al manico. È l’unico pennello del set che boccio. Spero di ricredermi in futuro.

Overall assessment: I used this brush very few times. I tend to fill and give shape to my brows with brow pencils or MAC Brow Set, but when I use an eyeshadow -I found the perfect one for me, review will come when it arrives- I prefer the Estée Lauder one. It has softer bristles but, still, is more precise as they don’t move inside the ferrule. It’s the only brush of the set I declare to be a fail, but I hope to change my mind someday.

CONCLUSIONI
Nonostante non tutti i suoi componenti mi soddisfino appieno, il set mi piace e uso molto spesso tre pennelli su cinque. Tuttavia, trovo che il set viso sia molto meglio costruito rispetto a questo, che ha dei punti deboli non trascurabili. Forse è un problema mio perché non sono riuscita a trovare il modo di impiegare degnamente i pennelli che mi lasciano un po’ perplessa. Tuttavia, considerato il prezzo del set, il giudizio complessivo è sostanzialmente positivo.

CONCLUSIONS
I like the set even I’m not equally satisfied of its components: I use more than often three of the five brushes included. However, I reckon that Core Collection Set is way better conceived than this, which has some evident weak spots. Maybe it’s me, but I didn’t find a proper way to use the two brushes I’m a bit disappointed about. My final judgement, though, is basically positive, because of the quite low price of the set.

See ya! x

Review: Inglot eye base

29 Oct

Chiedo scusa a tutte le nuove e vecchie persone che seguono questo blog, alle iscritte (grazie!) e a chi sbircia ogni tanto. Ho dei tempi biblici e non sono costante, poi riappaio, scrivo post fiume e scompaio di nuovo. Scusatemi ecco :D
Quest’estate, prima delle vacanze, avevo parlato di test in corso e di review che avrei fatto: da una parte molto meglio per voi dato che in tre mesi ho testato in lungo ed in largo tutto ciò a cui avevo accennato e ho avuto modo di consolidare le mie opinioni. Ho cercato anche di mettere a punto una griglia per rendere le recensioni meno dispersive e più chiare, fatemi sapere che ne pensate.
Comincio con un prodotto che mi aveva incuriosita la prima volta che l’avevo visto e che, dato il prezzo come dirò niente affatto malvagio, ho deciso di acquistare: il primer occhi di Inglot.

Nome: Inglot Eye Base
Packaging: vasetto nero di plastica
Quantità: 15 grammi
Costo: 10 euro (a luglio, se qualcuna sa dirmi se è stato aumentato come gli altri prodotti me lo dica in un commento)
INCI: HYDROGENATED VEGETABLE OIL, CALCIUM ALLUMINIUM BOROSILICATE, DIMETHICONE, HYDROGENATED POLYISOBUTENE, CI 77891, TALC, ISOHEXADECANE, SILICA, ISODECYL NEOPENTANOATE, SQUALANE, CETYL ETHYLHEXANOATE, CI 77492, POLYETHYLENE, BIS-DIGLYCERYL POLYCYLADIPATE-2, C 30-45 ALKYL METHICONE, C 30-45 OLEFIN, CAPRYLYL GLYCOL, TOCOPHEROL, BORON NITRIDE, CI 77491, HEXYLENE GLYCOL, CI 77007

Come si presenta: dal vasetto sembra una mousse di color beige, più tendente al giallo che al rosa, di intensità media. Per chi ha presente il Paint Pot Soft Ochre di MAC, l’Eye Base di Inglot nel vasetto risulta di uno o due toni più scuro.
Consistenza: cremosa, simile ad una mousse. Con l’innalzarsi della temperatura quest’estate è diventata praticamente liquida ed ho dovuto metterla in frigorifero. Al contrario in montagna dove, oltre alle temperature più fresche, la casa in cui alloggiavo era di suo molto fredda ed umida, il primer è diventato più denso, addirittura alcuni giorni quasi solido!

A destra: sfumato -  A sinistra semplicemente steso
NB. la mia mano è attualmente leggermente più colorita rispetto al viso.

In uso da: 10 luglio 2011. L’ho testato anche su un’amica e su mia sorella.
Applicazione: io la stendo con le dita e credo sia il metodo migliore soprattutto quando necessita di essere scaldata. Va sfumata molto bene in quanto opaca: così facendo diventa più chiara e si confonderà con la vostra pelle. Tuttavia si vede dallo swatch sulla mia mano, su pelli chiarissime come la mia il colore non si confonde benissimo, e bisognerà sfumare il triplo per evitare che si noti troppo e che non si vedano aloni giallo-arancioni.
Una volta sfumato questo primer diventa quasi secco, come se vi aveste messo della cipria subito dopo. Su pelli molto secche può creare l’impressione che si formino pieghette o che il prodotto si sfarini.
Performance: proprio per via della texture asciutta, sfumare i colori al di sopra di esso è molto confortevole. Sorprendentemente, anche per quanto riguarda la durata questo primer si comporta bene, non si creano pieghette né chiazze neppure in situazioni in cui si suda molto. Non trovo però che questo primer renda i colori più carichi o vibranti.

Giudizio finale: ho usato questa base dal giorno in cui l’ho comprata praticamente tutti i giorni, salvo pochissime occasioni. Non è male e per il rapporto qualità-prezzo può essere un buon acquisto.
Tuttavia, come dicevo nel post sulle creme contorno occhi io ho la pelle palpebrale piuttosto secca, e nei giorni di maggior secchezza trovo questo primer eccessivamente asciutto. Da questo punti di vista preferivo molto di più il Primer Potion di Urban Decay, in quanto più cremoso senza tuttavia essere unto (come i miei occhi avvertono essere quelli di Beyu e Kiko) ed in più più appiccicoso.
Personalmente non credo ricomprerò questo primer quando l’avrò finito, però penso potrebbe essere un’opzione interessante per chi ha le palpebre molto oleose.

A presto!

Ringrazio mia sorella per la foto dello swatch, che altrimenti sarebbe stata impossibile da realizzare.

Review: Pennelli Real Techniques – parte seconda

8 Jul

Eccoci alla seconda parte della recensione dei pennelli Real Techniques: dopo la prima dedicata ai pennelli singoli, mi occuperò qui del set viso, la Core Collection.
Il set è costituito da quattro pennelli contenuti in un astuccio nero piuttosto pratico per i viaggi. A mio avviso sono pennelli poco adatti a chi ha appena cominciato a truccarsi, perché hanno delle forme (e delle ideali funzioni) piuttosto particolari e specifiche, come vedrete fra poco.
Per il resto, valgono le stesse cose dette per gli altri pennelli e non starò a ripetermi: manico solido ma non lungo, impugnatura salda, setole in taklon morbide ma resistenti assieme. Tutti e quattro i pennelli rispondono bene al test di Rae Morris (vedi sempre il post introduttivo).
Ecco tutti i pennelli, uno per uno. Essendo parte di un set, ho cambiato leggermente la scheda. A “perché l’ho acquistato” ho sostituito “utilizzi che gli ho trovato”, ed a “Lo consiglio?” ho preferito un “giudizio complessivo”.
Prima che mi dimentichi. Il prezzo del set (che vale per tutti i set Real Techniques) è di £ 18,99, ovvero poco più di € 21.

BUFFING BRUSH
Ecco, per questo pennello si pone un problema: non ho niente con cui paragonarlo, il che dimostra ulteriormente che ho un numero limitato di pennelli (mamma, so che non lo leggerai mai, ma se per caso capiti qui, sappilo: HO POCHI PENNELLI). L’unico confronto possibile coi pennelli che posseggo potrebbe essere col mini-kabuki di Sigma, ma sono due tipologie di pennello molto diverse, sia per la forma sia per le possibili funzioni, quindi ho lasciato perdere.
Il diretto rivale è l’F82 di Sigma (che, da quanto mi sembra dalle foto in giro, ha le setole un pochino più corte), ma potrebbe esser loro accostato il Glossy Amplify di Neve il quale,  da che ho visto in rete, ha le setole un po’ più lunghe. In generale, il concetto è quello di un kabuki a manico lungo e le setole più densamente unite.
Si potrebbe anche azzardare un confronto col 109 di MAC, non tanto per la forma (il MAC, setole naturali a parte, ha la testa piatta ed è anche meno denso) quanto per i possibili usi e relativi risultati. Non posseggo nemmeno questo, manco a dirlo.
Insomma, spero che le foto vi bastino a inquadrare questo pennello.
Utilizzi che gli ho trovato: inizialmente ho destinato il buffing brush a sfumare fard* e la polvere da sculpting (ma sì, il fard apposta per scolpire il viso, è che fa figo dire “polvere da sculpting”) dato che mi sembrava che col contour brush restassero troppo netti.
Poi, dopo anni di tentennamenti, ho finalmente deciso di provare un fondotinta minerale, ed ecco che il Buffing brush è diventato Indispensabile! Imprescindibile! Formidabile! Lavora bene il prodotto e, essendo abbastanza stretto, riesce a raggiungere anche i punti più piccoli dove c’è bisogno di maggior precisione. Avendo il naso piccolo (no, non dite “invidia”. Non sto a spiegare, ma vi dico solo che le mie foto di profilo sono VERBOTEN), patisco sempre il fatto che pennelli con una testa troppo larga non mi consentano di stendervi bene il fondo, ed è per questo che per il liquido ho sempre preferito la spugnetta**. È anche per questo che mi son trovata bene con lo stippling di RT di cui vi ho parlato nel post prima.
Giudizio complessivo: è veramente un ottimo pennello, senza dubbio uno dei motivi principali che potrebbe spingere ad acquistare il set. Mi dicono nei commenti al post precedente che si comporta in maniera eccellente anche col fondo liquido: se si è attirati anche dagli altri pennelli del set probabilmente si potrebbe far a meno dello stippling. Forse è il pennello di questo set che può risultare meno intimidante e più utilizzabile per chi è alle prime armi proprio perché può assolvere alla funzione (abbastanza basilare) di stendere il fondotinta, minerale incluso.

CONTOUR BRUSH

Lo so che è evidente la differenza: il MAC ha setole più lunghe e una forma più stretta e marcatamente a goccia. Se si possiede pennelli di questa forma e si è maniache come me, si farà di tutto per far sì che resti perfettamente a punta. Sul MAC 165 tengo sempre su un brush guard. Il Real Techniques mi consente di evitarmelo dato che bastano le dita e le setole si rimettono a posto. C’è da dire però che, appunto, quest’ultimo è decisamente più tondeggiante.È inutile dire che il Real Techniques, oltre al prezzo (il MAC costa 35 euro. Sì. 35. Il mio pensiero quando ho visto il RT è stato “fosse uscito quest’inverno mi sarei risparmiata 35 euro”), differisce dal 165 MAC in quanto utilizzabile anche con prodotti in crema. Cioè, anche il MAC in teoria, ma ha setole così morbide e delicate che farlo sarebbe usargli violenza.
Sono ambedue pennelli che garantiscono un’applicazione precisa ma leggera al tempo stesso, il che è l’ideale soprattutto se si ha una pelle chiara come la mia e scolpire il viso non deve equivalere a trasformarsi in un Cherokee, ma anche per mettere l’illuminante senza diventare un faro nella notte (o una palla da discoteca, a seconda, io preferisco il primo, è più bella come immagine). Il RT essendo leggermente più arrotondato e più corto sfuma di più e più facilmente.
Utilizzi che gli ho trovato: scolpire il viso e illuminante, ma non solo. Lo sto usando quotidianamente per il fard, dato che, non avendo io la minima distinzione fra gote e resto della guancia (non mi sono capitati solo i geni buoni della famiglia, purtroppo), necessito di un’applicazione precisa quasi al millimetro, cosicché oltre a mettere un po’ di colore io riesca a costruire anche (una parvenza di) gote.
È un uso strettamente legato alle mie esigenze personali, in quanto una persona dotata di zigomi e con delle guance più normali lo troverà sicuramente troppo piccolo per mettere il fard, e anzi potrebbe trovarlo troppo piccolo anche per scolpire il viso e ritenere più indicati pennelli tipo quello angolato, per esempio.
Giudizio complessivo: questo è l’esempio di pennello senza il quale una persona che si trucca da poco o che semplicemente si trucca poco limitandosi a poche cose base può tranquillamente fare senza. Per quel che mi riguarda, mi ha risolto un’infinità di problemi, quindi lodi lodi lodi. No, non è un messaggio subliminale ma non troppo e non ricevo compensi o sono in alcun modo affiliata al comune di Lodi (e soprattutto all’Ospedale Maggiore, Maggiore Ospedale).

POINTED FOUNDATION BRUSHSì, la vostra reazione è la reazione di chiunque: come accipigna faccio a stendere il fondotinta con un pennello così minuscolo? Ok che per fare un lavoro fatto bene non serve un pennello grande ma un grande pennello, ma non esageriamo: con questo cosino qua ora che finisco tutta la faccia s’è fatta notte.
Penso che nessuna abbia seriamente deciso di usarlo per lo scopo che recita impresso sul manico, dopo averlo provato una volta. Ho letto e visto video in cui alcuni dicono di usarlo per mettere il fondotinta nei punti più piccoli, come contorno del naso e contorno occhi. SRSLY? Voi usereste (e sporchereste) un pennello solo per fare dei ritocchini?
È il motivo per cui vi cambio pietra di paragone e sostituisco il (valido) pennello SS190, ora F60, di Sigma con l’SS194 (attuale F70), anche se l’ideale sarebbe avere l’F65. Ci siete arrivate da sole credo: il Puntuto da Fondotinta Pennello (posso abbreviare in PFB? Sì, ho deciso che posso) come pennello da fondotinta è un po’ una sòla (scusa Sam), mentre è valido, validissimo come pennello da correttore. Oltre alla dimensione, a renderlo particolarmente adatto allo scopo ha infatti il fatto di essere molto piatto e consente quindi di stendere una quantità sufficiente, ma non esagerata, di prodotto. La lunghezza e la larghezza lo rendono però più adatto ad applicare il correttore non tanto in punti precisi quanto su aree abbastanza estese come quella del contorno occhi, senza concentrare il prodotto in un punto ma stendendolo uniformemente.

Vien da sé che gli
Utilizzi che gli ho trovato: sono in realtà un utilizzo unico e solo e cioè stendere il correttore nella zona contorno occhi. So che molte usano le dita e anch’io l’ho sempre preferito, ma il mio correttore (Full Cover di MUFE, prima o poi ne parlerò) è troppo denso e chiede d’esser lavorato velocemente prima che si asciughi. Col pennello mi si creano molte meno pieghette, anche. Insomma costituiscono una coppia perfetta!
Giudizio complessivo: altro caso di pennello che, se non si hanno particolari esigenze o se non si ha un viso minuto, può risultare superfluo e poco utilizzabile. Lo vedo bene nel kit di un professionista, meno in quello della persona comune che sta iniziando a truccarsi o che è soddisfatta della sua routine e dei pennelli che possiede già, dato che dubito potrebbe trovare un utilizzo per esso (poi magari mi sbaglio eh!).

DETAILER BRUSHIl confronto è chiaramente obbligato: si tratta di un pennello da correttore di precisione, per dettagli minimi. È la metà sia in lunghezza che in spessore del Sigma e quindi trattiene meno colore, garantendo un’applicazione più leggera e naturale, oltre che appunto più precisa. Può essere utilizzato anche come pennello per le labbra.Veniamo alle dolenti note. Oddio, non così dolenti, nel senso che questo povero pennello non ha dimostrato nessun difetto. Il punto è che, non avendo io che occasionali brufoletti che durano una giornata e poi spariscono, non ho particolari motivazioni che mi portino a volerlo utilizzare per il suo scopo originario.
Non sto dicendo che non sia un pennello valido, sicuramente lo è, perché la forma e la sezione sottile sono ottimali allo scopo di effettuare correzioni in aree piccole o molto circoscritte o, ad esempio, a riempire le labbra senza uscire dal contorno.Utilizzi che gli ho trovato: ho fatto una prova con un Lip Tar di OCC. Nessun problema con la stesura, che risulta agevole, ma ho dovuto lavarlo due volte prima di eliminare traccia del Lip Tar; va bene che i Lip Tar macchiano tantissimo, ma per evitare di rovinare e tingerlo permanentemente preferisco lasciar perdere. Dovrei provare con i rossetti normali, questo sì.
Al momento è assieme ai pennelli occhi. Spero di trovargli un possibile uso in quest’area, ma ancora non sono pervenuta a grandi conclusioni.
Giudizio complessivo: rimandato a settembre (o ottobre, novembre, insomma a quando ci saremo capiti).

* vedi post introduttivo

**e ai colori pastello ho sempre preferito il nero, ma quella è un’altra storia.

Vi ringrazio per l’attenzione e la pazienza e spero di esservi stata utile. Ringrazio anche mia sorella per avermi dato una mano con le foto nel post precedente (le unghie azzurre sono le sue, le mie non potrebbero mai essere così lunghe).
Se avete ulteriori dubbi e domande non esitate a scriverle nei commenti!

Alla prossima.

PS. Se nessuna ha niente da obiettare continuerò ad infilare citazionismo musicale da tre soldi all’interno dei post. So che tre quarti della roba sarà sconosciuta ai più e creerà ulteriori dubbi sulla di me persona, ma fa nulla. In caso qualcosa dovesse piacevolmente colpirvi fatemi sapere.

Review: Pennelli Real Techniques – parte prima

6 Jul

Bene, ci siamo. Dopo avervi detto in generale notiziole più o meno utili sui pennelli Real Techniques, possiamo tuffarci fra i pennelli. Comincerò coi pennelli singoli e dedicherò poi il post successivo alla Core Collection (il set viso). Preparate il pop-corn!

SHADING BRUSH
Classico pennello con la punta arrotondata per l’applicazione dell’ombretto. Rispetto al 239 di MAC (sopra, nella foto) risulta più piccolo ma anche più cicciotto, come si vede dal foto-confronto.

Tuttavia, questo spessore non lo rende meno preciso del blasonato rivale e non causa la dispersione del colore nelle setole come avviene in pennelli da ombretto ugualmente fluffy, neppure nel caso di ombretti in polvere libera o minerali. Lo rende invece utilizzabile anche per sfumare il colore in maniera abbastanza precisa, facendo molta meno fatica di quanta la si farebbe utilizzando il 239 per lo stesso scopo.
Perché l’ho acquistato: uso tantissimo il 239. Per evitare di lavarlo ogni due-tre giorni (e quindi usurarlo troppo) mi sono sempre rivolta al metodo strofina-e-strofina sul dorso della mano, ma nel caso di colori molto intensi o diversi fra loro, purtroppo non è sufficiente. Almeno uno shading in più mi serviva, quanto meno così uno lo sporco con una certa gamma di colori e l’altro con un altra e non faccio danni.
Non l’ho ancora provato con gli ombretti in crema, sia perché ne ho uno (un Creaseless di Benefit che probabilmente è pure scaduto) sia perché sono sempre della scuola ditino e passa la paura.
Prezzo: £ 6,99 su love-makeup.co.uk (poco meno di € 8)
Lo consiglio? Se vi serve un pennello (o uno in più) di questo tipo e state già ordinando qualcosa dal sito, sì. Nel senso, a me piace molto e lo ricomprerei, ma ordinare solo questo magari no.

STIPPLING BRUSH
Qui lo vedete raffrontato a due duo-fibre classici ma con forma differente (quello di Sigma è quello più comunemente usato per il fondo e quello di Sephora per il fard*). So che per rendere il confronto più utile dovrei includere anche il 130 di MAC (e fac-simili) e il flat-top di Sigma (F80), ma come ho già detto, ho un numero contenuto di pennelli, e ovviamente non posseggo né l’uno né l’altro.
Ora, a parte la palese differenza nella lunghezza delle setole, e a parte la composizione delle stesse, ovvero totalmente sintetiche nel caso di RT e mix di naturali (nere) e sintetiche (bianche, specifico per quei pochi che non lo sapessero) per gli altri due, credo si possa vedere con questo raffronto quella che a me sembra la differenza sostanziale: la densità.
(L’ordine da sx è sempre: Sephora, Real Techniques, Sigma)
Altra cosa che mi preme portare alla vostra attenzione, la diversa flessibilità delle setole. Farò una dimostrazione pratica utilizzando l’utilissimo test di Rae Morris di cui nel post introduttivo.
(L’ordine da sx è sempre: Sephora, Real Techniques, Sigma)
Sostanzialmente: lo stippling RT, pur essendo più denso e morbido, è però più rigido. Cosa significa? Due cose: quando si stende il fondo, sia che usiate la tecnica più propriamente dello stippling (quindi picchiettando), sia che vi troviate meglio con piccoli movimenti circolari o a distribuirlo con una mano più energica (tipo fondo minerale, per intenderci), il fatto che le setole si pieghino limitatamente fa sì che si sporchi davvero solo la capoccia o comunque il fondo non coli oltre il primo terzo delle setole. Inoltre, l’effetto finale sarà sempre e comunque quel simil-airbrushed, realmente naturale che avreste sempre voluto ottenere con gli altri duo-fibre ma che nei fatti non si verificava.
Perché l’ho acquistato (e considerazioni varie): per il motivo di cui sopra. Poi magari sono io che non so usare i duo-fibre, ma allora perché con questo riesco a stendere il fondo effettivamente come se usassi l’aerografo?
Altra cosa fichissima per le pigre come me. Ho detto che le setole sintetiche sono una pezza clamorosa per il lavaggio perché perfino nella succursale del deserto del Sahara che è casa mia i pennelli ci mettono come minimo 10 ore ad asciugarsi. Lo stippling, chiaramente, ci mette mezza giornata abbondante. Però: come ho già detto, essendo il taklon una fibra sintetica stupenda (ecco scienziati, piuttosto che vivisezionare animali e pensare a dove piazzare centrali nucleari, create soluzioni per una vita  cruelty free), una volta finito di utilizzare il pennello le setole non si separano e non si seccano come avviene con gli altri stippling, ma restano dense come in origine. Il che significa che il pennello può essere utilizzato una seconda volta prima di lavarlo.
Io l’ho usato anche per il primer HD di MUFE. Stende bene anche quello. Potrei provare col fard* in crema, ma temo sempre i pennelli troppo rotondi sulle mie guance che necessitano di venir create dal nulla.
Prezzo: £ 10,99 su love-makeup.co.uk (circa € 12,10)
Lo consiglio? Secondo voi posso sconsigliarvelo, dopo questa spatafiata?

POWDER BRUSH
È grosso. Con grosso non intendo che ha un manico ed una base larga che rende difficoltoso metterlo nel mio porta pennelli e che, ho fatto le prove in vista della prossima partenza, mi costringe a metterlo nella tasca just-in-case del mio brush roll (per chi non sapesse com’è fatto il mio brush-roll). È grosso perché ha una testa ENORME. Potete vederlo anche voi.
Ora, il Sigma con cui l’ho messo a confronto ha perso un’infinità di peli nel giro di un anno e mezzo, quindi probabilmente è un po’ come paragonare la chioma di un bambino a quella di suo nonno (sempre che suo nonno non ricorra a ridicoli trapianti come certi Nani che tutti conosciamo, beninteso), ma comunque anche nei suoi giorni migliori non era così pieno.
Questione cento (e passa) setole di morbidezza: è soffice come e quanto il Sigma, senza però lasciare una cascata di peli al suo passaggio.
Ultima cosa, come anche gli altri pennelli non s’impregna di prodotto. Il che significa che incipriarvi non equivarrà ad infarinarvi e rendervi pronte per la frittura.
Perché l’ho acquistato: in realtà non ne ho acquistato uno solo, ma due. Quello che vedete in foto è il mio, ce n’è un altro che è di mia sorella ed è decisamente più sporco. Nei mesi precedenti avevo ceduto a lei il Sigma per utilizzare il kabukino sempre di Sigma, con cui mi trovavo meglio per mettere la cipria HD. Anche lui è altrettanto affetto da calvizie, però, quindi s’era reso necessario per ambedue un pennello da cipria serio.
Ah, ho piacevolmente scoperto che si comporta benissimo anche con la cipria minerale.
Prezzo: £ 10,99 su love-makeup (circa € 12,10)
Lo consiglio? Assolutamente sì. Anche mia sorella ve lo consiglia.

Stay tuned per la seconda puntata!

*vedi sempre il post introduttivo

Review: Pennelli Real Techniques – Introduzione

5 Jul

Chiedo scusa se sono passati un po’ di giorni ma mi appresto ad affrontare una recensione seria ed articolata e non son cose che si fanno in poco tempo. Cara Christine from temptaliadotcom, prima o poi mi dovrai spiegare come accidenti fai a sfornare tutte quelle recensioni dettagliate quotidianamente. Il tuo typical schedule mi puzza assai.

Bando ai miei deliri. Finalmente vi parlo di loro, di ciò che in US pare vada a ruba (e te credo, a momenti li regalano col 3×2 o “add one dollar and get it for free”) e che invece da noi in Europa e soprattutto da noi in Italia pare siamo veramente in poche ad aver fra le nostre mani: i pennelli Real Techniques dell’amatissima, genialissima, super -issima Samantha Chapman.
[Sam, if you're reading this by chance, I want you to know that you're a badass.]
Mi vedo costretta a dividere la recensione in tre parti, una introduttiva e due sui pennelli, perché il mio acquisto è stato, come dire, sostanzioso. Il mio kit da viso era infatti composto dal set viso base di Sigma, che avevo però progressivamente ceduto quasi del tutto a mia sorella. Sostanzialmente, questo era il mio kit viso prima che decidessi di fidarmi di Sam: mini-kabuki Sigma, pennello classico da fondo Sigma, pennello da correttore Sigma, 129 e 165 di MAC (fard* e contouring). Inoltre, col mio progressivo diventare spaccamaroni come quasi tutti i vegetariani/animalisti, l’idea di utilizzare setole animali, seppur si dice ottenute dalla spazzolatura (uhm?) non mi sconquifera più di tanto.
Risultato, ho acquistato quattro (uno doppio) pennelli singoli e un set, il Core Collection, cioè quello viso. È per questo che per snellire il tutto dividerò in due la recensione:
PRIMA PARTE -> Pennelli Singoli
SECONDA PARTE -> Core Collection

Qualche informazione generale
Sam ha sviluppato una linea di pennelli con una compagnia americana, il che spiega perché in USA sono venduti negli Ulta (catena di negozi simile a Boots e Superdrug. Sto pensando ad un equivalente italiano… Diciamo un Acqua e Sapone un po’ più figo?) e in Europa siano reperibili solo tramite il negozio online UK love-makeup.co.uk ad un prezzo maggiorato per via delle tasse d’importazione.
Esistono tre set (uno viso, uno occhi e uno da viaggio/indispensabili/basic che più basic non si può) e sette pennelli singoli (facciamo sei, uno è uno spazzolino da sopracciglia e separa ciglia-killer come quello di Sephora). Il manico colorato indica la diversa funzione: viola per gli occhi, giallo per la base del viso, rosa per il finish.
Il manico è quasi interamente in metallo, ricoperto da una guaina di gomma in fondo, il che scongiura l’eventualità che parte metallica e setole si separino dal manico: questo però non significa che i pennelli possono esser lavati ed asciugati a testa in su!
I pennelli possono apparire molto corti a chi è abituata a MAC, ma anche a Sigma. Personalmente, avere un manico più corto significa non sbattere contro lo specchio del bagno e maggior maneggevolezza in generale. Forse, per l’uso su altri, un manico più lungo è preferibile.
Le setole sono 100% sintetiche e sono in taklon: sono morbide, ma hanno un’ottima resistenza, e consentono di utilizzare sia prodotti in polvere che in crema. Pulendole bene su un fazzoletto di carta o simili possono essere riutilizzate anche subito perché, essendo più lisce del pelo naturale,  trattengono meno prodotto e non s’incollano troppo assieme. Unico neo: l’asciugatura richiede molto tempo, soprattutto quando come, nei pennelli più grossi, sono tante e densamente concentrate. Anche a casa mia, dove il microclima è vicino a quello desertico, nel senso di caldo e secco, i tempi sono comunque lunghi.

Criteri di valutazione
Essendo io sottoscritta non una make-up artist ma una persona qualsiasi che si colora la faccia, a quanto pare abbastanza bene e sicuramente non passando molto inosservata, qualsiasi cosa che dirò sarà relativo unicamente alle mie esperienze pregresse ed attuali.
Ho ricevuto i pennelli poco meno di due mesi fa circa e da lì li ho usati quasi ogni giorno. L’entusiasmo che si potrà leggere qua e là è frutto della soddisfazione data dall’utilizzo e non dalla gioia dell’iterazione continua del Natale data dall’apertura del pacchetto, oltre che dal confronto con sòle o insoddisfazioni precedenti.
Un test, più “scientifico”, per valutare la qualità arriva direttamente da Rae Morris che nella sezione dedicata ai pennelli del suo Make-up: the ultimate guide (qui la mia review, per chi se la fosse persa) spiega come capire se un pennello meriti o no l’acquisto:
Quando acquisti un pennello, mettilo in equilibrio sulla sua punta. Tieni il pennello in verticale sul dorso della tua mano, con le setole all’ingiù, e fai rimbalzare leggermente il pennello per testare la forza delle setole. Le setole devono solo leggermente piegarsi: se si aprono o si schiacciano completamente il pennello sarà troppo difficile da utilizzare e il trucco andrà da tutte le parti -tranne dove vorrai metterlo-.**
In questa recensione lo si vedrà applicato praticamente in un caso, ma ci tengo comunque a dire che tutti i pennelli Real Techniques in mio possesso superano tutti la prova.

Ok, siamo pronti credo.
State pronti perché la prima parte arriva (quasi) subito.

* Io son (sufficientemente) vecchia e ho iniziato a truccarmi e ad usare (in maniera comica com’è ovvio che sia) il fard quando lo si chiamava fard. La mia UK-filia può al massimo spingermi a usare il termine blusher. Ma blush, assolutamente no. Non ce la posso fare.

** La traduzione è mia, dato che il libro è in inglese. Era inutile specificarlo vero?

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