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Make-up things to remember from 2011 (and some I’d like to forget)

8 Jan

Ciao! Scriverò questo post in doppia lingua, giusto per allungarlo ulteriormente. In realtà, nelle mie intenzioni iniziali questo blog doveva essere bilingue, poi la pigrizia ha vinto: per il nuovo anno ho deciso di riprovarci, anche perché ho bisogno di scrivere il più possibile in inglese. Il motto per il 2012 sarà meno pigrizia e più attività (ma ciò non significa che farò palestra o qualsiasi attività fisica che non sia pogare, ballare in seguito all’aumentare del tasso alcolemico e…va beh, ci siamo capite no? XD). Vediamo per quanto tempo sarò capace di tener fede ai miei propositi.

Hiya! I’m gonna write this list in both English and Italian because I want to, basically. Well, one of my New Year resolutions is to write more and more in English as I need to do it, so, here we are. In fact, when I started this blog I’d imagined it as bilingual, then lazyness won. But for 2012, less lazyness and more activity (this doesn’t mean I’m gonna do any kind of physical activity, except for mosh pit, occasional tipsy dancing and, em…you understand what I mean, do you?)! Let’s see for how long I’ll stand faithful to these words.

Ok, ho divagato abbastanza. Passiamo all’argomento vero e proprio del post, il mio personalissimo elenco di fatti, personaggi e cose legate al trucco che sono felice di aver scoperto o visto quest’anno…e quelli che ringrazio d’esserci lasciate alle spalle. Pronte?

Okay, enough pointless rambling. Let’s move to the main issue, my own personal list of make-up facts, people and things I’m glad to have discovered or seen last year…and the ones I’m happy to have left behind ourselves. Ready?

Marchi che ho scoperto e senza i quali ora non penso potrei vivere: tutti i marchi minerali che ho testato. Scelgo Meow Cosmetics per diverse ragioni ovvero la gamma vastissima di fondotinta e prodotti per il viso in genere, il formato gigantesco della full size di fondotinta (22-30 gr di polvere in una jar da 80 gr), le frequenti offerte, l’aiuto fornito nelle spedizioni alle italiane sfigate (…capito cosa intendo vero?), e via andare. Unico neo, i samples, scarsini, ma pazienza.

Brand I discovered and now I think I can’t live without: all mineral companies, but I choose Meow Cosmetics for many reasons as huge range of foundations and face products, giant size of their full size foundation (22-30 gr in a 80 gr jar!) frequent sales, help given with shipping and so on. Only cons, their samples are quite poor, but whatever.

Brand di cui non avrei mai creduto di innamorarmi: Estée Lauder. Dustin Hunter, è quasi del tutto colpa tua: non avresti mai dovuto mostrare le collezioni di EL dicendo tutte quelle belle cose al riguardo. Mia madre ha concluso l’opera, lodando ogni singolo giorno i prodotti di skincare targati EL.

Brand I’d never believed I would fall in love with: Estée Lauder. Dustin Hunter, it’s mainly your fault. You should have never showed EL collections saying all those good things about them. My mom did the rest of the job, by praising everyday their skincare.

La collezione che MAC poteva risparmiarsi: Ne avrei un po’ da elencare ma dirò quella che m’è sembrata più sòla, ovvero la MAC e Wonder Woman. Il packaging ci stava anche, dato il tema, i prodotti no, deludentissimi. E dire che di solito le collezioni primaverili di MAC hanno dei pezzi e dei colori interessanti…

Collection that MAC could have skipped: Among the others, I definitely say Wonder Woman. The so hated packaging was, imho, the only good thing of it. The average of products were so, meh. And MAC previously did such interesting spring collections…Such a disappoint!

Migliore collezione: Theatre of the Nameless di Illamasqua. Dalle foto promozionali, che a mio parere sono sempre le più belle ed originali di tutto l’universo cosmetico, al concept, che riprende e rivisita le origini del marchio Kryolan e quindi di Illamasqua stesso, ai prodotti. Non ne ho acquistato nessuno, ma solo perché l’estate appena passata ho deciso di fare un serio digiuno cosmetico e acquistare solo il necessario (ho ceduto solo per Aleguaras e un rossetto). Però mi piacciono quasi tutti (eccetto il gloss neutro) e trovo che siano stati pensati e messi insieme con molto criterio, cosa che non sempre avviene nelle collezioni.

Best collection:
Illamasqua Theatre of the Nameless. From promo shooting, which are always the most beautiful and edgey in all make-up scenario, to the concept, taking up and re-interpreting the roots of Kryolan (and of Illamasqua itself), to products. I haven’t bought any of them, since I decided last summer to stop buying make-up I don’t actually need. However, I like a lot all of them (beside the neutral lipgloss) and I reckon they were imagined and put together very wisely, which has not to be taken for granted seeing other collections…

Negozio online da cui comprerei ogni giorno solo per ricevere i loro pacchi: Illamasqua. Chi mi conosce ha già capito perché: tutto quel nero!

e-store I would buy everyday from only to receive their parcels: Illamasqua. And people who know me have already understood why: all that black…

Negozio preferito: MAC Pro Store di Milano-Brera, essenzialmente perché ci lavora Agostina, una delle truccatrici più gentili e capaci di interpretare (e stravolgere) i miei gusti.

Favourite shop: MAC Pro Store, Milano-Brera (mostly because one of the most lovely mua I’ve ever met, Agostina, works there).

L’esperienza-commessa peggiore: settembre, commessa di Sephora che alla mia domanda rispetto alla collezione Modern Mercury di Estée Lauder non solo non sa dirmi se alcuni pezzi siano arrivati o meno ma addirittura non sa che c’è un angolo di uno stand dedicato ad essa.

Worst experience with a shopassistant: on September at Sephora, the girl wasn’t able to tell me if Estée Lauder Modern Mercury was arrived, if some items were already sold out and she wasn’t even aware that there was a mini-stand for the collection!

Lo smalto di Chanel più WTF? Pearl Drop, collezione primaverile. Ma che davero? 25 euro per uno smalto biancastro-pannoso di cui bisogna dare almeno tre mani per arginare l’effetto nonna Abelarda, cosa che comunque si ha lo stesso? Cioè vabbé…

Chanel nail varnish that made me say WTF? Pearl Drop from the Spring collection. Why should someone spend 25 euro for a whitey varnish that you need to layer in at least three coats in order to not seem your nan? And  seem your nan, anyway?

Look che mi è piaciuto di più indossare: quest’anno mi sono sbizzarrita molto con i colori, penso di non aver trascurato niente XD ma uno dei miei look preferiti è stato sicuramente ombretto giallo (Buttercupcake di Sugarpill) e eyeliner nero.

Look I most loved to wear: I varied a lot this year, from earth tones to bold colours, but one of my favourite looks was yellow eyeshadow (Sugarpill Buttercupcake) and black eyeliner.

Icone e fonte d’ispirazione/Inspirational icons:
Nicki Minaj
Nei suoi look usa sempre colori accesi, spesso fluo, e li porta con una sicurezza pazzesca quando praticamente chiunque nello showbiz s’è convertito al look naturale. Ok, sembra una Barbie Peripatetica: quindi? Non vedo l’ora di vedere il Viva Glam ispirato a lei!

She wears bold looks with great confidence, when almost everyone in the showbiz has embraced natural make-up. Yeah, she seems a Slutty Barbie: so what? Can’t wait to see MAC Viva Glam inspired by her!

Vicky McClure
Per chi non la conoscesse, è una bravissima attrice britannica (e questo fatto da solo basterebbe per giustificare perché per me sia un’icona) ed è bellissima anche in This is England ’86 e ’88, dove interpreta il ruolo di una giovane donna che sta attraversando un periodo molto difficile della sua vita, quindi anche il suo aspetto è tutto tranne che sano e curato. La amo. E anche Illamasqua la ama.

She’s an amazing British (and that would be enough for me to love her) actress and she could look absolutely gorgeous even in This is England ’86 and ’88, where she portrays a young woman who’s going through a hard time and who’s really poorly. I bloody love her. And also Illamasqua does.

Trend che anche no: il proliferare delle palette di toni neutrali. Ci siamo trascinati dal 2010 la Naked-mania con la gente che è tipo impazzita per trovarla e siamo arrivati a dicembre con l’annuncio della Naked 2. In mezzo ci sono state versioni più o meno low cost, più o meno eco-bio, più o meno valide… E la cosa non pare fermarsi vista la preview della collezione primaverile di Too Faced. Per carità, va bene i colori naturali però questo denota un atteggiamento da parte delle case cosmetiche che non mi piace affatto.

Trend “NO, PLEASE, NO!”: the popping up of all this neutral palettes. We carried on with the Naked-mania that started in 2010 (people went crazy to find it) and we ended the year with the launch of Naked 2. In between these two Urban Decay palettes, we saw loads of neutral palettes: low and high cost, organic and not, awesome and awkward… And it seems to be a neverending story: go and see the new Too Faced spring collection. Beware: there’s nothing wrong in natural colours, but I think cosmetic companies are seriously resting on the laurels and this is not good.

Tip of the year: come riconoscere se un pennello è valido, by Rae Morris. Grazie Rae, se trovo qualcuno che mi compra un rene mi compro anche il tuo set di pennelli.

Tip of the year: how to verify is a brush is good or not, found in Rae Morris’ Make Up the ultimate guide book. Thank you Rae, if I found a buyer for one of my kidneys I’d buy your brush set, also.

Scoperte youtubbiane dell’anno/YT discoveries of the year:
Regina in Neverland
(http://www.youtube.com/user/ReginaInNeverland)
Tecnica ottima e look meravigliosi, ma quel che mi piace più di tutto di Regina è che spiega davvero passo dopo passo che cosa sta facendo e soprattutto perché. So che non otterrò mai risultati puliti e precisi come i suoi, ma mi ha fatto venir voglia di provare a imparare la pencil technique ed, inoltre, a lavorare di più sulla forma del mio occhio.

(photo from Regina’s Facebook fan page)

Great technique and stunning looks, but what I love most of her is that she seriously explains step-by-step what she’s doing and, most important, why. I know I won’t never obtain polished looks as hers, but she made me want to try to learn the pencil technique and work more on my eye shape. Italian channel, I’m sorry for foreigners.

A Model Recommends (http://www.youtube.com/AModelRecommends)
Sapevamo già che non tutti i modelli sono solo belli belli in modo assurdo. Ma che dire di una modella che mostra alla gente come ricreare il glamour delle passerelle e delle copertine patinate con pochi gesti? Quel che amo di Ruth Crilly è che pur vivendo e lavorando nel mondo della moda mostra un approccio genuino e coi piedi per terra sia nel suo blog che nel suo canale. Oltre a ciò, recensisce caterve di prodotti cosmetici, non solo trucchi ma anche per la cura della pelle, sia di fascia di prezzo alta che economici: fra tutti questi una persona può decisamente trovare qualcosa di suo interesse. Da ultimo, scrive sempre nell’infobox i prezzi e, in caso di prodotti meno noti, dove acquistarli in UK. Ah, sì, è inglese… Dovevo specificarlo subito dite? XD

(photo from her blog)

We already knew that not all the models are only really really ridiculously good looking. But what about a model that shows people how to recreate the glamour of catwalk and lushious magazines covers in few strokes? What I love of Ruth Crilly is that she lives and works in the fashion industry, but she shows a totally down to earth approach in her blog and her channel. In add to this, she reviews tons of make-up products, but also skincare, both high end and high street: one could definitely find something to try among them. Last but not least, she always writes the prices and, in case of less known products, where to buy in the UK. Oh, yeah, she’s English… Should I have told you from the start? XD

E’ tutto! Spero vi siate un po’ divertite e ditemi se siete d’accordo o no con la mia lista. A presto!

I’m done! Hope you enjoyed this post and tell me if you agree or disagree with me. See ya! x

Rae Morris “Make-up: The ultimate guide” – book review

29 Jun

Avevo in mente di scrivere il post sui pennelli Real Techniques che ho provato finora ed ero quasi pronta a far delle foto, ma appena ho finito di preparare la mia insalata poco veg (uno dei due ingredienti principali sono i gamberetti) ma molto buona s’è annuvolato e pare si debba scatenare una tempesta, quindi rimando ad un altro giorno questo post e vi parlerò oggi del secondo libro di trucco che ho acquistato da amazon.co.uk, ovvero Make-up: The ultimate guide di Rae Morris.

Due parole su Rae Morris: è una delle make-up artist più quotate al mondo. Australiana, gran fre…gran bella donna che dimostra meno degli anni che ha, è direttrice della linea di trucco di L’Oreal per l’Australia e tiene workshop costoserrimi soprattutto in Aussie: vi sorprenderà sapere che, a differenza di molti suoi colleghi altrettanto illustri, ha un canale you-tube dove in tre minuti regala più tips and tricks che la tutorialist media in tutto il suo canale. Pensatela come una Wayne Goss (che peraltro ha sponsorizzato il suo canale) donna (ma dai?), più glamour e più sintetica ancora di quanto non lo sia già nostro Welshman preferito (Goss è gallese, in caso qualcuno non lo sapesse!).

Make-up: The ultimate guide è il suo primo libro, ne ha realizzati altri due ma le recensioni al riguardo sono contrastanti. Questo è sicuramente quello principale e fondativo per quello che definisco, più che lo stile, il Rae Morris-pensiero. Questi i capisaldi di Rae, in sintesi:

  • un buon kit fa la differenza ma soprattutto a farla è un buon kit di pennelli. Meglio un ombretto in meno e un pennello in più che viceversa.
  • il viso, gli occhi e le labbra vanno adeguatamente preparati. Non sovrabbondare coi prodotti: se si usa un primer viso è inutile utilizzare una crema idratante, il tonico non è quasi mai necessario. Eliminare ogni traccia di unto dagli occhi con dello struccante, mettere del fondotinta e poi una cipria traslucente. Esfoliare le labbra e idratarle (la Morris usa lanolina trasparente) prima di mettere il rossetto.
  • è fondamentale è dare la giusta forma alle sopracciglia, altrimenti perfino il trucco più sexy e glamour non risalterà mai. Le sopracciglia fanno la differenza.
  • l’attenzione di chi ci guarda va in primis sullo sguardo, quindi è consigliabile spendere molto più tempo a truccare gli occhi che fare la base.
  • la base va fatta DOPO il trucco occhi, così da evitare fallout e di dover rifare l’intero trucco del viso se toppiamo un occhio. Se non si ha tempo, piuttosto mettersi il fondo in ascensore, in macchina, eccetera. L’unica circostanza in cui la base può esser fatta prima è se si sceglie un trucco non-trucco sugli occhi per puntare tutto sulle labbra.
  • superare i 40 anni non significa sposare la causa del meno trucco possibile e soprattutto rinunciare ad essere glamour. Bisogna solo evitare i colori da Spice Girls (parole di Rae, ndr) e adottare i giusti accorgimenti.
  • truccarsi gli occhi e fare un buon contouring (ma qualsiasi cosa del trucco) richiede molta pratica. Siate pazienti e provate, provate, provate.

Vi sarà subito chiaro che il testo di Rae Morris è diverso da molti libri sul trucco che seguono un approccio più classicamente didattico ed illustrativo, in sostanza volti a far apprendere le tecniche base al pubblico generale: in Make-up the ultimate guide Rae Morris spiega come lei, quindi una professionista, sceglie quali ciglia finte mettere alle modelle, come realizza il contouring, in che modo stende il rossetto e via discorrendo.
Tutte le tecniche, i tips e i trucchetti che compaiono nel libro sono esattamente quelli che la Morris utilizza nel suo lavoro. Credetemi, sono TANTISSIMI.
Un’altra cosa che differenzia questo libro è lo stile con cui è scritto: se i classici libri di trucco hanno un tono piuttosto accademico, quello della Morris è brillante e diretto (cosa, questa, decisamente molto Aussie), come se stesse parlando personalmente a ciascun lettore, tipo vicina di casa (MAGARI!) un po’ petulante. I suoi consigli suonano quasi sempre come se dicesse “io ti sto dicendo passo dopo passo come fare per non fare cagate, poi se fai di testa tua fai pure ma non prendertela con me”. Non è così rude, sia chiaro, ma piuttosto convinta di quello che sostiene, sì. Ribadisco, è pur sempre un’Aussie: ora, lo so che chi non è esperta delle caratteristiche delle nazionalità English speaking non capirà molto, ma fidatevi che la schiettezza è decisamente qualcosa di molto australiano.

Detto tutto ciò, cosa offre in soldoni Rae Morris in questo libro, a parte la sua filosofia, la sua franchezza e tutta una serie di tips and tricks?
Molte cose. Innanzitutto, dei look occhi PAZZESCHI per occhi occidentali, occhi orientali e over 40. Ne ho testati un paio (uno su di me, uno su mia madre), posso dire che sono riproducibili e non importabili. Ce ne sono alcuni con cui chiunque può uscire a far la spesa, non solo io. Ma per venire incontro a chi è spesso di fretta e magari è alle prime armi, ci sono anche dieci semplici trucchi da realizzare in dieci minuti, fra cui uno intitolato proprio “Natural look”. I passaggi sono illustrati con fotografie non ritoccate e si vedono quindi la cipria o la crema applicata sull’occhiaia per rimuovere l’eccesso, i fall-out, eccetera.
Rimanendo in zona occhi: ottima la parte sulla scelta dei colori più adatti ai diversi colori di occhi, mostrando non solo i classici complementari (intensifiers), ma anche quali siano i pigmenti che “accendono” l’iride (per gli occhi azzurri sono anche i teal!), quelli metallici (oro, argento, ecc) più adatti e quali colori, usati con parsimonia in alcune aree specifiche (attaccatura delle ciglia, angolo interno o esterno, ecc), creino un maggiore impatto.
Poi, senza dubbio, da menzionare uno splendido capitolo sul contouring, dove le foto sono in bianco e nero per evidenziare meglio il lavoro di sfumatura. Non lascia decisamente dubbi, invita solo a far prove su prove affinché riesca bene.
Altrettanto interessanti e ben realizzate le sezioni su highlighting, bronzer e sulle labbra, quest’ultima più discorsiva che pratica in quanto gli step by step mostrano come ottenere labbra più piene e un look decisamente glam realizzato con dei pigmenti al posto del rossetto. Particolare il capitolo sul fondotinta, in cui Rae Morris ci mostra tre modi di creare la base viso, dalla più leggera a quella più coprente (ma che comunque non è né una maschera né opaca), un po’ diversi dal semplice stendere un fondo e via.
Decisamente più sintetica la parte sul fard, dato che per Rae Morris il solo modo di metterlo è quello sempre consigliato da Goss, obliquo e più vicino agli occhi che alla bocca, in modo da sollevare gli zigomi. Per alcuni sarà troppo sintetica, ma io credo che, dato che tutto il libro illustra il trucco secondo Rae Morris, questa parte sia perfettamente coerente col resto.
Quello che è poco sviluppato sono invece i correttori: dal discorso che fa la Morris sembra che preferisca prima lavorare col fondotinta e poi eventualmente correggere. E’ un peccato che però, vista l’attenzione dimostrata alle donne over 40, non faccia menzione di come minimizzare le borse. Se non ricordo male, in un’intervista ha detto di avere in cantiere un libro per le donne dai 40 agli 80 anni, quindi magari parlerà anche di questo. Personalmente, il libro di Jemma Kidd colma quasi per intero questo gap, così come le lacune di JK su contouring e highlighting sono riempite da Rae Morris, quindi a me sta anche bene così.

Lo consiglio quindi? Sì sì sì. Assolutamente sì. Non so se si sia capito, trovo questo libro veramente fantastico, nonostante la mancanza di cui sopra. E adoro come è scritto, perché rende la lettura un piacere. Rae, diventa la mia vicina di casa. Please.
Ottimo sia per chi è alle prime armi e magari non ha un pregresso di (falsi) miti, sia per chi se la cava abbastanza bene ma sente comunque di non essere al livello di una pro. Non lo si sarà comunque, ma quantomeno ci si sentirà più competenti e più stimolati a sfidare tutto. Anche se stessi.

Easter Egg. Non ditemi che non vi voglio bene!

INFORMAZIONI UTILI:

titolo completo:  Rae Morris, Make-up: The ultimate Guide, Crows Nest, Allen & Unwin publisher/ London, Apple Press

dati “tecnici”: lingua inglese, 246 pagine

prezzo di copertina: £16,99 (€18,91 al cambio di oggi 29/06/2011). Io l’ho pagato £10,96, quindi ho risparmiato quasi 7 euro (adesso è a £10,28!).

dove acquistarlo: in tutte le librerie online anche italiane. io l’ho preso da Amazon UK, assieme a quello di Jemma Kidd. Trovate qui i dettagli.

Homemade Brush Roll (and How-don’t when you travel)

15 Sep

Hi there.
Tomorrow I’m going to Rome for some days and I thought it can be nice to show you what I’m carrying with me and, most of all, where I put my brushes. I said nice, not useful, because I think I’m the perfect example of what NOT to do when you have to stay in the 10kg limit: if my make-up bag had been smaller, I would have been able to carry with me a pair of shoes in addition to which I’m wearing during the journey…

Ciao a tutte/i!
Domani vado a Roma per qualche giorno e ho pensato potesse essere carino mostrarvi quali cosmetici porterò con me e, soprattutto, dove ho riposto i miei pennelli. Ho detto “carino” e non “utile” perché penso di essere il perfetto esempio di cosa NON fare quando si deve stare entro il limite dei 10kg: se mi fossi contenuta nella trousse, avrei potuto portarmi un paio di scarpe in più oltre a quelle con cui viaggerò!

Preliminary note: I’ve always had the tendency of over-filling my make-up bag, even when my make-up routine consisted only of moisturizer-skin toned eyeshadow-liquid eyeliner. The most interesting thing is that, as the amount of make-up to put into has increased dramatically, the make-up bag has remained the same.
Well, last year I was able to carry with me a bag for make-up only and another bag, for moisturizer, eyecream, shampoo, conditioner and other beauty related stuff… But since I started to save money on journeys and choosing low-cost flights, I entered the harsh tunnel of the hand luggage limit.
To make a long story short, any time I pack, I have to ask myself constantly: “What kind of look and how many look I’m going to do?”.
Brushes comes as a consequence to this choice.

Nota: ho sempre avuto la tendenza insopprimibile a far scoppiare la mia trousse, anche quando la mia routine make-up comprendeva unicamente crema idratante, ombretto beige e eyeliner. La cosa divertente è che nonostante mano a mano siano aumentati i prodotti, la trousse è rimasta la stessa. Oddio, lo scorso anno ho viaggiato con due trousse, una solo per i cosmetici e una per gli altri prodotti (shampoo, deodorante…)…
Da quando ho deciso di viaggiare low-cost, però, sono stata costretta ad entrare nel tremendo tunnel del limite imposto dal bagaglio a mano. Per farla breve: ogni volta che faccio la valigia devo domandarmi quali e quanti look farò. I pennelli li scelgo di conseguenza.

Here’s the list of products I put in my make-up bag. I’m going to stay in Rome five days, hosted by a friend who loves being my guinea pig for make-up experiments: that’s why I chose to carry with me more eyeshadows than I normally do.

  • Herborist’s moisturizer and eye cream
  • Erbolario (an Italian company) lip balm
  • MAC Strobe Cream (in a tiny jar)
  • MUFE HD Foundation (the full tube. I’d have liked to pour some in a small container, but it had been impossibile)
  • MUFE cream concealers palette
  • MUFE HD powder (in its jar: I don’t want to risk they think it’s ANOTHER THING)
  • MAC Prim and Proper blush (a shade which fits all)
  • Urban Decay Primer Potion
  • a MAC self-composed quad with Brule, Mystery (my basic shades), Satellite Dreams and Plumage
  • Sugarpill Sweetheart Palette (which contains a white, a neon pink, a bright light blue and a green)
  • single eyeshadows: NYX Black, Sugarpill Buttercupcake (yellow) and Poison Plum, Urban Decay Toasted
  • a sample of MAC Old Gold pigment
  • MAC Blacktrack (gel eyeliner)
  • three pencil eyeliners: purple (MAC Purple Dash), blue (NYX Sapphire), black (Collistar kajal) + MAC Chromagraphic (NW20/NC15)
  • MUFE Smoky Lash mascara

Questa la lista dei prodotti che ho messo nel mio astuccio del trucco. Starò a Roma per cinque giorni, ospite di un’amica che adora farsi truccare e farmi da cavia, ed è per questo che porto più ombretti di quanti ne porterei normalmente (oddio, non sempre è vero, ma generalmente sì).

  • crema idratante e contorno occhi della Herborist
  • balsamo labbra ai quattro burri di Erbolario (nuovo, devo testarlo)
  • MAC Strobe Cream (in una mini jar di Sephora)
  • Fondotinta HD MUFE (l’intero tubo, non sono riuscita a travasarlo purtroppo)
  • palette dei correttori MUFE
  • cipria HD MUFE (nella sua jar, spero così di evitare il rischio che risulti sospetta…)
  • blush Prim and Proper MAC (un colore che sta bene con tutto o quasi)
  • Urban Decay Primer Potion
  • un quad di MAC da me composto con Brule, Mystery (i miei colori mai-senza), Satellite Dreams (poteva mancare?) e Plumage
  • Sweetheart Palette di Sugarpill (di cui parlerò. contiene un bianco, un rosa neon, un azzurro e un verde chiaro accesi, tutti matte o quasi)
  • ombretti singoli: nero di NYX, Buttercupcake (giallo matte) e Poison Plum (viola matte) di Sugarpill, Toasted di Urban Decay
  • un sampke del pigmento Old Gold di MAC
  • MAC Blacktrack (eyeliner in gel)
  • tre matite per occhi: viola (Purple Dash di MAC), blu (Sapphire di NYX), nera (kajal di Collistar) + MAC Chromagraphic (NW20/NC15)
  • mascara Smoky Lash di MUFE

In add to this there’s my brush-teeth, a mini-sized bottle of my shampoo, deodorant, eye make-up remover (I have sensitive eyes and I have to use a specific one), daily contact lenses. Oh, and yes, some hairgrips.

Ci sono inoltre: spazzolino da viaggio, una mini bottiglietta in cui ho travasato lo shampoo, deodorante, struccante per occhi (ho gli occhi sensibili e devo usarne uno specifico, ve ne parlerò), lenti a contatto giornaliere. Ah, e delle mollettine per capelli.

And here’s the my brush roll! I’m very proud of it, I chose the tissue and my mother sew it.
We take inspiration from this tutorial, but my mother used a differend sewing technique in order to make the seams more resistant. I’m not able to explain it technically (sewing is not my cup of tea…), but I rely on my mother’ skills.
Here’s the photos!

Ed ecco qui il mio brush roll! Ne sono molto orgogliosa: ho scelto colore e stampa del tessuto e mia madre l’ha cucito a macchina.
Per realizzarlo abbiamo preso ispirazione da questo tutorial, ma mia madre ha adottato una tecnica di cucito diversa per rendere le cuciture più resistenti. Non sono in grado di spiegarvela, dato io e il cucito siamo due rette parallele, ma mi fido delle capacità di mia madre.
Ecco le foto!



Hope you like it. Hear you soon! xxx

Spero vi piaccia. A presto e bacioni!

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