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Bare swatches (+ first impressions)/ Neve Cosmetics Arcobaleni, single shades

28 Apr

Ciao a tutti.
Per come sono io, l’eventualità di una palette pre-composta è improbabile. Le uniche palette già fatte che ho sono tre Sleek e il quad di Sugarpill. Il fatto è che l’esperienza delle Sleek mi ha insegnato che ci saranno sempre dei colori sòla all’interno di una palette, dei toni che non mi convinceranno del tutto o che potrebbero farmi allergia.
Quando Neve uscì gli Arcobaleni, andai in visibilio per Intensissimi e Scurissimi, e se per la prima mi bastò poco tempo per rendermi conto che buona parte dei colori li avevo già, per quanto riguarda la seconda la fissazione non è mai smessa. Non ho mai ceduto, però ogni tre per due aprivo il vecchio sito Neve e me la mettevo nel carrello. Scoperta l’allergia al carminio e in mezzo alla tragedia di non poter utilizzare buona parte dei miei ombretti, un pensiero mi consolava: “fortuna che non ho preso la Scurissimi”. Questa contiene infatti ben tre ombretti malefici (ormai dovreste aver capito che quando parlo di “malefico” intendo contenente carminio quindi non vegano), che sono poi tre tonalità da sturbo in quanto della famiglia dei viola.
Detto ciò, quando poi sono uscite le cialde singole ho riflettuto sull’opportunità di prendere quelle vegan, ma fra il costo e fra che ho scoperto Aleguaras, alias la mia rovina (XD), ho lasciato perdere anche quella volta.
Però mi sono rimaste sul gozzo, come si suol dire, soprattutto alcuni colori degli Arcobaleni in generale mi sembrava potessero essere gli unici possibili sostituti di ombretti che ho dovuto cedere.
La promo di settimana scorsa per l’uscita dei Blushissimi è stata un mezzo fulmine a ciel sereno. Le cialde a €2,50 erano un’occasione veramente ghiotta, quindi ho rotto il mio ban da ombretti e dopo aver fatto due palle così alla comare con i miei sensi di colpa (ogni tanto vorrei dire alla mia testa che gli acquisti avvengono a mia insaputa, ma credo non funga come giustificazione rispetto a me stessa), ho ceduto.
Questi i colori che ho preso per me, più uno per mia madre che sicuramente lo userà appena finisce il suo classico color crema (quello in auge al momento è quello di Inglot che vedete negli swatches).
Essendo che mi sono arrivati solo mercoledì l’altro e non ho avuto modo di utilizzarli tutti o di fare sufficienti prove, mi limito a mostrarvi gli swatches. Per far sì che ci sia più ciccia, ve li presento in comparazione con toni simili o potenzialmente equivalenti.
Vi mostro anche come li ho sistemati: è una soluzione provvisoria, perché l’idea è di acquistare la Z palette e mettervi sia questi che altri ombretti (principalmente in cialde da 36mm, ma non solo) che vorrei depottare per ottimizzare ulteriormente lo spazio. Non ho messo magneti al di sotto, anche se li ho: sono semplicemente incastrati quindi devo chiaramente usare attenzione. Tanto sono solo io a mettere mano alla palette e al cassetto in cui è posta (mia madre ha timore di tutto lo storage, non so se per il contenuto o per via della mia mania per l’ordine tale per cui se vedo qualcosa fuori posto sclero), quindi sò cazzi mia, per dirla in francese.

Bando alle ciance!
Il primo colore che vi mostro è Inchiostro. Blu navy intenso, un colore pazzesco a mio avviso, bello anche usato come eyeliner e che voglio provare, fra le altre cose, in uno smokey blu. Temevo possibili somiglianze con Prussian, che invece è più soft e a base più tendente al verde: a mio avviso, per le persone che temono il colore è meglio il MAC. Vedendo la cialda e la base così blu ho pensato quindi a paragonarlo all’Inglot 428P, che è un quasi dupe di Deep Truth di MAC (ma più scrivente e più scuro) e quindi anche a Camden Town di Neve. Come vedete, oltre al finish diverso, Inchiostro è leggermente meno scuro e decisamente meno elettrico.

Proseguo con Shock, che è uno dei colori di cui sentivo l’esigenza dopo aver dovuto rinunciare a quello che è e resta uno dei miei viola preferiti di sempre ovvero Indian Ink di MAC. Shock è diverso da quest’ultimo, che è un melanzana scuro, ma può sostituirlo degnamente se mischiato con una punta di viola in base rossa, un marrone caldo o comunque un tono che lo scaldi un po’.
Non avendo più Indian Ink (che però è in buonissime mani!), l’unico colore con cui accostarlo è Violet Trance di MAC. Differenza abissale di scrivenza a parte, Shock è satinato (si vede bene al sole) e a base marcatamente più blu.

Stando fra i viola, ecco l’altro tono che per me è un quasi-sostituto di un colore che avevo e amavo moltissimo, ovvero Poison Plum di Sugarpill (adottato dalla stessa brava fanciulla che ha preso con sé Indian Ink): Velvet. È parte della Intensissimi, e capisco perché la palette si chiami così: il colore di per sé non è così forte, ma la base è molto accesa. Macchia la pelle, ma con un buon primer si ovvia al problema (e lo struccante a me lo rimuove bene).
Il paragone è con un colore davvero molto simile ovvero Bacco di Aleguaras, dalla sua ultima collezione di cui ho parlato qui. La differenza è nella base, quella di Bacco è più chiara e purpurea, mentre Velvet è più evidentemente viola. Vedete anche Satellite Dreams di MAC, che ha una base abbastanza simile a quella di Velvet, ma che il finish altamente perlato ne fa un colore molto diverso.

Ultimo colore dei miei, Incubo. È un grigio strano, innanzitutto è l’unico dei quattro in cui la satinatura è molto forte, quasi al confine con la perlescenza. Dal sito e dagli swatches in giro sembrava più neutro, mentre come potete vedere ha una base verde, piuttosto evidente al sole.
Lo vedete paragonato ad altri due grigi che possiedo (ho scartato il grigio fumo di Kiko perché è un paragone inutile). Il primo è quello della palette Storm (secondo da sinistra, seconda riga) di Sleek, che è come vedete abbastanza simile a Incubo anche se con finish decisamente più perlato. Inoltre, la base verde è un po’ meno evidente. Il secondo grigio è un grigio medio tendente al taupe, il 339M di Inglot: di norma, e nel pan, sembra quasi violaceo, ma vicino a questi toni appare decisamente più caldo. Sicuramente tre grigi per tre usi diversi: il primo per uno smokey, il secondo sia per uno smokey ma anche per intensificare e come eyeliner molto discreto, il terzo come all over e soprattutto per le sfumature di transizione.

Per finire, il colore per mia madre, l’unico sobrio di questo post, ovviamente preso dalla Elegantissimi: Butterfly. Dagli swatches online sembrava più chiaro e più giallo, ma essendo che a quanto pare ci sono pochissime blogger italiane casperiane come me, dovevo anche capire che su di me sarebbe risultato più scuro. Me l’aspettavo però più giallo, mentre è effettivamente crema. Su mia madre (NC20-Frisky Korat di Meow) risulta più naturale, comunque, e siccome che è suo va bene così. L’ho messo a confronto con tutti i beige e illuminanti simili che possiedo (o di Madre): l’unico che più gli somiglia è Golden Silk di Aleguaras, che differisce da Butterfly per essere leggermente più chiaro e per la presenza di glitter.
Nota a margine: a breve dovrei vedere e toccare con mano la Elegantissimi, non penso riuscirò a far foto ma penso potrei dirvi però quali sono le mie impressioni al riguardo.
(PS. potrei lanciare una “caccia a Brulé” non fosse che nelle foto precedenti ho indicato la sua posizione…)

Spero come sempre d’esservi stata utile.
Alla prossima! x

Bare swatches/ Aleguaras S.Valentine 2012 & more

23 Feb

Ciao! Parlerò poco in questo post come in tutti quelli della serie Bare swatches.
Mi sono arrivati stamattina alcuni dei colori della collezione San Valentino di Aleguaras più altri (un paio della Hollywood, che se non fosse abbastanza chiaro ADORO, e alcuni della sua linea permanente). La maggior parte di questi sono stati un gentilissimo omaggio della loro creatrice che ha voluto farmi un meraviglioso regalo di compleanno (non iniziate con gli auguri: li ho compiuti da qualche settimana), quindi la ringrazio tantissimo. ♥♥♥
Prima che mi dimentichi! La mente principale dietro la collezione di San Valentino è Desert Rose, che ha ideato secondo me un concept geniale: il nome completo della collezione è Lui, Lei, L’altro! XD Vi lascio il link al suo post di presentazione.
Ricordo a tutti che i suoi minerals sono fatti da lei in casa e ciò a mio avviso, ma anche di Madre e sorella che li guardavano oggi con me, ulteriore motivo per apprezzarli :)

Hi! This will be a swatches-only post, so less blabbing than usual ;)
I received some mineral eyeshadows by Aleguaras: some are part of her St Valentine collection (from an idea of Desert Rose) while others are from the Hollywood (last Fall) collection and others from her permanent line. Most of them are a b’day gift from her…and I’ve got no words to explain how grateful I am!
I remind you that all of her minerals are homemade by Aleguaras herself and this is another thing I like a lot of them (and also my mum and sis’ do).

Ecco le meraviglie! / Here’s the beauties!

Beware the Ogre! (St Valentines): Verde acido con shimmer oro, dedicato a Shrek. // Acid green with gold shimmer, inspired by Shrek.
Smart Copper (permanent line): un classicissimo color rame metallizzato… Che però non avevo! // A classic metal copperwhich I didn’t have before!
Do you know the Muffin Man? (St Valentines): ricordate? Color ginger, con una punta rosata. Somiglia moltissimo a Coppering di MAC (che ho e adoro, ma ciù is megl che uàn). // Its inspiration! Ginger pink, could be a good dupe of MAC Coppering e/s.
Swamp Princess (St Valentines): rame luminoso come le chiome della principessa Fiona. // Shiny copper, like Princess Fiona’s hair.
Secretly in love (St Valentines): un bronzo davvero particolare, con dell’oro e del verde dentro. // A very interesting bronze, with gold and green shimmer.
Silk (permanent line): illuminante rosa caldo con riflessi argentati. // Warm pink highlighter, with silver shimmer.
Golden silk (permanent line): è una versione più tendente al giallo di Silk. // Similar to Silk, but warm-yellow based.
Charlize (Hollywood collection): oro giallo, shimmer. Ispirato alla pubblicità del profumo J’adore Dior con la Theron come protagonista. // Yellow shimmery gold, inspired by J’adore Dior commercial featuring Ms Theron.
Grace (Hollywood collection): color panna opaco, davvero chiaro come potete vedere! // Matte cream colour, very pale!

Igloo (permanent line): grigio chiaro, quasi argento, shimmer. // Light shimmery, almost silvery, grey.
All by myself (St Valentines): rosa vivace, semi-opaco. // Vivid semi-opaque pink.
Provocateur (St Valentines): un colore scuro fra il prugna ed il borgogna, shimmer. // Dark burgundy-plum, shimmer.
I’m not a snob (St Valentines): grigio scurissimo con glitter multicolor, qui si vedono bene quelli azzurri. // Very dark grey with multicolour glitters, here you see the blue ones.

Spero vi piacciano, a presto! // Hope you like that! x

Bare swatches/1 – Neve Makeup “In London”

30 Oct

Lo dico subito: l’idea di un post del genere non è originale. In effetti, una marea di beauty blogger fa post di swatches senza fare recensioni, ma limitando a riferire le proprie impressioni iniziali. E’ che, mi sono detta, alla fine questi post sono utili. Non come le recensioni approfondite, ovviamente, però aiutano certamente a capire come siano in effetti colori, texture e via discorrendo. Inoltre c’è da dire che di blogger straniere pallide come me ce ne sono abbastanza, ma quando si tratta di Italia e prodotti venduti quasi solo da noi, è il grande vuoto. Insomma, il mio problema è che gli swatches fatti su pelli medio-chiare o medie mi sono poco utili, dato che su di me i colori risultano inevitabilmente diversi. Ho pensato insomma che mostrare come i prodotti appaiono sulla mia pelle possa essere utile per chi è molto chiara come me, in modo da avere un riferimento, ma anche per tutte le altre.

Comincio con i due recentissimi acquisti della collezione In London di Neve Make-Up: i due ombretti Kensington Gardens e Camden Town!

Luce naturale:

Gli ombretti sono stati stesi a sinistra asciutti, a destra bagnati col Mixing Medium di MAC.

Luce più calda (c’era uno pseudo-raggio di sole XD):
(come sopra: a sinistra asciutti, a destra bagnati col Mixing Medium)

Noterete che su di me Kensington Gardens risulta leggermente meno freddo rispetto a molti degli altri swatches che avete visto in rete. Non è la mia macchina fotografica che fa scherzi, lo giuro, è proprio come risulta su di me. L’ho messo l’altro ieri, come fard ed era proprio di questo colore!

Camden Town da asciutto risulta quasi viola, bagnato è inequivocabilmente un blu elettrico su base nera con una serie infinita di sbrillini viola e rossi. Dal vivo è più vibrante, purtroppo la luce dell’autunno padano è quella che è…

Fatemi sapere se trovate utile questo genere di post e se questi swatches vi sono sembrati utili!
A presto!

Ringrazio anche per queste foto mia sorella che, seguendo le mie direttive, ha realizzato queste foto che altrimenti non sarei mai riuscita a scattare!

Le pseudo FOTD di Lidal: End of the day

14 Jul

Non volevo farlo. Cioè, sì, ma anche no. Nel senso, mi piace truccarmi e penso spesso di creare dei look gradevoli, alle volte molto riusciti (o che quantomeno non passano inosservati), ma odio farmici le foto. A parte un’evidente problema di fotogenia, vale a dire che esistono cinque persone che mi hanno saputo o mi sanno fotografare e una di quelle cinque sono io (e nessuna è uno dei miei genitori, manco a dirlo), la questione maggiormente spinosa è che non ho una lente macro. Eh già, perché se si ha una fotocamera punta-e-scatta ci si mette un nanosecondo a fare una bella foto al proprio occhio. Con una reflex, no: lo so che nelle entry level (come la mia scaciona, ormai la chiamo proprio così, Scaciona) c’è la funzione macro, ma a meno di utilizzare l’oscenissimo plasticotto del kit, quello che fa foto decenti solo con il sole dell’una di pomeriggio di luglio, il famoso “fiorellino” non funge una ceppa. Soprattutto se poi si montano lenti con cui non funziona l’autofocus. La cara Christine la sa lunga, e infatti ha non una ben due lenti macro. Credo di essere l’unica che vorrebbe rubarle macchina fotografica e lenti anziché la collezione di trucchi.
Beh, io di macro non ho manco mezzo (però ho un divertentissimo 11-16 che fa le facce a banana). Quindi, non posso produrre foto altamente comprensibili. Tutto questo per dire che ci provo, ma non aspettatevi niente: se mi dite che è inutile perché
nse capisce, lascio perdere…

Ordunque. La mia farloccaggine si spinge oltre ogni limite dato che questa non è la FacciaDelGiorno ma la FacciaDelGiornoPrecedente, è che ieri non ho poi avuto tempo di editare le foto. Peraltro, così come oggi ieri le condizioni atmosferiche sono state decisamente fra ‘l gnacc e ‘l petacc*, quindi naturalmente quando ho deciso di far qualche foto s’era annuvolato di nuovo. Diciamo però che il look non è che fosse molto discorde dall’atmosfera e non a caso ho scelto di chiamarlo come una canzone allegrissima dall’altrettanto allegrissimo album Sea Change di Beck (Hansen).

Ok, se vi chiedessi di indovinare quale fosse (nel senso: sulla scala cromatica, non il nome) il colore principale mi mandereste tutte a quel paese vero?
Avreste ragione. La cosa è che ieri volevo finalmente provare qualcuno dei viola minerali e vegani di Aleguaras di cui sono appena entrata in possesso, presi anche per sopperire all’impossibilità di usare quelli che ho per via dell’insorta intolleranza al carminio (sì, dovrò rifare da capo la Colour story). Metti di partire da Hypnotic Plum, uno strano mix fra viola, grigio e bronzo e voler scurire leggermente con un po’ di Plum Grey, cioè un viola-grigio (ma va?); a quel punto vien da sé aggiungere un grigio-lilla shimmeroso come Moonlight Shadow, che ultimamente sto usando un po’ come il cacio sui maccheroni, e il grigio-violaceo di Inglot che, diciamolo, ci stava bene. In una parola, viva l’allegria.
La matita verde scura aggiunta nella rima interna inferiore vorrebbe vivacizzare un po’ il tutto e in effetti un po’ ci riesce. Forse ci voleva un verde più brillante, lo so, ma questo passa il convento al momento.

(qui si notano inequivocabilmente i risultati dell’esposizione al sole: le lentiggini alla conquista del mondo)

INGREDIENTI:

OCCHI
- Eye Makeup Base di Inglot
- Ombretti minerali di Aleguaras: Hypnotic Plum applicato su tutta la palpebra mobile con un pennello da sfumatura, Plum Grey nella parte esterna della piega e a salire e nella V esterna (sfumato con uno shader morbido, utilizzando pochissima polvere), Moonlight Shadow nella parte interna della piega e a salire, anche qui prelevando poca polvere e sfumandola con un pennello da sfumatura più morbido
- Ombretto 339M di Inglot nella parte più interna della piega
- Ombretto Brule di MAC (quel poco che resta della prima cialda, travasato in una jar) sotto la non-arcata sopraccigliare
- Eyeliner liquido Precision Ink Eyeliner, nel colore Abyss, di Illamasqua
- Matita Aqua Liner, nel colore 20L di MUFE, nella rima interna
- Mascara Smoky Lash di MUFE (come noterete, non sulle ciglia inferiori…)

VISO
- Correttore Full Cover (colore 3) di MUFE nella zona delle occhiaie
- Fondotinta minerale Light Neutral di Aleguaras
- Cipria HD di MUFE sopra il correttore
- Fard Pretty di Aleguaras

LABBRA (quel poco che si vede)
- Rossetto Milan Mode di MAC

Alla prossima!

* Per i non milanesi: incerte. Lo so, in originale rende meglio.

Review: Pennelli Real Techniques – parte seconda

8 Jul

Eccoci alla seconda parte della recensione dei pennelli Real Techniques: dopo la prima dedicata ai pennelli singoli, mi occuperò qui del set viso, la Core Collection.
Il set è costituito da quattro pennelli contenuti in un astuccio nero piuttosto pratico per i viaggi. A mio avviso sono pennelli poco adatti a chi ha appena cominciato a truccarsi, perché hanno delle forme (e delle ideali funzioni) piuttosto particolari e specifiche, come vedrete fra poco.
Per il resto, valgono le stesse cose dette per gli altri pennelli e non starò a ripetermi: manico solido ma non lungo, impugnatura salda, setole in taklon morbide ma resistenti assieme. Tutti e quattro i pennelli rispondono bene al test di Rae Morris (vedi sempre il post introduttivo).
Ecco tutti i pennelli, uno per uno. Essendo parte di un set, ho cambiato leggermente la scheda. A “perché l’ho acquistato” ho sostituito “utilizzi che gli ho trovato”, ed a “Lo consiglio?” ho preferito un “giudizio complessivo”.
Prima che mi dimentichi. Il prezzo del set (che vale per tutti i set Real Techniques) è di £ 18,99, ovvero poco più di € 21.

BUFFING BRUSH
Ecco, per questo pennello si pone un problema: non ho niente con cui paragonarlo, il che dimostra ulteriormente che ho un numero limitato di pennelli (mamma, so che non lo leggerai mai, ma se per caso capiti qui, sappilo: HO POCHI PENNELLI). L’unico confronto possibile coi pennelli che posseggo potrebbe essere col mini-kabuki di Sigma, ma sono due tipologie di pennello molto diverse, sia per la forma sia per le possibili funzioni, quindi ho lasciato perdere.
Il diretto rivale è l’F82 di Sigma (che, da quanto mi sembra dalle foto in giro, ha le setole un pochino più corte), ma potrebbe esser loro accostato il Glossy Amplify di Neve il quale,  da che ho visto in rete, ha le setole un po’ più lunghe. In generale, il concetto è quello di un kabuki a manico lungo e le setole più densamente unite.
Si potrebbe anche azzardare un confronto col 109 di MAC, non tanto per la forma (il MAC, setole naturali a parte, ha la testa piatta ed è anche meno denso) quanto per i possibili usi e relativi risultati. Non posseggo nemmeno questo, manco a dirlo.
Insomma, spero che le foto vi bastino a inquadrare questo pennello.
Utilizzi che gli ho trovato: inizialmente ho destinato il buffing brush a sfumare fard* e la polvere da sculpting (ma sì, il fard apposta per scolpire il viso, è che fa figo dire “polvere da sculpting”) dato che mi sembrava che col contour brush restassero troppo netti.
Poi, dopo anni di tentennamenti, ho finalmente deciso di provare un fondotinta minerale, ed ecco che il Buffing brush è diventato Indispensabile! Imprescindibile! Formidabile! Lavora bene il prodotto e, essendo abbastanza stretto, riesce a raggiungere anche i punti più piccoli dove c’è bisogno di maggior precisione. Avendo il naso piccolo (no, non dite “invidia”. Non sto a spiegare, ma vi dico solo che le mie foto di profilo sono VERBOTEN), patisco sempre il fatto che pennelli con una testa troppo larga non mi consentano di stendervi bene il fondo, ed è per questo che per il liquido ho sempre preferito la spugnetta**. È anche per questo che mi son trovata bene con lo stippling di RT di cui vi ho parlato nel post prima.
Giudizio complessivo: è veramente un ottimo pennello, senza dubbio uno dei motivi principali che potrebbe spingere ad acquistare il set. Mi dicono nei commenti al post precedente che si comporta in maniera eccellente anche col fondo liquido: se si è attirati anche dagli altri pennelli del set probabilmente si potrebbe far a meno dello stippling. Forse è il pennello di questo set che può risultare meno intimidante e più utilizzabile per chi è alle prime armi proprio perché può assolvere alla funzione (abbastanza basilare) di stendere il fondotinta, minerale incluso.

CONTOUR BRUSH

Lo so che è evidente la differenza: il MAC ha setole più lunghe e una forma più stretta e marcatamente a goccia. Se si possiede pennelli di questa forma e si è maniache come me, si farà di tutto per far sì che resti perfettamente a punta. Sul MAC 165 tengo sempre su un brush guard. Il Real Techniques mi consente di evitarmelo dato che bastano le dita e le setole si rimettono a posto. C’è da dire però che, appunto, quest’ultimo è decisamente più tondeggiante.È inutile dire che il Real Techniques, oltre al prezzo (il MAC costa 35 euro. Sì. 35. Il mio pensiero quando ho visto il RT è stato “fosse uscito quest’inverno mi sarei risparmiata 35 euro”), differisce dal 165 MAC in quanto utilizzabile anche con prodotti in crema. Cioè, anche il MAC in teoria, ma ha setole così morbide e delicate che farlo sarebbe usargli violenza.
Sono ambedue pennelli che garantiscono un’applicazione precisa ma leggera al tempo stesso, il che è l’ideale soprattutto se si ha una pelle chiara come la mia e scolpire il viso non deve equivalere a trasformarsi in un Cherokee, ma anche per mettere l’illuminante senza diventare un faro nella notte (o una palla da discoteca, a seconda, io preferisco il primo, è più bella come immagine). Il RT essendo leggermente più arrotondato e più corto sfuma di più e più facilmente.
Utilizzi che gli ho trovato: scolpire il viso e illuminante, ma non solo. Lo sto usando quotidianamente per il fard, dato che, non avendo io la minima distinzione fra gote e resto della guancia (non mi sono capitati solo i geni buoni della famiglia, purtroppo), necessito di un’applicazione precisa quasi al millimetro, cosicché oltre a mettere un po’ di colore io riesca a costruire anche (una parvenza di) gote.
È un uso strettamente legato alle mie esigenze personali, in quanto una persona dotata di zigomi e con delle guance più normali lo troverà sicuramente troppo piccolo per mettere il fard, e anzi potrebbe trovarlo troppo piccolo anche per scolpire il viso e ritenere più indicati pennelli tipo quello angolato, per esempio.
Giudizio complessivo: questo è l’esempio di pennello senza il quale una persona che si trucca da poco o che semplicemente si trucca poco limitandosi a poche cose base può tranquillamente fare senza. Per quel che mi riguarda, mi ha risolto un’infinità di problemi, quindi lodi lodi lodi. No, non è un messaggio subliminale ma non troppo e non ricevo compensi o sono in alcun modo affiliata al comune di Lodi (e soprattutto all’Ospedale Maggiore, Maggiore Ospedale).

POINTED FOUNDATION BRUSHSì, la vostra reazione è la reazione di chiunque: come accipigna faccio a stendere il fondotinta con un pennello così minuscolo? Ok che per fare un lavoro fatto bene non serve un pennello grande ma un grande pennello, ma non esageriamo: con questo cosino qua ora che finisco tutta la faccia s’è fatta notte.
Penso che nessuna abbia seriamente deciso di usarlo per lo scopo che recita impresso sul manico, dopo averlo provato una volta. Ho letto e visto video in cui alcuni dicono di usarlo per mettere il fondotinta nei punti più piccoli, come contorno del naso e contorno occhi. SRSLY? Voi usereste (e sporchereste) un pennello solo per fare dei ritocchini?
È il motivo per cui vi cambio pietra di paragone e sostituisco il (valido) pennello SS190, ora F60, di Sigma con l’SS194 (attuale F70), anche se l’ideale sarebbe avere l’F65. Ci siete arrivate da sole credo: il Puntuto da Fondotinta Pennello (posso abbreviare in PFB? Sì, ho deciso che posso) come pennello da fondotinta è un po’ una sòla (scusa Sam), mentre è valido, validissimo come pennello da correttore. Oltre alla dimensione, a renderlo particolarmente adatto allo scopo ha infatti il fatto di essere molto piatto e consente quindi di stendere una quantità sufficiente, ma non esagerata, di prodotto. La lunghezza e la larghezza lo rendono però più adatto ad applicare il correttore non tanto in punti precisi quanto su aree abbastanza estese come quella del contorno occhi, senza concentrare il prodotto in un punto ma stendendolo uniformemente.

Vien da sé che gli
Utilizzi che gli ho trovato: sono in realtà un utilizzo unico e solo e cioè stendere il correttore nella zona contorno occhi. So che molte usano le dita e anch’io l’ho sempre preferito, ma il mio correttore (Full Cover di MUFE, prima o poi ne parlerò) è troppo denso e chiede d’esser lavorato velocemente prima che si asciughi. Col pennello mi si creano molte meno pieghette, anche. Insomma costituiscono una coppia perfetta!
Giudizio complessivo: altro caso di pennello che, se non si hanno particolari esigenze o se non si ha un viso minuto, può risultare superfluo e poco utilizzabile. Lo vedo bene nel kit di un professionista, meno in quello della persona comune che sta iniziando a truccarsi o che è soddisfatta della sua routine e dei pennelli che possiede già, dato che dubito potrebbe trovare un utilizzo per esso (poi magari mi sbaglio eh!).

DETAILER BRUSHIl confronto è chiaramente obbligato: si tratta di un pennello da correttore di precisione, per dettagli minimi. È la metà sia in lunghezza che in spessore del Sigma e quindi trattiene meno colore, garantendo un’applicazione più leggera e naturale, oltre che appunto più precisa. Può essere utilizzato anche come pennello per le labbra.Veniamo alle dolenti note. Oddio, non così dolenti, nel senso che questo povero pennello non ha dimostrato nessun difetto. Il punto è che, non avendo io che occasionali brufoletti che durano una giornata e poi spariscono, non ho particolari motivazioni che mi portino a volerlo utilizzare per il suo scopo originario.
Non sto dicendo che non sia un pennello valido, sicuramente lo è, perché la forma e la sezione sottile sono ottimali allo scopo di effettuare correzioni in aree piccole o molto circoscritte o, ad esempio, a riempire le labbra senza uscire dal contorno.Utilizzi che gli ho trovato: ho fatto una prova con un Lip Tar di OCC. Nessun problema con la stesura, che risulta agevole, ma ho dovuto lavarlo due volte prima di eliminare traccia del Lip Tar; va bene che i Lip Tar macchiano tantissimo, ma per evitare di rovinare e tingerlo permanentemente preferisco lasciar perdere. Dovrei provare con i rossetti normali, questo sì.
Al momento è assieme ai pennelli occhi. Spero di trovargli un possibile uso in quest’area, ma ancora non sono pervenuta a grandi conclusioni.
Giudizio complessivo: rimandato a settembre (o ottobre, novembre, insomma a quando ci saremo capiti).

* vedi post introduttivo

**e ai colori pastello ho sempre preferito il nero, ma quella è un’altra storia.

Vi ringrazio per l’attenzione e la pazienza e spero di esservi stata utile. Ringrazio anche mia sorella per avermi dato una mano con le foto nel post precedente (le unghie azzurre sono le sue, le mie non potrebbero mai essere così lunghe).
Se avete ulteriori dubbi e domande non esitate a scriverle nei commenti!

Alla prossima.

PS. Se nessuna ha niente da obiettare continuerò ad infilare citazionismo musicale da tre soldi all’interno dei post. So che tre quarti della roba sarà sconosciuta ai più e creerà ulteriori dubbi sulla di me persona, ma fa nulla. In caso qualcosa dovesse piacevolmente colpirvi fatemi sapere.

Review: Pennelli Real Techniques – parte prima

6 Jul

Bene, ci siamo. Dopo avervi detto in generale notiziole più o meno utili sui pennelli Real Techniques, possiamo tuffarci fra i pennelli. Comincerò coi pennelli singoli e dedicherò poi il post successivo alla Core Collection (il set viso). Preparate il pop-corn!

SHADING BRUSH
Classico pennello con la punta arrotondata per l’applicazione dell’ombretto. Rispetto al 239 di MAC (sopra, nella foto) risulta più piccolo ma anche più cicciotto, come si vede dal foto-confronto.

Tuttavia, questo spessore non lo rende meno preciso del blasonato rivale e non causa la dispersione del colore nelle setole come avviene in pennelli da ombretto ugualmente fluffy, neppure nel caso di ombretti in polvere libera o minerali. Lo rende invece utilizzabile anche per sfumare il colore in maniera abbastanza precisa, facendo molta meno fatica di quanta la si farebbe utilizzando il 239 per lo stesso scopo.
Perché l’ho acquistato: uso tantissimo il 239. Per evitare di lavarlo ogni due-tre giorni (e quindi usurarlo troppo) mi sono sempre rivolta al metodo strofina-e-strofina sul dorso della mano, ma nel caso di colori molto intensi o diversi fra loro, purtroppo non è sufficiente. Almeno uno shading in più mi serviva, quanto meno così uno lo sporco con una certa gamma di colori e l’altro con un altra e non faccio danni.
Non l’ho ancora provato con gli ombretti in crema, sia perché ne ho uno (un Creaseless di Benefit che probabilmente è pure scaduto) sia perché sono sempre della scuola ditino e passa la paura.
Prezzo: £ 6,99 su love-makeup.co.uk (poco meno di € 8)
Lo consiglio? Se vi serve un pennello (o uno in più) di questo tipo e state già ordinando qualcosa dal sito, sì. Nel senso, a me piace molto e lo ricomprerei, ma ordinare solo questo magari no.

STIPPLING BRUSH
Qui lo vedete raffrontato a due duo-fibre classici ma con forma differente (quello di Sigma è quello più comunemente usato per il fondo e quello di Sephora per il fard*). So che per rendere il confronto più utile dovrei includere anche il 130 di MAC (e fac-simili) e il flat-top di Sigma (F80), ma come ho già detto, ho un numero contenuto di pennelli, e ovviamente non posseggo né l’uno né l’altro.
Ora, a parte la palese differenza nella lunghezza delle setole, e a parte la composizione delle stesse, ovvero totalmente sintetiche nel caso di RT e mix di naturali (nere) e sintetiche (bianche, specifico per quei pochi che non lo sapessero) per gli altri due, credo si possa vedere con questo raffronto quella che a me sembra la differenza sostanziale: la densità.
(L’ordine da sx è sempre: Sephora, Real Techniques, Sigma)
Altra cosa che mi preme portare alla vostra attenzione, la diversa flessibilità delle setole. Farò una dimostrazione pratica utilizzando l’utilissimo test di Rae Morris di cui nel post introduttivo.
(L’ordine da sx è sempre: Sephora, Real Techniques, Sigma)
Sostanzialmente: lo stippling RT, pur essendo più denso e morbido, è però più rigido. Cosa significa? Due cose: quando si stende il fondo, sia che usiate la tecnica più propriamente dello stippling (quindi picchiettando), sia che vi troviate meglio con piccoli movimenti circolari o a distribuirlo con una mano più energica (tipo fondo minerale, per intenderci), il fatto che le setole si pieghino limitatamente fa sì che si sporchi davvero solo la capoccia o comunque il fondo non coli oltre il primo terzo delle setole. Inoltre, l’effetto finale sarà sempre e comunque quel simil-airbrushed, realmente naturale che avreste sempre voluto ottenere con gli altri duo-fibre ma che nei fatti non si verificava.
Perché l’ho acquistato (e considerazioni varie): per il motivo di cui sopra. Poi magari sono io che non so usare i duo-fibre, ma allora perché con questo riesco a stendere il fondo effettivamente come se usassi l’aerografo?
Altra cosa fichissima per le pigre come me. Ho detto che le setole sintetiche sono una pezza clamorosa per il lavaggio perché perfino nella succursale del deserto del Sahara che è casa mia i pennelli ci mettono come minimo 10 ore ad asciugarsi. Lo stippling, chiaramente, ci mette mezza giornata abbondante. Però: come ho già detto, essendo il taklon una fibra sintetica stupenda (ecco scienziati, piuttosto che vivisezionare animali e pensare a dove piazzare centrali nucleari, create soluzioni per una vita  cruelty free), una volta finito di utilizzare il pennello le setole non si separano e non si seccano come avviene con gli altri stippling, ma restano dense come in origine. Il che significa che il pennello può essere utilizzato una seconda volta prima di lavarlo.
Io l’ho usato anche per il primer HD di MUFE. Stende bene anche quello. Potrei provare col fard* in crema, ma temo sempre i pennelli troppo rotondi sulle mie guance che necessitano di venir create dal nulla.
Prezzo: £ 10,99 su love-makeup.co.uk (circa € 12,10)
Lo consiglio? Secondo voi posso sconsigliarvelo, dopo questa spatafiata?

POWDER BRUSH
È grosso. Con grosso non intendo che ha un manico ed una base larga che rende difficoltoso metterlo nel mio porta pennelli e che, ho fatto le prove in vista della prossima partenza, mi costringe a metterlo nella tasca just-in-case del mio brush roll (per chi non sapesse com’è fatto il mio brush-roll). È grosso perché ha una testa ENORME. Potete vederlo anche voi.
Ora, il Sigma con cui l’ho messo a confronto ha perso un’infinità di peli nel giro di un anno e mezzo, quindi probabilmente è un po’ come paragonare la chioma di un bambino a quella di suo nonno (sempre che suo nonno non ricorra a ridicoli trapianti come certi Nani che tutti conosciamo, beninteso), ma comunque anche nei suoi giorni migliori non era così pieno.
Questione cento (e passa) setole di morbidezza: è soffice come e quanto il Sigma, senza però lasciare una cascata di peli al suo passaggio.
Ultima cosa, come anche gli altri pennelli non s’impregna di prodotto. Il che significa che incipriarvi non equivarrà ad infarinarvi e rendervi pronte per la frittura.
Perché l’ho acquistato: in realtà non ne ho acquistato uno solo, ma due. Quello che vedete in foto è il mio, ce n’è un altro che è di mia sorella ed è decisamente più sporco. Nei mesi precedenti avevo ceduto a lei il Sigma per utilizzare il kabukino sempre di Sigma, con cui mi trovavo meglio per mettere la cipria HD. Anche lui è altrettanto affetto da calvizie, però, quindi s’era reso necessario per ambedue un pennello da cipria serio.
Ah, ho piacevolmente scoperto che si comporta benissimo anche con la cipria minerale.
Prezzo: £ 10,99 su love-makeup (circa € 12,10)
Lo consiglio? Assolutamente sì. Anche mia sorella ve lo consiglia.

Stay tuned per la seconda puntata!

*vedi sempre il post introduttivo

Review: Pennelli Real Techniques – Introduzione

5 Jul

Chiedo scusa se sono passati un po’ di giorni ma mi appresto ad affrontare una recensione seria ed articolata e non son cose che si fanno in poco tempo. Cara Christine from temptaliadotcom, prima o poi mi dovrai spiegare come accidenti fai a sfornare tutte quelle recensioni dettagliate quotidianamente. Il tuo typical schedule mi puzza assai.

Bando ai miei deliri. Finalmente vi parlo di loro, di ciò che in US pare vada a ruba (e te credo, a momenti li regalano col 3×2 o “add one dollar and get it for free”) e che invece da noi in Europa e soprattutto da noi in Italia pare siamo veramente in poche ad aver fra le nostre mani: i pennelli Real Techniques dell’amatissima, genialissima, super -issima Samantha Chapman.
[Sam, if you're reading this by chance, I want you to know that you're a badass.]
Mi vedo costretta a dividere la recensione in tre parti, una introduttiva e due sui pennelli, perché il mio acquisto è stato, come dire, sostanzioso. Il mio kit da viso era infatti composto dal set viso base di Sigma, che avevo però progressivamente ceduto quasi del tutto a mia sorella. Sostanzialmente, questo era il mio kit viso prima che decidessi di fidarmi di Sam: mini-kabuki Sigma, pennello classico da fondo Sigma, pennello da correttore Sigma, 129 e 165 di MAC (fard* e contouring). Inoltre, col mio progressivo diventare spaccamaroni come quasi tutti i vegetariani/animalisti, l’idea di utilizzare setole animali, seppur si dice ottenute dalla spazzolatura (uhm?) non mi sconquifera più di tanto.
Risultato, ho acquistato quattro (uno doppio) pennelli singoli e un set, il Core Collection, cioè quello viso. È per questo che per snellire il tutto dividerò in due la recensione:
PRIMA PARTE -> Pennelli Singoli
SECONDA PARTE -> Core Collection

Qualche informazione generale
Sam ha sviluppato una linea di pennelli con una compagnia americana, il che spiega perché in USA sono venduti negli Ulta (catena di negozi simile a Boots e Superdrug. Sto pensando ad un equivalente italiano… Diciamo un Acqua e Sapone un po’ più figo?) e in Europa siano reperibili solo tramite il negozio online UK love-makeup.co.uk ad un prezzo maggiorato per via delle tasse d’importazione.
Esistono tre set (uno viso, uno occhi e uno da viaggio/indispensabili/basic che più basic non si può) e sette pennelli singoli (facciamo sei, uno è uno spazzolino da sopracciglia e separa ciglia-killer come quello di Sephora). Il manico colorato indica la diversa funzione: viola per gli occhi, giallo per la base del viso, rosa per il finish.
Il manico è quasi interamente in metallo, ricoperto da una guaina di gomma in fondo, il che scongiura l’eventualità che parte metallica e setole si separino dal manico: questo però non significa che i pennelli possono esser lavati ed asciugati a testa in su!
I pennelli possono apparire molto corti a chi è abituata a MAC, ma anche a Sigma. Personalmente, avere un manico più corto significa non sbattere contro lo specchio del bagno e maggior maneggevolezza in generale. Forse, per l’uso su altri, un manico più lungo è preferibile.
Le setole sono 100% sintetiche e sono in taklon: sono morbide, ma hanno un’ottima resistenza, e consentono di utilizzare sia prodotti in polvere che in crema. Pulendole bene su un fazzoletto di carta o simili possono essere riutilizzate anche subito perché, essendo più lisce del pelo naturale,  trattengono meno prodotto e non s’incollano troppo assieme. Unico neo: l’asciugatura richiede molto tempo, soprattutto quando come, nei pennelli più grossi, sono tante e densamente concentrate. Anche a casa mia, dove il microclima è vicino a quello desertico, nel senso di caldo e secco, i tempi sono comunque lunghi.

Criteri di valutazione
Essendo io sottoscritta non una make-up artist ma una persona qualsiasi che si colora la faccia, a quanto pare abbastanza bene e sicuramente non passando molto inosservata, qualsiasi cosa che dirò sarà relativo unicamente alle mie esperienze pregresse ed attuali.
Ho ricevuto i pennelli poco meno di due mesi fa circa e da lì li ho usati quasi ogni giorno. L’entusiasmo che si potrà leggere qua e là è frutto della soddisfazione data dall’utilizzo e non dalla gioia dell’iterazione continua del Natale data dall’apertura del pacchetto, oltre che dal confronto con sòle o insoddisfazioni precedenti.
Un test, più “scientifico”, per valutare la qualità arriva direttamente da Rae Morris che nella sezione dedicata ai pennelli del suo Make-up: the ultimate guide (qui la mia review, per chi se la fosse persa) spiega come capire se un pennello meriti o no l’acquisto:
Quando acquisti un pennello, mettilo in equilibrio sulla sua punta. Tieni il pennello in verticale sul dorso della tua mano, con le setole all’ingiù, e fai rimbalzare leggermente il pennello per testare la forza delle setole. Le setole devono solo leggermente piegarsi: se si aprono o si schiacciano completamente il pennello sarà troppo difficile da utilizzare e il trucco andrà da tutte le parti -tranne dove vorrai metterlo-.**
In questa recensione lo si vedrà applicato praticamente in un caso, ma ci tengo comunque a dire che tutti i pennelli Real Techniques in mio possesso superano tutti la prova.

Ok, siamo pronti credo.
State pronti perché la prima parte arriva (quasi) subito.

* Io son (sufficientemente) vecchia e ho iniziato a truccarmi e ad usare (in maniera comica com’è ovvio che sia) il fard quando lo si chiamava fard. La mia UK-filia può al massimo spingermi a usare il termine blusher. Ma blush, assolutamente no. Non ce la posso fare.

** La traduzione è mia, dato che il libro è in inglese. Era inutile specificarlo vero?

Just a spoonful of Sugarpill…

10 Oct

Hi everyone. This will be a Sugarpill review which I mainly conceived for Italian people because this brand is not as known as is internationally. I decided to translate only the things I find more important for you to know: descriptions and my thoughts, and send you back to Sugarpill website for complete infos about the line and so on. Hope you’ll understand me.

Ciao a tutti!
So di far cosa gradita ad alcune persone con questa review dei prodotti Sugarpill, brand che ha spopolato e spopola nei beauty blog e nei canali YouTube americani e stranieri in generale ma che è pressoché sconosciuta da noi. Ho scelto di mettere il testo in italiano per primo (e non viceversa come faccio di solito) e di dilungarmi molto di più che nella versione inglese proprio per questo motivo. So che sarà un post lunghetto ma volevo fornirvi quante più informazioni possibili!

Innanzitutto: cos’è Sugarpill e chi sta dietro a questo brand?
Sugarpill nasce ufficialmente all’inizio del 2010 dalla mente vulcanica di Amy Doan, alias Shrinkle, stilista “alternative” molto popolare nell’ambiente underground americano. Fin dall’inizio della sua attività di stilista nel 2003 Amy ha sempre pensato che lo stile particolare e i colori sgargianti dei suoi abiti ben si abbinassero ad un make-up altrettanto vivace, e per anni ha utilizzato e venduto sul suo sito prodotti della Kryolan. Nel corso degli anni ha però iniziato a progettare una sua linea cosmetica, fino a quando, l’anno scorso, non si sono avute le giuste condizioni per dar vita alla creatura Sugarpill.

La linea
Al momento Sugarpill produce nove ombretti “classici”, che possono essere acquistati singoli o all’interno di palette con tre combinazioni diverse (al momento non sono customizzabili), diciotto pigmenti in polvere libera (Chromalust) e due paia di ciglia finte iper-drammatiche.

Packaging
L’estrema cura di Shrinkle per la sua creatura cosmetica si riflette anche nel packaging dei prodotti. Le scatole, innanzitutto, decorate dall’illustratrice Liz Lorini (Miss Kika). Io tendo a buttar via tutte le scatole dei cosmetici, ma queste le ho dovute tenere per forza!
Per quanto riguarda le confezioni vere e proprie dei prodotti, sono semplici ma solide: gli ombretti singoli ricordano quelli Kiko, anche se più cicciotte,  in quanto le cialde sono più grandi, contengono infatti ben 4g di polvere pressata!. Il coperchio trasparente è lucido e leggermente bombato e ha impresso (non appiccicato su uno sticker) il logo dell’azienda.
I quad di ombretti invece sono neri, con il logo Sugarpill in rosa e bianco sul davanti. La confezione è in cartone pesante e si chiude tramite magneti. Sul retro, assieme alla lista degli ingredienti e ai dati sulla compagnia, c’è una miniatura che indica i colori contenuti e i loro nomi.
Ho portato il quad in viaggio (dentro il beauty, in valigia): è stato sballottato da una parte all’altra, aperto e chiuso quasi tutti i giorni, ma la confezione, nonostante sia di cartone non s’è danneggiata né nulla. Al contrario, il mio quad MAC s’è rotto in una delle giunture e adesso devo stare attentissima ad aprirlo… Quindi, non è detto che ciò che pare solido lo sia, e viceversa!

(image from Maggie Makeup Addict)

Gatti (e non solo) in festa
Uno dei motivi che mi hanno portato a incuriosirmi e voler provare i prodotti Sugarpill è che la linea è completamente Cruelty-free e la maggioranza dei prodotti sono Vegan, ovvero non utilizzano alcun ingrediente di origine animale.
Degli ombretti, Midori, Afterparty e Buttercupcake sono vegan, mentre tutti quanti i pigmenti lo sono: ad ogni modo, sul sito sono indicati dalla scritta “Vegan”.

La mia review
Ho acquistato i prodotti Sugarpill un mese fa da Love makeup.co.uk per il semplice motivo che non volevo incappare nel rischio dogana ordinandoli direttamente dal sito americano. La differenza di prezzo è minima e i prodotti sono originali 100%. Certo, nel pacco non c’erano gli adesivi Sugarpill e il bigliettino firmato da Amy, però pazienza :D
Questi i miei acquisti:

  • Palette Sweetheart (contiene: Dollipop, Midori, Afterparty, Tako)
  • ombretto Buttercupcake
  • ombretto Poison Plum
  • ombretto Love +

Non avevo acquistato Chromalust perché gli ombretti pressati sono più semplici da utilizzare e anche da portare in giro, quindi sono riuscita a testarli per bene, cosa che non avrei mai fatto con le polveri libere. Settimana scorsa però ne ho ordinati alcuni e spero che Poste Italiane mi concedano di riceverli e poterli provare in questi giorni… E che questa non sia una vana speranza!

I bought Sugarpill products from the UK online store Love-make up.co.uk in order to avoid customs (Italian import policy is quite strange…). I spent pretty much the same as I had ordered from the US, so this is good. I want to point out products are 100% original!
Here are my purchase:
*Sweetheart palette
*Buttercupcake pressed e/s
*Poison Plum pressed e/s
*Love+ pressed e/s
This time i didn’t bought any of the Chromalust loose shadow because I prefer pressed eyeshadows to pigments, but I recently ordered some, so stay tuned :D

I colori sono tutti brillanti e iper-pigmentati, morbidi da stendere e sfumare. Scrivono benissimo anche senza base, ma per alcuni colori (rosso, rosa, viola) è necessaria perché tendono a macchiare.
Mi prendo la responsabilità della mia affermazione e vi dico che non sono importabili, perlomeno non tutti. Certo, per quanto riguarda l’ombretto giallo, rosa o rosso possiamo parlarne, ma assicuro che il verde, l’azzurro e il viola sono tranquillamente utilizzabili tutti i giorni: con un’applicazione leggera o circostanziata (per esempio solo nella piega) tutto è possibile. L’ho sperimentato personalmente!

Colours are all vibrant, highly pigmented and very blendable. You don’t need a base under to enhance them but you’d better use it for some of them (red, pink and purple one) because they stain.
I think they’re not so difficult to wear as it may seem and I used them in some daily look.

Dopo tutta questa pappardella, ecco gli swatches. Mancano quelli di Love+ perché l’ho comprato per regalarlo ad un’amica che da tempo cercava un ombretto rosso. Vi dico solo che era estasiata da quanto rosso e quanto denso di colore fosse! Ho cercato anche di mostrare, a fianco dei colori, i possibili sostituti fra quelli che possiedo. Spero vi siano utili!

And now, here’s the swatches. I’m sorry Love+ is missing because it was a gift for a friend of mine, who were AMAZED by the redness of this red eyeshadow. Another note: I put the dupes or the similar colours I have in my collection. Hope you’ll find it useful!

per Poison Plum vi rimando al post sui viola, Colour Stories: Purple.

for a swatch of Poison Plum see my post: Colour Stories: Purple.

A presto, università permettendo…

Here you soon xxx

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